09 Jun, 2026 - 13:45

Gara da 4 milioni all’aeroporto di Perugia: il Tar dell’Umbria annulla l'appalto Sase per i servizi di terra

Gara da 4 milioni all’aeroporto di Perugia: il Tar dell’Umbria annulla l'appalto Sase per i servizi di terra

Il Tar dell’Umbria ha annullato l’aggiudicazione della gara da circa 4 milioni di euro bandita da Sase per i servizi di assistenza a terra all’aeroporto di Perugia, aprendo una fase di incertezza operativa e regolatoria per lo scalo. La decisione incide su un appalto strategico, legato non solo all’handling dell’aviazione generale ma anche alla realizzazione di un nuovo piazzale per gli aeromobili, con effetti potenzialmente rilevanti sulla programmazione industriale e sui flussi di servizio. Al centro del verdetto ci sono i costi della manodopera e della sicurezza, che secondo i giudici andavano indicati in modo separato già nell’offerta economica, oltre a una lex specialis ritenuta lacunosa e contraddittoria. La sentenza rimette così in discussione l’intero impianto della procedura e obbliga la stazione appaltante a riconsiderare tempi, modalità e sostenibilità economica dell’affidamento, con ricadute immediate sulla continuità del servizio e sulla pianificazione degli investimenti aeroportuali.

I motivi del verdetto: il nodo insuperabile dei costi di manodopera e sicurezza nei contratti pubblici

La Prima Sezione del tribunale amministrativo si è pronunciata sul ricorso presentato dal gestore uscente, Delta Aerotaxi srl, rappresentata e difesa dall’avvocato Annunziata Abbinente. La società contestava la determina di aggiudicazione dello scorso febbraio in favore di Aergrifo srl, assistita dai legali Giorgio Vercillo e Alice Turchetta. L'aggiudicataria non aveva indicato separatamente i costi della manodopera e della sicurezza all'interno della propria offerta economica originaria. La commissione di gara, coordinata dal responsabile unico del progetto, il direttore generale dott. Solimeno, aveva cercato di sanare la carenza attivando il soccorso istruttorio dopo aver acquisito un parere legale. I magistrati hanno stabilito che tale omissione non fosse sanabile ex post, poiché contraria ai principi di trasparenza e par condicio. Nella sentenza del Tar viene evidenziato che “la mancata separata indicazione dei costi della manodopera comporta l’esclusione dell’impresa dalla gara” e che tali cifre devono essere espressamente indicate e mai soltanto considerate, rappresentando un presidio fondamentale a tutela dei lavoratori.

Il ricorso incidentale accolto azzera la procedura: una lex specialis giudicata lacunosa e contraddittoria

Il verdetto dei giudici amministrativi non si ferma all'esclusione della ditta vincitrice. Il tribunale ha infatti accolto anche il ricorso incidentale promosso da Aergrifo srl, volto a colpire direttamente la struttura del bando predisposto da Sase s.p.a., difesa dall'avvocato Mario Rampini. L’esame della disciplina di gara ha fatto emergere profonde lacune amministrative: gli atti non contenevano alcuna quantificazione preventiva dei costi della manodopera stimati dalla stazione appaltante, né l'elenco del personale del gestore uscente protetto dalla clausola sociale, comprensivo di anzianità e inquadramenti. Informazioni necessarie che sono rimaste nell'esclusiva disponibilità dell'operatore uscente, alterando la concorrenza. Richiamando il principio dell'autovincolo, i magistrati hanno chiarito che “la Stazione appaltante è tenuta a rispettare le regole che, nell’esercizio del proprio potere discrezionale, ha deciso di porsi”. La totale mancanza di dati economici nei moduli ha reso la procedura intrinsecamente contraddittoria, travolgendo la determinazione a contrarre del dicembre 2025.

Le ricadute sullo scalo umbro: stop al nuovo piazzale aeromobili e incertezza sui piani industriali

L'azzeramento della procedura comporta il blocco dei piani di sviluppo strutturale per l'aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco di Assisi. Oltre ai servizi di handling per la durata di sette anni, l'appalto da 4.066.952 euro comprendeva la progettazione e la costruzione di un nuovo piazzale aeromobili destinato al parcheggio dei velivoli. Un'infrastruttura i cui lavori, secondo i vincoli dell'avviso pubblico, dovevano essere completati e collaudati tassativamente entro il 20 dicembre 2026. L'ordinanza cautelare di marzo aveva congelato la situazione per preservare l'integrità dei luoghi, ma la decisione di merito cancella definitivamente l'intera gara. Il collegio, composto dal presidente Pierfrancesco Ungari, dal consigliere estensore Daniela Carrarelli e dal referendario Elena Daniele, ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite, respingendo la richiesta di risarcimento per equivalente avanzata da Delta Aerotaxi srl poiché giudicata generica. La governance dello scalo perugino dovrà ora riscrivere la documentazione per ripartire da zero.

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Federico Zacaglioni
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