Il telelaser entra ufficialmente nella dotazione operativa della Polizia Locale di Gubbio. La consegna e la messa in funzione sono avvenute in via Perugina, con un tecnico qualificato della Eltraff srl (Concorezzo, Monza Brianza) che ha illustrato agli agenti procedure, impostazioni e modalità d’impiego del dispositivo.
Il debutto sul campo è fissato per mercoledì 4 febbraio, con il primo servizio stradale programmato usando il nuovo “TruCam telelaser HD Eltraff”. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre la velocità e prevenire incidenti, intervenendo in modo mirato dove la condotta di guida risulta più a rischio.
Il TruCam HD non è un autovelox “da postazione fissa”: è uno strumento mobile, utilizzabile dagli operatori per misurare la velocità e documentare l’infrazione con un sistema integrato di ripresa. Il punto centrale, per chi guida, è che non si parla di una “scatola” lungo la strada, ma di un controllo dinamico: l’operatore seleziona il bersaglio, il dispositivo misura in tempi molto rapidi e registra l’evento.
Sul piano tecnico, le specifiche diffuse nelle schede Eltraff indicano che il TruCam HD opera su un range di velocità da 0 a 320 km/h, sia in avvicinamento sia in allontanamento, con tempo di misura di 0,33 secondi e risoluzione dichiarata ±1 km/h.
C’è poi l’aspetto che, in prospettiva, può incidere anche sull’organizzazione dei servizi: il sistema è progettato per funzionare anche in modalità automatica “autocattura”, puntando un’area predeterminata e attivando la registrazione in caso di superamento della soglia impostata.
Nella comunicazione locale si parla di rilievi fino a 1 km e 200 metri. Il dato è coerente con quanto riportato anche nella documentazione Eltraff relativa alla famiglia TruCam, dove viene indicata la capacità di effettuare il rilievo di velocità fino a 1200 metri.
Tradotto in modo semplice: il controllo può avvenire molto prima di quanto l’automobilista immagini, e questo – se gestito con criterio – spinge a un principio di fondo: non “frenare all’ultimo”, ma mantenere una condotta regolare.

Il senso dell’operazione, almeno nelle intenzioni, non è trasformare la strada in un terreno di caccia alle infrazioni, ma mettere un freno a comportamenti pericolosi. È il punto più interessante anche per la lettura civica della scelta: la velocità eccessiva non si traduce soltanto in un rischio astratto, ma in conseguenze pratiche sul sistema urbano e sulla sicurezza quotidiana.
In termini di gestione pubblica, la prevenzione ha un costo minore – umano e materiale – rispetto alla riparazione dei danni. È un concetto che vale per le buche come per l’incidentalità: si interviene prima che l’usura diventi “alterazione funzionale del pacchetto di posa, con possibile degrado progressivo”. E lo stesso approccio, applicato alla guida, mira a evitare che l’“usura” delle regole produca eventi irreparabili.
Un elemento sottolineato dagli operatori è la possibilità di lavorare con contestazione immediata, tipica dei controlli su strada, e con uno strumento pensato per supportare l’azione anche sul piano documentale. Le schede Eltraff evidenziano inoltre che TruCam/TruCam HD può operare con modalità automatiche e con strumenti software di gestione delle acquisizioni (come i visualizzatori dedicati).
In concreto, questo significa che il servizio potrà essere più selettivo: concentrato su tratte dove l’eccesso di velocità è ricorrente, su orari critici, su arterie dove la differenza tra limite e velocità reale diventa più pericolosa.
L’introduzione di un telelaser, in una città come Gubbio, porta sempre con sé una doppia reazione: da un lato chi chiede più controlli, dall’altro chi teme una “stagione di multe”. La tenuta dell’operazione dipenderà da un fattore: come verrà raccontata e applicata.
Se il telelaser diventa un presidio riconoscibile di sicurezza, con criteri chiari e orientati ai punti più esposti, la misura può essere percepita come tutela. Se invece apparisse come strumento punitivo disallineato dai contesti di rischio, rischierebbe di alimentare diffidenza. La partita, quindi, non è solo tecnologica: è amministrativa, comunicativa, e – soprattutto – di coerenza sul campo.
Il 4 febbraio sarà il primo test. I mesi successivi diranno se la nuova dotazione saprà essere ciò che promette: uno strumento per rallentare prima, non per colpire dopo.
(Foto: Cronaca Eugubina)