Entra nel vivo della sua settimana più calda il progetto della Nuova Ternana 1925, atteso da scadenze che ridisegneranno il futuro del calcio cittadino. Nella giornata di oggi è stata completata la presentazione della documentazione telematica per l’iscrizione dell’ex Orvietana al campionato di Serie D, mentre in parallelo la Ternana Futsal ha depositato a sua volta le pratiche previste dalla Figc.
Un tassello infrastrutturale decisivo è arrivato da Stadium Spa, che ha concesso formalmente l’utilizzo dello stadio Libero Liberati per la ripartenza dai dilettanti, completando il quadro logistico del nuovo club. Sullo sfondo, ma non meno importante, si registra la mossa simbolica e strategica del sindaco Stefano Bandecchi: con un video sui propri canali social, ha ufficializzato il deposito di un’offerta per il marchio storico Ternana 1925 e per tutti i beni mobili della società fallita. Una mossa d'anticipo in vista della chiusura dell’asta telematica fissata per il 10 luglio alle ore 15, con un rilancio tra i 125 e i 128 mila euro, vicino al prezzo base massimo, studiato appositamente per mandare un segnale ai concorrenti che puntano alla soglia minima di 95 mila euro.
La città di Terni e la compagine sportiva della Ternana, negli ultimi quarant'anni, sono passate attraverso due fallimenti, innumerevoli crisi aziendali, estati intere trascorse nell'attesa estenuante di fidejussioni che non arrivavano mai, oltre a ingerenze politiche e polemiche spesso aspre. La reale differenza con quanto sta accadendo in questa complicata estate del 2026 è rappresentata però dai social network, che amplificano ansie, paure e opinioni divisive. Si assiste a una conclamata guerra del tifo dove la parte preponderante dei gruppi organizzati sceglie di restare alla finestra in attesa di capire gli eventi e le evoluzioni della situazione, mantenendo il faro puntato sul simbolo storico quale unico elemento identitario da seguire.
In questo contesto, anche le normali procedure della Federcalcio si trasformano in ansiogeni richiami a supposte problematiche documentali. I fantasmi di improvvisi intoppi e ostacoli vengono evocati per creare hype mediatico e deviare l'attenzione da ciò che in realtà è stato più volte annunciato e non si è mai verificato.

Per settimane si è alimentata la narrazione di una fantomatica società che sarebbe dovuta ripartire dal campionato di Eccellenza in sovrannumero, animata da altrettanto fantomatici imprenditori esogeni pronti a legarsi a qualche sponsor locale e a investire centinaia di migliaia di euro nel marchio della Ternana e nei beni mobili all'asta. Per un paio di mesi i tifosi rossoverdi sono stati rincorsi con un insistente tam tam mediatico da questo racconto che si opponeva rigidamente al progetto di rinascita dalla Serie D guidato da Stefano Bandecchi e dal suo piano di fusione, nel quale è stato coinvolto anche l'imprenditore della grande distribuzione organizzata Franco Fedeli.
Una, due, tre Ternana pronte a ripartire: questo è stato il leitmotiv dei mesi di maggio e giugno. Oggi, con la prossima scadenza dei termini per l'iscrizione alla Serie D, alla vigilia dell'asta per il marchio storico, e con i termini per iscriversi all'Eccellenza regionale apertisi ieri senza che nessuno abbia battuto un colpo, quella narrazione è stata sostituita da una sequenza di presunti problemi procedurali.

In realtà, non si registrano slittamenti delle procedure o ritardi inusuali nel via libera alla ripartenza dalla Serie D. Lo scenario era già chiaro dallo scorso 24 giugno (come scrivevamo su Tag24 Umbria), alla vigilia dell'atto di fusione per incorporazione tra Ternana Futsal e Orvietana: i tempi diversi per il via libera all'operazione e quelli per le iscrizioni ai campionati rischiavano di creare un corto circuito cronologico. Se il via libera federale fosse arrivato entro i primi giorni della settimana, la Nuova Ternana 1925 si sarebbe iscritta con la nuova identità; viceversa, in caso di tempistiche più lunghe, lo avrebbe fatto con la matricola federale dell'Orvietana Calcio, detentrice del titolo sportivo della Serie D.
Il deposito documentale è stato completato nella giornata di oggi via telematica. A Roma si è svolto un passaggio informale con la Co.Vi.So.D. per il controllo della fideiussione bancaria, pari a 31.000 euro per la Serie D, del saldo totale di tutti i debiti sportivi pregressi, degli emolumenti dovuti ai tesserati fino alla mensilità di maggio e delle pendenze fiscali e previdenziali. Un altro riscontro determinante riguarda l'impiantistica e la regolarità dei campi di gioco: all'atto dell'iscrizione, la società ha presentato una dichiarazione formale di disponibilità dello stadio Libero Liberati, rilasciata dall'ente concessionario Stadium Spa e valida per l'intera stagione agonistica.
Parallelamente prosegue l'iter della fusione, accompagnato anche dall'iscrizione della Ternana Futsal alla Serie A2 Elite, con la verifica tecnica dei vari passaggi in corso in via Allegri. I termini per le fusioni scadono il prossimo 15 luglio e, secondo quanto si apprende, il presidente federale Malagò evaderà le varie pratiche con cadenze e priorità che non seguono una prassi consolidata.
Il fatto che la Ternana abbia già scontato due visti di regolarità tecnica da parte della Lega Nazionale Dilettanti e del Settore Attività della FIGC, nonché quello degli uffici legali, e che le sia stata rilasciata la matricola provvisoria già lo scorso 2 luglio, autorizza a ritenere che eventuali rallentamenti siano solo di natura squisitamente burocratica e che, al massimo, possano portare a richieste di documentazioni integrative, peraltro finora mai pervenute.
L'attenzione generale si sposta ora sull'asta per il marchio storico. Oggi Stefano Bandecchi ha ufficializzato la propria partecipazione con un messaggio diretto diffuso sui social network:
“Parlo solo con la città di Terni. È stata presentata ufficialmente la domanda di partecipazione all'asta del vecchio marchio della Ternana 1925 e di tutti i suoi annessi. Per tagliare corto ho fatto la domanda non da 95 mila euro, che era la base d'asta minima, ma l'ho fatta direttamente a 125 mila o 128 mila, cioè la base massima, in modo tale che tutti quelli che vogliono partecipare devono sapere che è inutile che partano da 95 mila euro. Poi il 10 si chiuderà questa cosa, vedremo quante domande ci saranno e poi ci comunicheranno dopo quanti giorni dovremo fare l'asta minuto per minuto. Sarà una bella battaglia”.
La volontà di prendere parte all'asta era stata avanzata anche dall'APS La Ternana Siamo Noi, ma la spaccatura che si è prodotta tra le varie anime del Comitato complica i piani. Il Centro Coordinamento ha infatti scelto di uscire dall'associazione denunciando strumentalizzazioni politiche, mentre il Coordinamento Curva Est ha esultato per tale decisione. Questa frattura non rappresenta il viatico unitario che l'associazione si prefiggeva all'inizio del percorso. In questo scenario frammentato, alla piazza non resta che attendere l'esito delle scadenze, facendo appello a una pazienza che in città appare ormai merce rara.