11 May, 2026 - 11:00

Ternana, Bandecchi smonta le illusioni: “Sette milioni e mezzo per salvarla, con due milioni è l’ennesimo fallimento”

Ternana, Bandecchi smonta le illusioni: “Sette milioni e mezzo per salvarla, con due milioni è l’ennesimo fallimento”

Davanti a Palazzo Spada, incontrando i cronisti, Stefano Bandecchi ha consegnato ai cronisti la sua fotografia dello stallo sulla Ternana e ha gelato tutti i potenziali acquirenti. Il quadro è impietoso: per il sindaco di Terni esistono quattro o cinque soggetti imprenditoriali che si muovono attorno al club, ma nessuno di loro, da solo, ha la solidità economica per farsi carico dei debiti e dei costi vivi. Il rischio, concreto, è che la società venga rilevata all’asta e collassi poco dopo, travolta da numeri che non ammettono improvvisazioni.

Per quanto mi riguarda, ad oggi non ci sono notizie positive sulla Ternana”, ha esordito Bandecchi. “Tutti quelli che sono interessati non possono essere interessati a dire che con 200 mila euro compri una Ternana”.

Il sindaco ha subito messo in chiaro che quella cifra - la famosa base d’asta - rappresenta solo un punto di ingresso simbolico. “200 mila euro, per come la vedo io, sono semplicemente il modo per spenderne altri sette”, ha scandito.

Il conto in rosso: 7 milioni per vivere 12 mesi, quasi 9 milioni tra debiti sportivi e fiscali

Bandecchi ha snocciolato i numeri affidandosi alle valutazioni ufficiali della curatela, con il distacco e il realismo di chi ha smesso di credere alle buone intenzioni. Secondo le sue stime, per garantire la sopravvivenza del prossimo anno sportivo servono almeno 7 milioni di euro. A questi vanno aggiunti 4,2 milioni di debiti sportivi certificati alla data del 16 giugno e circa 4,8 milioni di esposizioni fiscali che si materializzeranno nei mesi successivi.

Questo è quello che noi sappiamo”, ha detto il sindaco. “Più sappiamo che il prossimo anno costa 6.300.000 di contratti già fatti e, più o meno, uno e mezzo o due”.

Ha poi riassunto il concetto in una frase che sembrava un avvertimento più che una spiegazione: “Sapendo che con 7 milioni si sopravvive sufficientemente nei prossimi 12 mesi e prendendo atto che ci sono ancora 4 milioni di debiti che comunque vanno pagati”.

“Da solo nessuno può prendere la Ternana. Splendori è valido, ma da solo è un altro fallimento”

Sul nome che in queste settimane è circolato con più insistenza, quello di Fabio Splendori, Bandecchi non ha avuto toni denigratori. Anzi. “Splendori è un ottimo imprenditore, fantastico, persona valida”, ha riconosciuto. Ma il riconoscimento è servito solo a rendere più netto il  suo atteggiamento di distacco da un progetto che - evidentemente - non ritiene fattibile: “Da solo Splendori la Ternana non la può prendere. La può prendere con una cordata, da solo rischia di andare incontro a un altro fallimento.

Secondo il primo cittadino, tutti gli imprenditori che sono finiti sul radar in queste settimane condividono lo stesso limite: “Sono tutte persone che in una cordata possono prendere la Ternana. Da soli nessuno può prendere la Ternana per quello che ho sentito”.

E qui Bandecchi ha avvertito chiunque pensi di poter cavalcare l’onda con cifre modeste della difficoltà dell'operazione: “Io propongo a tutti quelli che pensano di poter fare questa operazione con una milionata e mezzo o due, di starsene buoni a casa, perché abbiamo già visto troppi fallimenti uno in fila all’altro”.

“Meglio fallire subito che rifallire dopo. Senza impegni scritti dei tesserati non ci sono le basi”

Il sindaco ha spiegato di aver ripetuto più volte ai giornalisti, anche con riferimento a quanto affermato in questi giorni dai potenziali acquirenti, la sua posizione. “Io ho ribadito a tutti coloro che erano interessati che posso fare la mia parte in quanto imprenditore dando evidentemente un supporto, ma devo credere in quello che viene fuori, non nel fatto che ci si mettano altri soldi e dopodiché si rifallisce di nuovo”.

Ed è arrivato a un punto che suona quasi come una dichiarazione di rottura: “Davanti a un fallimento, per quanto mi riguarda, meglio che falliamo subito. Chi è serio e vuole mettersi insieme nella maniera giusta, uno ce n’ha due milioni, un altro ce n’ha tre, un altro ce n’ha quattro, uno ce n’ha due, bisogna arrivare a un cumulo di sette milioni, se non è la matematica che dice che c’è un altro fallimento”.

