10 Jan, 2026 - 10:34

Talenti, territorio e impresa: UniPg e Giuliano Tartufi scommettono sugli studenti per competere all’estero

Talenti, territorio e impresa: UniPg e Giuliano Tartufi scommettono sugli studenti per competere all’estero

Si è conclusa con la presentazione dei project work la prima esperienza strutturata di collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia e Giuliano Tartufi, una delle principali realtà italiane attive nella lavorazione e commercializzazione del tartufo. L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del corso di laurea magistrale in Economia e management del Dipartimento di Economia, ha rappresentato un esempio concreto di sinergia tra formazione accademica e sistema produttivo, con l’obiettivo di offrire agli studenti competenze applicative e, al tempo stesso, fornire all’impresa strumenti utili per rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali.

Un progetto pilota tra didattica e mondo produttivo

Il progetto ha coinvolto circa trenta studenti, suddivisi in gruppi di lavoro, chiamati ad affrontare un caso aziendale reale attraverso un percorso di analisi e progettazione. Al centro dell’attività, lo studio delle dinamiche del mercato del tartufo e l’elaborazione di politiche di marketing innovative, pensate per migliorare il posizionamento competitivo dell’azienda nei mercati esteri.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio filone di didattica esperienziale promosso dall’Ateneo perugino, orientato a ridurre la distanza tra aula e impresa e a favorire l’acquisizione di competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Il metodo di lavoro e il coordinamento accademico

L’attività è stata coordinata dal professor Antonio Picciotti, docente del Laboratorio di strumenti digitali per la competitività. Il percorso è stato strutturato in tre fasi distinte: una prima fase di analisi dei mercati di riferimento, una seconda dedicata allo studio del contesto competitivo e dei comportamenti di consumo, e una terza, di carattere progettuale, finalizzata alla formulazione di proposte operative.

Durante la presentazione finale, svoltasi presso il Dipartimento di Economia, gli studenti hanno illustrato i risultati delle proprie ricerche alla presenza del titolare dell’azienda, Giuliano Martinelli, e della chief commercial officer Elisa Ioni, conosciuta come “Lady Tartufo”.

Focus sui mercati esteri e sul made in Italy

Nel dettaglio, ogni gruppo di lavoro ha analizzato uno specifico mercato estero, valutandone il potenziale di sviluppo, le tendenze nei comportamenti di acquisto e consumo, le condizioni di attrattività e gli eventuali ostacoli di natura normativa o amministrativa. Una parte rilevante dell’analisi ha riguardato la presenza digitale dei principali competitor e di altre imprese italiane del comparto food, con particolare attenzione alle modalità di comunicazione del concetto di made in Italy nella fascia luxury.

Sulla base di queste analisi, gli studenti hanno elaborato proposte creative in ambito comunicativo e strategico, declinate in funzione dei diversi Paesi target, integrando strumenti di digital marketing, storytelling e posizionamento del brand.

L’azienda: valorizzare i talenti del territorio

Ampio spazio, nel corso dell’incontro conclusivo, è stato dedicato al confronto diretto tra studenti e impresa. Il titolare di Giuliano Tartufi ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Abbiamo dato vita a una collaborazione strategica - ha sottolineato Martinelli - per cercare di trattenere nella nostra regione i talenti che escono dalla nostra università e che, in assenza di opportunità, rischierebbero invece di scappare in altre città o Paesi, come capita sempre più spesso. Ho visto dei lavori, delle strategie e dei progetti interessantissimi, che potrebbero anche svilupparsi concretamente. Questa, infatti, è solo una prima fase, ma non escludiamo che possa avere ulteriori sbocchi e collaborazioni, perché no, anche lavorative. Questi ragazzi sono particolarmente creativi ed è quello di cui abbiamo sempre più bisogno per competere in mercati sempre più complicati: impediamo che vadano via, cerchiamo di farli strutturare al meglio, diamogli un appoggio e ascoltiamoli”.

Il punto di vista dell’università

Dal lato accademico, il progetto è stato letto come un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato. “Con questa operazione - ha spiegato il professor Picciotti - gli studenti mettono a disposizione la loro creatività, le loro conoscenze e il loro metodo di lavoro. L’impresa mette a disposizione l’opportunità di fare esperienze. Ringrazio quindi la Giuliano Tartufi che ha dimostrato la volontà di collaborare a questo esperimento e ci auguriamo che tale iniziativa possa proseguire, anche offrendo vere opportunità di occupazione. Molte volte si parla di trattenere i giovani talenti all’interno della regione: questo stiamo cercando di fare”.

Prospettive future e possibili sviluppi

La collaborazione, nelle intenzioni delle parti, non si esaurisce con questa prima esperienza. L’azienda ha manifestato interesse ad approfondire alcune delle proposte emerse e a valutare la possibilità di sviluppi concreti, anche sotto forma di ulteriori progetti, tirocini o collaborazioni professionali. Per l’Università di Perugia, l’iniziativa rappresenta un modello replicabile, capace di coniugare alta formazione, innovazione e valorizzazione del tessuto produttivo locale. Un percorso che mira a rafforzare il legame tra giovani, territorio e imprese, contribuendo a contrastare la dispersione di competenze e a sostenere la competitività delle eccellenze umbre sui mercati internazionali.

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Francesco Mastrodicasa
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