Conoscendo Bandecchi, il fendente menato da Gianluigi Rizzo contro di lui, nell'ultimo duello intorno al destino della Ternana, verrà considerato alla stregua di una medaglia da esibire sul bavero. E infatti alla fine del suo comunicato, il sindaco di Terni chiosa sui commenti poco lusinghieri verso di lui da parte dell'ex patron della Ternana che lo aveva paragonato a Ceausescu. "Per ciò che riguarda il loro pensiero su di me - afferma Bandecchi -, posso solo dire che per me è un onore restare inviso a gente simile".
Ma andiamo con ordine e partiamo dalle notizie che Bandecchi inserisce nel suo comunicato. "Per ora il titolo calcistico è salvo, a dispetto dello sfregio che i Rizzo stavano facendo alla città. Ora durante il fallimento cercheremo di salvare il salvabile, della nostra gloriosa maglia e faremo pagare alla famiglia Rizzo i propri debiti, che sono tanti e fatti con spregio e cattiveria. Per ora la Ternana Calcio è salva ed è salvo il campionato di serie C che forse non sarà falsato".
È l’ultimo duello, forse il più aspro e definitivo, tra Stefano Bandecchi e Gianluigi Rizzo. Un duello che si consuma negli uffici giudiziari e nei corridoi del Comune di Terni, mentre la Ternana Calcio resta sospesa sul baratro, in bilico tra lo spettro della liquidazione volontaria messa in campo dai soci e la procedura di fallimento aperta su istanza di un creditore dal Tribunale di Terni.
L’intervento della magistratura della sezione fallimentare, per il momento, congela lo stato di agonia del club e garantisce un minimo di ossigeno alla regolarità del campionato di Serie C, ma non placa la guerra di parole, anzi, la inasprisce fino a toccare vette di scontro personale senza precedenti nella storia secolare della società rossoverde.

Da una parte il primo cittadino di Terni, che in una nota diffusa ha definito senza mezzi termini la parentesi Rizzo come “la peggior gestione degli ultimi cento anni” della storia del club, accusando la famiglia di aver agito con “cattiveria e spregio per Terni e i ternani”.
"I Rizzo hanno fatto un capolavoro. Hanno amministrato di fatto la Ternana per sette mesi distruggendola. Abbiamo raccolto tutte le prove e le testimonianze in merito. Sono stati la peggior gestione degli ultimi cento anni. Hanno messo - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - cattiveria e spregio per Terni e i Ternani. Hanno avuto atteggiamenti collusi con la Regione complottando contro Terni. Per ora il titolo calcistico è salvo, a dispetto dello spregio che i Rizzo stavano facendo alla città".
L'attacco della controparte non si era fatta attendere. Poche minuti prima del comunicato del primo cittadino, Gianluigi Rizzo aveva affidato all’AGI una dichiarazione che puntava ad alzare ulteriormente il livello dello scontro verbale, utilizzando una metafora storica e geopolitica. Per l’ex patron della Ternana, il vero problema della città e della società non è da ricercare nei bilanci o nelle scelte di gestione sportiva, ma direttamente nel Palazzo Comunale.
“Siamo molto dispiaciuti per come è finita”, ha spiegato Rizzo. “Noi abbiamo messo tanti soldi, impegno e sacrificio, ma il problema di Terni e della Ternana è il Sindaco: c’è un sistema dittatoriale stile Ceausescu. A noi non interessa più, perché abbiamo subito un danno incalcolabile di cui cercheremo di rifarci nelle sedi competenti”.
Rizzo prosegue poi con una nota di amarezza personale, rivendicando la correttezza del proprio operato: “Noi usciamo a mani pulite senza aver ricevuto mai un grazie. La Ternana non mi ha pagato mai un caffè. Noi abbiamo solo dato e riceviamo insulti, ma il tempo è galantuomo”.
L’ex patron ha poi lanciato un appello alla città, chiedendo ai ternani di “aprire gli occhi” e rivelando di aver ricevuto manifestazioni di solidarietà da altri primi cittadini: “Da tutte le parti riceviamo solidarietà per quanto accaduto. Sindaci che ci invitano”. Una chiusura che sa di addio definitivo con tanto di minaccia di azioni legali.