30 Nov, 2025 - 13:27

Tasse, a Terni aliquote al massimo anche nel 2026. Pastura (FdI): "Evidente sproporzione con i servizi offerti"

Tasse, a Terni aliquote al massimo anche nel 2026. Pastura (FdI): "Evidente sproporzione con i servizi offerti"

Il 2026 non sarà l’anno del sollievo fiscale per Terni. Nonostante gli annunci dei mesi scorsi, le aliquote comunali restano al livello più alto previsto dalla legge. Una decisione che riaccende il dibattito politico e spinge Fratelli d’Italia, attraverso il capogruppo Roberto Pastura, a contestare l’assenza di segnali concreti verso cittadini e imprese, già alle prese con l’aumento del prelievo regionale.

Terni, aliquote IMU e IRPEF invariate dal 2016 a oggi 

Il confronto sul bilancio comunale si è acceso in Commissione, dove è emerso che per il 2026 l’addizionale Irpef e l’Imu rimarranno identiche agli anni precedenti, senza alcuna revisione. Le aliquote - ferme al massimo dal 2016, periodo del dissesto - non subiranno né riduzioni né rimodulazioni. Una scelta che pesa su famiglie e attività economiche, soprattutto in un momento in cui la manovra fiscale regionale da 184 milioni di euro entrerà in vigore già dalle buste paga di gennaio, contribuendo a mantenere per Terni una pressione fiscale tra le più elevate del Paese.

Roberto Pastura (FdI) ha evidenziato in una nota come la città si aspettasse almeno un segnale simbolico, dopo le dichiarazioni del sindaco Bandecchi che indicavano il 2026 come l’anno della svolta. Il capogruppo di FdI ha riconosciuto la centralità delle entrate fiscali per sostenere i servizi essenziali, ma ha anche sottolineato l’impossibilità di mantenere il prelievo al massimo quando molti servizi - dal sociale al trasporto disabili, fino al sostegno alla genitorialità - risultano in difficoltà.

Le proposte di FdI: dalla soglia di esenzione alla rigenerazione urbana

Nel corso della seduta, Pastura ha avanzato una serie di proposte per introdurre misure di alleggerimento fiscale sostenibili per il bilancio comunale. Tra le priorità, l’adeguamento della soglia di esenzione Irpef, oggi ferma a 12.500 euro e non aggiornata all’inflazione: una cifra che, di fatto, corrisponde a una reale capacità esentata inferiore rispetto al passato.

Una delle misure suggerite riguarda i giovani sotto i 35 anni, per i quali FdI propone una riduzione, anche minima, dell’addizionale Irpef. L’obiettivo è inviare un segnale concreto a chi sceglie di restare in città e investire nel proprio futuro a Terni. Un altro intervento chiave è l’innalzamento della soglia di esenzione per le famiglie con figli: fino a 15.000 euro per nuclei con due figli e 17.000 euro per quelli con tre figli, così da riconoscere il peso crescente del carico familiare.

Pastura ha inoltre rilanciato un’idea già discussa negli ultimi mesi: dimezzare l’Imu per i locali sfitti che necessitano di ristrutturazione. Una misura che, nelle intenzioni, avrebbe un duplice effetto positivo: favorire la rigenerazione urbana e stimolare l’attività edilizia minore, generando al contempo nuove entrate indirette attraverso diritti di segreteria e un progressivo aumento delle rendite catastali.

Pastura sulle tasse comunali, un appello alla "serietà amministrativa" 

Nelle conclusioni del suo intervento, Pastura ha rimarcato che l’obiettivo delle sue proposte non è alimentare lo scontro politico, bensì sollecitare l’amministrazione a compiere scelte coerenti con il livello dei servizi offerti alla cittadinanza. Secondo il capogruppo, per invertire la rotta non sono necessari gesti clamorosi, ma passi precisi e sostenibili, capaci di restituire fiducia ai contribuenti.

Il dibattito sul bilancio 2026 si apre dunque con posizioni distanti e il tema fiscale torna al centro dell’agenda politica ternana. Mentre i cittadini si preparano a un nuovo anno senza riduzioni delle imposte locali, resta aperta la discussione sulle possibili strategie per rendere più equilibrato il rapporto tra tasse pagate e qualità dei servizi erogati.

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Giorgia Sdei
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