La telefonata di Stefano Bandecchi ha riaperto d'improvviso un capitolo che pareva ormai archiviato due mesi fa. L'ingresso di Roberto Felleca nella Ternana Calcio si concretizzerà con l'acquisizione iniziale del 20% delle quote societarie (con la sua volontà di arrivare a controllare fino al 45%) e con l'assunzione di un ruolo manageriale di vertice, segnando l'avvio di un nuovo corso improntato a pragmatismo e rigore gestionale. E' questo il programma che l'imprenditore sardo racconta in una lunga telefonata il giorno prima della partenza della stagione della Ternana 1925.
Decisivo per il suo ritorno nell'operazione è stato lo strappo tra lo stesso patron rossoverde, sindaco di Terni, e Franco Fedeli, maturato pochi giorni fa, dopo che le strade di Felleca e Bandecchi si erano divise al termine del vertice a tre tenutosi nella sede di Unicusano a Roma. Esaurite le divergenze del passato e superato l'ipotesi di una gestione solitaria, la nascente entità societaria - del tutto priva di posizioni debitorie - permette un insediamento immediato senza la necessità di lunghe procedure di due diligence.
L'obiettivo che l'ex presidente di Como 1907 e Calcio Foggia 1920 racconta a Tag24 Umbria è chiaro: strutturare l'azienda, valorizzare la rosa e concentrare ogni energia sulla risposta di campo per centrare prima possibile il ritorno tra i professionisti.

Sembrava una storia destinata a finire in un vicolo cieco. E invece Roberto Felleca ha riaperto i canali con Bandecchi. Come ha affrontato questa novità?
“Mi è subito tornato l'entusiasmo dopo la delusione di qualche settimana fa. Avevo deciso che se fossi ripartito nel calcio sarebbe stato da Terni. E così è stato. E con l'entusiasmo è tornata la voglia di vincere. Arrivo in corsa ma non mi spaventa. In passato mi è capitato di prendere società, anche in compartecipazione, già più avanti nel corso della stagione e di riuscire comunque ad allestire la squadra per vincere il campionato. Sarà dura ma ci proveremo anche a Terni".
Come si strutturerà l'accordo societario e operativo con Stefano Bandecchi?
“Lunedì mattina sarò a Terni. Mi incontrerò con Bandecchi che inizialmente ha deciso di riservarmi il 20% della nuova società, ma ha anche aperto la possibilità di crescere fino al 45%. Pertanto questa sarà probabilmente la mia scelta. Il patron ha scelto di affidarmi un ruolo da presidente al vertice del club. Siamo entrambi pragmatici, entrambi vogliamo vincere. Abbiamo caratteristiche diverse solo nel metodo. Lui magari è un po' più di manica larga rispetto al sottoscritto, mentre io sono forse più parsimonioso. Ma a Terni ci sono le condizioni giuste per ripartire dal calcio nel modo in cui piace a me. Investire in una società che va ricostruita dopo una fase di crisi, ristrutturarla e metterla nelle condizioni di diventare appetibile per investitori che vogliano in futuro farsi carico , con il sottoscritto , di un progetto sportivo in crescita. Creare un progetto di questo tipo e dargli le gambe è la migliore garanzia per una piazza come Terni".
Roberto Felleca, però, proprio per questo tipo di impostazione ha ricevuto anche critiche e contestazioni. E' successo anche a Terni dopo l'annuncio da parte del sindaco bandecchi della vostra collaborazione...
“Ho visto sui social che alcuni tifosi già mi criticano perché in alcune piazze sono stato contestato. Alcuni addirittura hanno preso di mira persino la possibilità che arrivassi a rilevare qualche società. In gran parte si tratta di voci di stampa prive di fondamento, di società che non ho mai veramente trattato, di città nelle quali non sono neppure stato. Ho visto che è stato dato spazio sui social alla contestazione che una parte della curva mi riservò a Foggia. In realtà, in Puglia penso di aver lasciato un ottimo ricordo e, non a caso, già durante l'estate mi era stato prospettato di poter aiutare a rilanciare il club, ma non vi erano i presupposti …”.
Domattina comincia il raduno. Ritiene che il ritardo accumulato per via delle vicissitudini societarie possa essere un ostacolo per la nuova Ternana?
“In questa nuova avventura entro in corsa. Io sono abituato a fare queste cose. Ad esempio, proprio il Foggia lo presi il 6 agosto, così come il Como , Molte cose sono state già fatte e leggo che i tifosi della Ternana pensano che siamo molto indietro. In realtà non lo credo, perché se c'è una cosa che non manca in questo calcio sono i giocatori liberi da portare in un progetto qualora ce ne fosse bisogno. Quello che dobbiamo fare con i dirigenti che trovo alla Ternana, Giuseppe Mangiarano e Carlo Mammarella, è di trovare uno spirito di squadra, di trovare il giusto modo di comunicare e di lavorare per un bene comune: la Ternana 1925".
In che modo si differenzierà questo suo ruolo da quello di presidente proprietario ricoperto in passato?
“Per me sarà un'esperienza nuova, perché in passato ho sempre gestito da presidente operativo che si muove a 360 gradi nella ristrutturazione dell'azienda. In questo caso, invece, c'è già una rosa sostanzialmente bloccata e fatta per l'80-90%, oltre ad esserci una organizzazione fatta di uomini già abbozzata, ma che va resa più operativa e completata. A mio avviso, il progetto sportivo è la cosa più rilevante. Penso che se sia necessario investire, vada fatto prevalentemente sulla squadra, sui giocatori, sui tecnici, rispetto agli investimenti esterni al calcio che non fanno parte del core business aziendale".
