04 Aug, 2026 - 18:00

Svolta per il grattacielo Tulipano a Terni: il Consiglio comunale approva la variante urbanistica per il polo turistico-ricettivo

Svolta per il grattacielo Tulipano a Terni: il Consiglio comunale approva la variante urbanistica per il polo turistico-ricettivo

Il Consiglio comunale di Terni dà il via libera alla variante urbanistica per il grattacielo del Tulipano, aprendo la strada a una possibile svolta per uno degli edifici più riconoscibili e a lungo incompiuti della città. Con 24 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti, l’aula ha approvato l’estensione della destinazione d’uso turistico-ricettiva al complesso di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Borgo Rivo, in una zona strategica tra raccordo autostradale e ferrovia. La modifica non cambia la zonizzazione generale del Prg, ma aggiorna le norme tecniche per consentire anche l’uso ricettivo al posto della sola funzione direzionale. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, risponde a un interesse pubblico più ampio, valorizzando un investimento privato e colmando una carenza di strutture per l’accoglienza in una delle principali porte d’ingresso alla città.

La decisione assunta durante la seduta di lunedì 3 agosto 2026 segna uno spartiacque amministrativo ed economico per la torre cittadina. L'esito della votazione definisce il quadro per il recupero funzionale dell'intero immobile, ridisegnando l'assetto regolatorio di un'opera rimasta a lungo sospesa nella pianificazione del territorio ternano.

Il tramonto degli spazi direzionali e l'adeguamento delle norme tecniche del Piano regolatore generale di Terni

La delibera licenziata dalla massima assise cittadina porta a compimento un iter procedurale semplificato, condotto ai sensi dell'articolo 8 del DPR 160. La richiesta formale, inoltrata dalla ditta proprietaria Marcangeli Giunio s.r.l. tramite lo sportello Suape, nasce dall'esigenza di adeguare la pianificazione urbanistica alle reali trasformazioni del mercato immobiliare. Originariamente, l'area risultava classificata nel Piano regolatore generale (Prg) come "Zone per attività commerciali o miste" e "Zone F per attrezzature ricettive". Le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) prevedevano per la torre un impianto rigido: 70% destinato al residenziale e 30% ad uffici e direzionale.

La variante approvata lascia immutata la perimetrazione generale del piano, intervenendo in modo mirato sulle NTA. La quota del 30%, in precedenza riservata in via esclusiva agli uffici, viene ampliata introducendo l'opzione integrata tra uffici-direzionale o turistico-ricettivo. La nuova flessibilità normativa consente la realizzazione di servizi ricettivi di tipo "casa vacanze", andando a coprire un vuoto strutturale nel quadrante ovest, snodo di ingresso strategico per il traffico proveniente da Roma, Perugia e Spoleto.

L'iter amministrativo a Palazzo Spada, i passaggi in Prima Commissione e la richiesta di esecutività immediata

L'atto approvato in aula chiude un percorso tecnico che ha visto il suo primo passaggio sostanziale nella delibera consiliare numero 70 del 3 marzo 2026. Come illustrato durante la seduta di Palazzo Spada dall'assessore all'Urbanistica, il provvedimento ha superato il prescritto periodo di pubblicazione - terminato il 25 giugno 2026 - senza registrare l'invio di osservazioni od opposizioni da parte di privati o associazioni.

Nella mattinata dello stesso 3 agosto, la proposta era stata sottoposta al vaglio della Prima Commissione consiliare. Il presidente dell'organismo ha riferito in aula l'esito della votazione di commissione, licenziata con il parere favorevole dei consiglieri Andrea Sterlini, Marco Celestino Cecconi, Giulia Rosati (in delega), Maria Elena Gambini, Federica Mengaroni e Mirko Presciuttini. In quella sede si era registrata l'astensione della consigliera Roberta Trippini e l'assenza dei commissari Agnese Passoni, Pierluigi Spinelli, Valdimiro Orsini, Francesco Maria Ferranti e Claudio Fiorelli. Subito dopo il voto favorevole sulla delibera, l'aula ha approvato all'unanimità dei presenti (24 sì, 3 no e 2 astenuti) l'immediata esecutività dell'atto, consentendo alla proprietà private di avviare le procedure per l'apertura dei cantieri.

L'analisi politica di Marco Celestino Cecconi sulla trasformazione della vocazione turistica e viaria a Borgo Rivo

Nel corso del dibattito, il consigliere di Fratelli d'Italia Marco Celestino Cecconi ha tracciato una disamina analitica del provvedimento, contestualizzandolo nella storia recente dell'urbanistica ternana: “È interessante questa variante, l'ho definita questa mattina in commissione la 2011esima. Se facciamo conto che le varianti diffuse approvate nella stagione 2014-2018 sul piano regolatore siano state 200, questa si aggiunge a quel percorso. Il piano regolatore, adottato nel 2004 e approvato nel 2008, non aveva destinato questa zona della città a strutture ricettive per come oggi ci accingiamo a votare. Eppure il Tulipano sta lì da molto prima, è una roba che sta lì da decenni.

L'esponente dell'opposizione ha sottolineato come la scelta prenda atto dell'obsolescenza dei modelli commerciali del passato: “È un fatto, ce lo confermava l’assessore, che la parte uffici non funziona più. È un fatto che la destinazione d'uso sia stata ormai superata dalla storia urbanistica della città e dalla storia stessa di Terni. Il proprietario dichiara che la struttura non è trasportabile altrove, ed era quindi necessario un percorso per cogliere lesigenze attuali.

Pur mantenendo una posizione di realismo sulle prospettive generali di sviluppo contenute nei documenti di programmazione dell'ente, Marco Celestino Cecconi ha motivato l'appoggio alla delibera per l'utilità oggettiva della riconversione: “Non credo che la città si potrà trasformare improvvisamente in una città turistica come scritto nel DUP (Documento Unico di Programmazione), anche se l'obiettivo di implementare i flussi va sostenuto. Ho inteso dare sostegno a questa variante perché aggiorna il piano regolatore in una direzione utile: in quella parte della città le strutture turistico-ricettive sono storicamente deficitarie.

A corroborare la validità dell'intervento, secondo il consigliere, vi è infine la centralità logistica del complesso immobiliare, situato a ridosso della ferrovia Terni-Umbertide e degli snodi stradali primari: “C'è scritto nero su bianco nella delibera che vi è la necessità di aggiornare lo strumento urbanistico anche perché quella specifica zona rappresenta la confluenza, il punto di arrivo e di partenza per tutta una serie di incroci viari nevralgici che si sviluppano da quelle parti.

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Federico Zacaglioni
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