C’è un tempo lontano che ancora respira tra le pietre di Gubbio, un tempo in cui l’acqua non era solo vita ma segno sacro, e il cibo non nutriva soltanto il corpo, ma rinsaldava il legame tra uomini e divinità.
È in questo spazio sospeso tra storia e memoria che si colloca l’incontro “Alla scoperta degli antichi Umbri. Acqua e cibi rituali nelle Tavole Iguvine”, in programma sabato 21 marzo 2026.
Un appuntamento che non è soltanto divulgazione, ma un vero e proprio viaggio evocativo dentro una delle più antiche civiltà della penisola italiana, guidato dalle parole incise nelle celebri Tavole Eugubine.
Le Tavole Eugubine rappresentano uno dei documenti più straordinari della storia europea. Sette tavole bronzee che attraversano i millenni e restituiscono, con precisione quasi liturgica, la lingua, i rituali e la visione del mondo degli antichi Umbri.
Custodite oggi nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli, esse non sono semplici reperti archeologici, ma una testimonianza viva di una civiltà che parlava attraverso il rito, il gesto e il simbolo.
Ogni parola incisa racconta un universo in cui l’ordine sociale e quello sacro erano profondamente intrecciati, e dove ogni azione aveva un significato che andava oltre il visibile.
Non è casuale che l’incontro si svolga in prossimità della Giornata Mondiale dell’Acqua. Nelle Tavole Eugubine, l’acqua emerge come elemento centrale, non solo per la vita quotidiana, ma soprattutto per il suo valore rituale e purificatore.
L’acqua accompagna i gesti sacri, prepara gli spazi, segna il passaggio da una dimensione all’altra. È soglia e strumento, materia e simbolo. Attraverso di essa, gli antichi Umbri stabilivano un contatto con il divino, rinnovando un equilibrio che coinvolgeva l’intera comunità.
In questo senso, l’acqua non era mai neutra: era sempre carica di significato, parte integrante di un linguaggio rituale complesso e profondamente radicato.

Accanto all’acqua, il cibo assume nelle Tavole Eugubine un ruolo altrettanto centrale. Non si tratta semplicemente di alimentazione, ma di offerta, condivisione, appartenenza.
I cibi citati nei rituali non sono scelti a caso. Ogni ingrediente, ogni preparazione, ogni gesto legato al nutrimento ha una funzione precisa all’interno della cerimonia. Il cibo diventa ponte tra umano e divino, ma anche elemento di coesione sociale.
Attraverso il cibo, gli antichi Umbri celebravano la comunità, riaffermavano l’ordine e rinnovavano un patto invisibile che teneva insieme uomini, natura e divinità.
È una concezione lontana dalla nostra, eppure sorprendentemente attuale: nutrirsi significava appartenere, riconoscersi parte di qualcosa di più grande.
L’iniziativa promossa dal Comune di Gubbio si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione delle Tavole Eugubine, con l’obiettivo di far emergere il loro valore universale e il loro possibile riconoscimento come patrimonio UNESCO.
A guidare il pubblico in questo viaggio saranno studiosi di primo piano, capaci di tradurre la complessità del testo antico in una narrazione accessibile e coinvolgente.
L’incontro si svolgerà presso il Complesso di San Benedetto, in un contesto che richiama esso stesso la stratificazione storica della città, creando un dialogo tra passato e presente.
Il sindaco Vittorio Fiorucci ha sottolineato come le Tavole rappresentino un patrimonio che va ben oltre i confini cittadini, collocandosi nel cuore della storia europea.
L’assessore alla Cultura Paola Salciarini ha invece evidenziato il valore dell’iniziativa come occasione per avvicinare il grande pubblico a temi complessi attraverso una chiave narrativa capace di unire storia, simbolo e quotidianità.
Gubbio, in questo senso, non è solo il luogo che custodisce le Tavole, ma lo spazio in cui quella memoria continua a essere interrogata e reinterpretata.
A rendere ancora più suggestivo l’appuntamento sarà la degustazione finale, ispirata agli ingredienti citati nelle Tavole. Non si tratta di un semplice momento conviviale, ma di un’estensione naturale del percorso proposto.
Attraverso i sapori, i profumi e le consistenze, il pubblico potrà avvicinarsi in modo diretto a quell’universo antico, trasformando la conoscenza in esperienza.
È un modo per comprendere che il passato non è solo da studiare, ma anche da sentire, da vivere, da riscoprire attraverso i sensi.
In un’epoca in cui il rapporto con il cibo e con le risorse naturali appare spesso frammentato e privo di consapevolezza, il messaggio che arriva dalle Tavole Eugubine è sorprendentemente attuale.
Gli antichi Umbri ci raccontano una civiltà in cui ogni gesto era carico di significato, in cui nutrirsi e utilizzare l’acqua erano atti profondamente legati a un ordine più ampio.
Questo incontro diventa così qualcosa di più di una conferenza: è un invito a rallentare, ad ascoltare, a riscoprire il valore simbolico di ciò che spesso diamo per scontato.
Un invito a guardare indietro, per comprendere meglio il presente.