01 Apr, 2025 - 16:20

Tasse in Umbria, esplode la protesta: FdI e Lega contro la manovra regionale

Tasse in Umbria, esplode la protesta: FdI e Lega contro la manovra regionale

Scatta la rivolta fiscale in Umbria, dove la proposta di aumentare le imposte regionali ha acceso la miccia di un fronte compatto di opposizione. Il piano della Giunta, che punta a coprire un buco da 90 milioni di euro nella sanità pubblica, ha scatenato una reazione a catena. Famiglie, imprese, opposizioni e sindacati gridano allo scandalo: troppe tasse, nessuna spiegazione, zero dialogo.

A suonare la carica è Fratelli d’Italia, promotore della raccolta firme contro il provvedimento. Alla mobilitazione si è unita anche la Lega Umbria, che ha dichiarato il proprio sostegno alla campagna e ha invitato i cittadini a partecipare per fermare quella che definisce una stangata ingiustificata. I due partiti, pur con ruoli distinti, marciano insieme per bloccare una manovra considerata fuori scala e dannosa per il tessuto sociale ed economico della regione.

Fratelli d’Italia contro la manovra della Giunta umbra

Per Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, il provvedimento della Giunta non sta in piedi. Nessuna voragine nei conti pubblici, nessuna emergenza finanziaria: solo una manovra che, secondo lui, mette in ginocchio cittadini e imprese senza uno straccio di motivazione plausibile. "Si tratta di una misura folle e dannosa per i cittadini e per l’economia del territorio. Non esiste, infatti, alcun “buco di bilancio” e nessuna condizione che giustifichi questa manovra", dichiara Prisco. Una bocciatura senza appello che accende ancora di più il clima infuocato attorno al palazzo regionale.

Dettagli sul piano fiscale della Giunta regionale

Il provvedimento finito sotto accusa prevede un ritocco verso l’alto delle principali imposte regionali: Irpef, Irap e bollo auto. Tre voci capaci di pesare come macigni su bilanci familiari e conti aziendali, già messi alla prova da anni di rincari a più livelli. Per i promotori della petizione si tratta di un carico fiscale insostenibile, frutto di scelte discutibili e di una pianificazione pubblica tutt’altro che lungimirante.

Secondo la Giunta, il piano servirebbe a colmare uno squilibrio da 90 milioni nel sistema sanitario umbro. Ma la giustificazione non convince tutti. A protestare non sono solo i partiti d’opposizione: anche le sigle sindacali sono sul piede di guerra. La Cgil, in particolare, boccia senza appello la decisione dell’esecutivo regionale, giudicando l’intervento sproporzionato e dannoso per chi ha meno margini. Il sindacato punta il dito anche contro la modalità con cui la manovra è stata concepita: nessuna concertazione, nessun coinvolgimento delle parti sociali. Una forzatura, secondo loro, che rischia di aggravare il distacco fra istituzioni e cittadini.

La Lega Umbria si unisce alla protesta contro gli aumenti

Anche la Lega si schiera nel coro del dissenso. Il segretario regionale Riccardo Augusto Marchetti ha ufficializzato il sostegno del partito alla raccolta firme, definendo il provvedimento fiscale un colpo basso contro famiglie, lavoratori e piccole imprese. Secondo lui, la Giunta starebbe gonfiando ad arte i timori sul commissariamento della sanità per giustificare una manovra costruita solo per fare cassa. Una strategia che, a suo dire, si regge su un castello di pretesti.

Marchetti affonda anche sul piano politico, puntando il dito contro una sinistra che accusa di essersi dimenticata delle sue origini. Nel mirino, il tentativo di trasformare l’emergenza sanitaria in un pretesto per rastrellare fondi e blindare la macchina pubblica. Non manca un ringraziamento ai consiglieri Enrico Melasecche e Donatella Tesei, elogiati per il lavoro di controinformazione portato avanti in consiglio regionale. Per il leader leghista, l'attuale esecutivo incarna l’apice di una gestione che rischia di lasciare il segno nel modo peggiore.

Polemiche sull’uso politico delle nuove entrate

Fratelli d’Italia mette sotto accusa anche la destinazione finale delle entrate previste. Secondo Prisco, dietro la cortina di necessità finanziaria si nasconderebbe la volontà di mettere da parte fondi utili a sostenere scelte elettorali, più che a sanare conti in difficoltà. Una mossa che, nella lettura del partito, alimenterebbe la sfiducia dei cittadini e aggraverebbe il divario tra istituzioni e realtà quotidiana. Da qui la richiesta, secca e immediata, di un passo indietro da parte della Giunta.

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Francesca Secci
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