Bandecchi ha denunciato una sostanziale assenza di concretezza. “A chiacchiere si va tutti forte, però alla fine si tratta di mettere dentro al cesto, se non dico dei soldi, ma almeno la capacità e la volontà di volerli mettere. Ad oggi io questa cosa non l’ho vista”.

L’asta e la scadenza dei 20mila euro: “Domani è tardino, chi versa senza avere 16 milioni fa un’imprudenza”

La torre d’avorio delle chiacchiere si scontrerà presto con il calendario. Per partecipare all’asta, bisogna versare 20 mila euro entro domani. Bandecchi non usa giri di parole: “Presentarsi a Terni domani è un po’ tardino, perché domani si deve fare il versamento di 20 mila euro per partecipare all’asta. Se si partecipa all’asta da soli, si vince. Quando hai vinto l’asta servono sette milioni e mezzo. Ma solo se hai fatto l'accordo con tutti, perché altrimenti ne servono 14 di milioni. Domani un qualsiasi imbecille che versa 200 mila euro, lo voglio dire in italiano, o ha sette milioni e mezzo in tasca, oppure se è prudente ce ne deve avere sedici, perché non è che tutti hanno accettato, nessuno ha firmato nulla. Le cose non si fanno così improvvisate”.

La ragione di quella cifra monstre - 16 milioni - è legata ai margini di manovra con i creditori. “Perché voglio ricordare che anche i calciatori e tutti quelli che devono avere dei soldi accetteranno di patteggiare certe cose. Oggi. Ma se credono anche in quello che succede domani e dopodomani. Altrimenti anche loro dubitano, tentennano e non si fidano”, ha spiegato. La conclusione è stata lapidaria: “Senza trovare gli accordi, non si è concluso nulla”.

“Ho parlato con il capitano Capuano e Pettinari, ma prima servono documenti”

Bandecchi ha rivelato di aver mantenuto contatti diretti con lo spogliatoio. “Io con i calciatori ci ho parlato anche ieri. Ho parlato con il capitano, ho parlato con Pettinari, ho parlato con altri”. Ma ha ribadito che, prima di sedersi a un nuovo tavolo con i giocatori, serve un passaggio preliminare: chi intende rilevare la Ternana deve presentare garanzie scritte.

Prima di parlare con tutti, come ho già detto, per essere molto seri, serve che chi vuole fare la cordata per la Ternana si metta in fila e garantisca, con documenti precisi, la disponibilità economica. 500 mila euro, un milione, due milioni. Perché fa parte della società. Perché fa un finanziamento. Perché fa una sponsorizzazione. Ognuno deve sapere quello che fa”.

Il sindaco ha confermato che esiste un appuntamento fissato per oggi alle 14.30 con un altro imprenditore, tramite Mangiarano. Ma il suo scetticismo è rimasto intatto: “Nessuno degli imprenditori che abbiamo visto fino ad oggi è nell’intenzione di prendersi da solo la Ternana. Quindi bisogna metterli tutti insieme”.

“Oggi promesse, domani scadenze. La mia non-positività? Nessuno si è seduto a un tavolo”

Alla domanda dei cronisti sulla possibilità che domani si sblocchi qualcosa, Bandecchi ha risposto con realismo. “Oggi possono dare delle promesse. Io ribadisco anche la mia volontà a impegnarmi come imprenditore. Ho chiarito in passato che con un progetto credibile il monte dei debiti si potesse ridurre, ma ci vuole la sostanza per arrivare ad essere credibili e ottenere credibilità di fronte alla squadra e ai tesserati. Poi si devono andare a firmare questi documenti”.

Infine ha spiegato le ragioni profonde del suo scetticismo: “La mia non-positività è dovuta al fatto che sento una serie di parole da parte di tante persone, ma non ho visto nessuno che si è messo intorno a un tavolo con un progetto chiaro e con i tempi necessari per avverarlo”.

Infine, una battuta che suona come un riassunto dell’intera mattinata: “Io a oggi, nonostante ci abbia lavorato tutto ieri non ho sensazioni troppo positive. Voi stessi mi state dicendo qualcuno viene domani. Bene, certo. Spero che abbia in tasca sedici milioni. Perché ad oggi, se non trovano gli accordi, non ha concluso nulla. Questi sono i fatti".

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Federico Zacaglioni
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