È stata senza dubbio la giornata di Mattia Aramu in casa Ternana. Il fantasista classe 1995 rappresenta uno degli innesti più significativi del mercato invernale rossoverde, arrivato da svincolato negli ultimi giorni della sessione. Un giocatore di assoluto livello qualitativo per la Serie C, chiamato ora a ritrovare nel più breve tempo possibile la miglior condizione fisica per diventare un fattore determinante nello scacchiere di Fabio Liverani.
Il suo esordio è arrivato negli ultimi minuti del pareggio per 2-2 sul campo del Pontedera, una gara che fotografa il momento delicato attraversato dalle Fere. Dopo l’eliminazione in semifinale di Coppa Italia di Serie C, sono infatti arrivati una sconfitta e un pareggio contro penultima e ultima della classe, risultati che hanno rallentato la corsa e aumentato la pressione sull’ambiente. Ora serve una reazione immediata, a partire dal turno infrasettimanale di giovedì contro il Ravenna, secondo in classifica, in una sfida che può rappresentare uno spartiacque della stagione.
Ad aprire la conferenza stampa di presentazione è stato il direttore dell’area tecnica Diego Foresti, che ha voluto subito sottolineare il valore dell’operazione e il significato della scelta fatta dal giocatore:
“Siamo qui per presentare un giocatore importante, non sono io a spiegare che giocatore è Mattia Aramu. Siamo felici, come già detto nelle precedenti conferenze stampa, che Mattia abbia accettato di venire a Terni accettando una sfida importante”.
A prendersi la scena è poi Mattia Aramu, che ha raccontato senza filtri il suo percorso, le difficoltà e le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere Terni:
“Sono stato fermo parecchio tempo, a gennaio mi sono incontrato con il direttore a Milano e c’è stato subito un feeling tra di noi. Io vivo di feeling, di sfide: questa è una sfida importante per me, è un rilancio. Ringrazio il direttore per l’opportunità, darò il massimo”.
Il fantasista rossoverde non nasconde la necessità di tempo per ritrovare la forma migliore, ma sottolinea l’importanza del lavoro quotidiano:
“Penso che sia una sfida molto importante, questa è stata la ragione per cui sono qua. Un calciatore si pone sempre degli obiettivi e il mio è quello di puntare in alto. Ho avuto degli alti e bassi, si deve sempre puntare al massimo e questo è il mio obiettivo. Ci vorrà tempo, sono fermo da un po’. Con l’aiuto di tutti mi sto rimettendo in forma e sono sicuro che potremo fare bene appena starò meglio fisicamente”.
Fondamentale, per Aramu, è la continuità negli allenamenti:
“Io mi sto allenando con continuità ed è una cosa fondamentale per il mio percorso per arrivare al top. Devo dare continuità di allenamento, ho fatto la prima partita dieci minuti, piano piano la forma arriva. Sono sulla strada giusta, mi sto dando del tempo, non così tanto”.
Sul mercato invernale e sulle alternative valutate, Aramu chiarisce:
“Avevo qualcosa in ballo con qualche squadra di Serie B, ma non si è concretizzata. A gennaio mi sono incontrato con il direttore, ho avuto sensazioni positive e ho accettato subito di venire qui a Terni”.
Quanto alla posizione in campo, il fantasista lascia ampia libertà alle scelte tattiche:
“Questa è una domanda che mi hanno sempre fatto perché ho ricoperto diversi ruoli. Non ho posizioni preferite, mi piace svariare sul fronte offensivo avendo libertà di gioco, poi dentro il campo sta al giocatore trovare la posizione all’interno del sistema di gioco sotto tanti aspetti”.
L’impatto con lo spogliatoio è stato positivo, nonostante i risultati:
“Ho trovato un clima positivo, la squadra è molto coesa, è molto affiatata per un unico obiettivo. Quando sono arrivato i risultati non sono stati positivi, fa parte del percorso: l’importante è lavorare e riprenderci su qualsiasi campo i punti persi. Qualche giocatore lo conoscevo, Meccariello, Ferrante, Majer. Quando sono arrivato ho chiesto qualche informazione e mi hanno risposto in maniera positiva, ma ero già sicuro di venire, era per capire le dinamiche”.
Infine, l’emozione del ritorno in campo:
“Ritornare a giocare è stato bello, mi mancava tanto il campo e il gruppo. La vivo molto di pancia, è stata un’emozione tornare in campo. Sono stati dieci minuti, ho cercato di ritrovare le distanze e il ritmo: solo con il tempo e con il lavoro riusciremo ad arrivare al top”.
E sul passato con Paolo Zanetti e le ambizioni future:
“Mister Zanetti è stato l’allenatore che mi ha fatto rendere di più, gli devo tanto. Lo ringrazierò sempre, abbiamo ottenuto risultati incredibili, vincendo la Serie B e facendo la Serie A. A trent’anni, se non mi pongo obiettivi, non mi sento vivo. Sono sceso di categoria, ma non voglio vivacchiare. Non dobbiamo rimanere come squadra in questa categoria. Step dopo step, l’obiettivo è quello di migliorarsi: mi rimetto in gioco per puntare sempre in alto”.