Sa che i problemi che hanno causato il fallimento della Ternana vengono dal disimpegno della famiglia Rizzo dopo lo stop al progetto Stadio-Clinica. Ha interesse ad essere coinvolto in opere infrastrutturali di questo tipo?
“Voglio sgombrare il campo da equivoci e retropensieri. Non sono interessato al progetto di riqualificazione dello stadio o a investire sulla clinica che dovrà sostenere questa importante opera. Le mie aziende lavorano e opereranno solo in Sardegna, non guardo all'Umbria. Io sono un imprenditore che ama il calcio perché a calcio ha giocato, ho vinto diverse volte la D da giocatore e anche da presidente. Quindi, il mio obiettivo è quello di lavorare per portare la Ternana al livello che merita. Non mi sentirete mai fare proclami tipo "arriveremo in B" o "la Serie A è il nostro punto di approdo". Io dico che è necessario fare un passo alla volta, tenere i piedi per terra e usare la giusta determinazione per un programma pluriennale fatto in maniera coerente e con risultati sportivi direttamente conseguenti dalle scelte operative. Sopratutto sgomberare la ternana da altro roschi di fallimenti futuri”.

Come intende impostare il rapporto con l'area tecnica e con il gruppo squadra?
“Non ho ancora conosciuto l'allenatore, Andrea Lisuzzo. Me ne parlano come di un emergente con voglia di costruire una stagione importante. Approfondirò le scelte tecniche con i responsabili del settore, perché sono rispettoso dei ruoli e delle rispettive prerogative. Mi permetto, però, di dare un consiglio a tutti per esperienza personale: sia i calciatori più importanti, sia i dirigenti, sia la piazza, tutti dobbiamo calarci immediatamente nella realtà della Serie D, che è una realtà diversa rispetto ai campionati professionistici e che impone atteggiamento da battaglia e da agonismo puro, anche contro gli avversari meno blasonati e meno conosciuti. Questo vale soprattutto per la Ternana, contro cui tutti giocheranno col coltello tra i denti".
Quali sono le tappe per il consolidamento societario a medio termine?
“È importante sapere che noi dobbiamo affrontare un ostacolo molto impervio, ma se lo faremo nella maniera giusta, avremo la possibilità di tornare prima possibile in Serie C. Poi, senza fare follie, ma gestendo con continuità e competenza, potremo rafforzare il club rossoverde e predisporlo per un futuro sicuramente più importante. Io sarei interessato a salire nelle quote di partecipazione, perché fin qui nei miei investimenti calcistici ho sempre preso almeno il 50%. È successo a Como ed è successo anche in altre avventure. Spero che sia possibile farlo anche qui a Terni".
Garantirà una presenza costante sul campo nonostante gli impegni in Sardegna?
“L'importanza di avere un socio dalle spalle larghe e dalle idee innovative come Bandecchi rappresenta comunque un elemento di solidità. Io però mi sto muovendo dalla Sardegna. Verrò a Terni per essere molto presente, operativo e vicino alla squadra. Mi piacerebbe avere una quota più importante subito anche per poter consolidare il mio ruolo all'interno della società. Ripeto però, l'importante è lavorare insieme e lavorare bene. Ci ha facilitato in questa trattativa il fatto che la società fosse del tutto nuova, pulita, senza debiti e senza particolari impegni di carattere finanziario per il futuro. Non c'è stato bisogno di due diligence né di lunghe trattative. Io sono un tipo che, una volta stretta la mano, è come se avesse sottoscritto un contratto. Vedrò Bandecchi lunedì in mattinata e poi mi chiuderò in sede con Mammarella e Mangiarano per programmare tutto della stagione. C'è da costruire infatti quello che ruota intorno alla prima linea dirigenziale, dalla struttura amministrativa fino al marketing, alla comunicazione e alle attività commerciali. Insomma, ci aspetta un periodo di grande lavoro e ci aspetta anche un'avventura entusiasmante. Spero di poter partire subito col piede giusto e di trovare collaborazione e grande sintonia con chi lavora e ha lavorato con Stefano Bandecchi".
Roberto Felleca è un imprenditore e manager con una consolidata esperienza nella creazione, gestione e rilancio di aziende operanti nei settori industriale, commerciale, immobiliare, sanitario e sportivo. Il suo percorso imprenditoriale inizia nel settore degli ascensori e degli elevatori, dove acquisisce competenze nella gestione d’impresa e nello sviluppo commerciale. Successivamente amplia le proprie attività nel settore della ristorazione e del fast food, acquisendo e gestendo numerosi punti vendita e ristoranti. A questo si aggiungono società che gestiscono carburanti nell'ambito della rete ENI.
Nel comparto dell’edilizia privata promuove e realizza iniziative immobiliari, occupandosi della costruzione e commercializzazione di complessi residenziali. Nel settore sanitario e sociosanitario sviluppa e gestisce strutture assistenziali in Sardegna, tra cui Comunità Integrate e Comunità Alloggio, maturando una significativa esperienza nell’organizzazione e nella gestione dei servizi alla persona. Tra le sue iniziative figura anche la gestione di una Libreria Mondadori con Caffè Letterario nel centro di Cagliari.
Nel calcio professionistico ha ricoperto incarichi di vertice in importanti progetti di rifondazione. È stato cofondatore, comproprietario e amministratore delegato del Como 1907, guidando la ricostruzione del club dopo il fallimento e garantendone il ritorno tra i professionisti prima di cedere la società alla famiglia Hartono. Successivamente è stato proprietario e presidente del Calcio Foggia 1920, condotto dalla Serie D alla Serie C. Nel corso della sua carriera nel calcio ha contribuito a progetti culminati nella conquista di quattro campionati e importanti promozioni, distinguendosi per capacità organizzative, risanamento aziendale e visione strategicа.