12 Jan, 2026 - 19:50

Sviluppumbria, via libera con prescrizioni: la Provincia chiede chiarezza e un confronto urgente sui progetti per Terni

Sviluppumbria, via libera con prescrizioni: la Provincia chiede chiarezza e un confronto urgente sui progetti per Terni

La ripartenza dell’attività consiliare dopo la pausa natalizia coincide con una decisione politica tutt’altro che formale. Il Consiglio provinciale di Terni ha dato il via libera ai documenti programmatici di Sviluppumbria S.p.A., ma lo ha fatto ponendo una condizione chiara e non eludibile: più trasparenza, più dettaglio, più attenzione alle ricadute concrete sul territorio provinciale. È questo il cuore della deliberazione approvata nella seduta odierna, che ha visto l’ok al piano industriale triennale e ai budget previsionali 2026-2028, oltre al piano annuale 2026, con una integrazione che impegna formalmente la Provincia a chiedere un confronto urgente con i vertici dell’agenzia regionale.

Il voto ha registrato otto favorevoli – Presidente Stefano Bandecchi, AP, Forza Italia, NPT e Gruppo Misto – e un’astensione di Fratelli d’Italia. La stessa integrazione alla delibera, inserita al punto quattro del provvedimento, è stata approvata con identico esito. Un passaggio politico che fotografa un equilibrio delicato: fiducia istituzionale, sì, ma non in bianco.

Il piano di Sviluppumbria tra continuità e limiti: le osservazioni della Provincia

La discussione in aula è stata lunga e articolata, segnata da un confronto franco sul merito dei documenti presentati da Sviluppumbria. A dettare la linea è stato il Presidente della Provincia Stefano Bandecchi, che sin dalle prime valutazioni ha espresso riserve su un impianto programmatico giudicato eccessivamente prudente e poco proiettato verso una strategia di sviluppo capace di incidere davvero sul futuro economico del territorio ternano.

Nel dettaglio, il piano individua per l’ambito provinciale una serie di interventi che spaziano dalla gestione degli incubatori d’impresa alle azioni di sviluppo e consolidamento delle start up, dal rilancio del Polo chimico tramite avvisi per nuovi investimenti fino all’attuazione di una convenzione tra Regione Umbria e Arpal per il supporto all’avviamento di attività imprenditoriali. Ambiti ritenuti utili e coerenti con il mandato dell’agenzia, ma non sufficienti a rappresentare quel cambio di passo atteso da un territorio che chiede politiche industriali più coraggiose e mirate.

Il nodo, più politico che tecnico, riguarda la governance dello sviluppo. Secondo la Provincia, la programmazione proposta rischia di riproporre schemi già visti, demandando ancora una volta alla Regione il ruolo di principale motore delle scelte, senza indicare una visione innovativa capace di valorizzare le specificità produttive e infrastrutturali del Ternano.

Nonostante le perplessità, il Consiglio ha scelto di confermare il sostegno a Sviluppumbria, in continuità con la decisione assunta nel maggio scorso di interrompere la procedura di recesso dalla partecipazione societaria. Una scelta dettata dalla volontà di garantire stabilità all’ente e mantenere un presidio istituzionale su uno strumento ritenuto strategico, pur nella consapevolezza dei suoi limiti attuali.

Il mandato politico: più informazioni e un incontro urgente con i vertici

L’approvazione dei documenti è stata quindi accompagnata da una prescrizione precisa, che rappresenta il vero elemento politico della seduta. La Provincia chiede di poter disporre di informazioni di maggiore dettaglio sugli interventi di Sviluppumbria che comportano ricadute sul territorio provinciale, e di avviare a tal fine un incontro urgente con l’organo amministrativo della società.

Una richiesta che non si limita a un’esigenza conoscitiva, ma che rivendica un ruolo attivo della Provincia nella definizione delle politiche di sviluppo. Un messaggio ribadito dallo stesso Bandecchi nel suo intervento finale: “La Provincia continuerà a esercitare un ruolo attivo e responsabile, perché lo sviluppo non può limitarsi alla gestione dell’esistente ma deve guardare avanti, con coraggio e visione”.

Parole che tracciano una linea di indirizzo chiara. Il via libera ai piani c’è, ma il confronto resta aperto. E sarà proprio il contenuto di quel confronto a misurare la capacità di Sviluppumbria di rispondere alle attese di un territorio che non intende restare spettatore.

Turismo e identità: approvata all’unanimità la mozione sui cartelli autostradali

Accanto al dossier Sviluppumbria, il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità anche la mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia e vicepresidente dell’ente Francesco Maria Ferranti, dedicata all’installazione di cartelli di benvenuto alle uscite autostradali per chi entra nel territorio della provincia di Terni.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’identità territoriale e valorizzare il patrimonio turistico e culturale attraverso una segnaletica dedicata lungo le principali arterie di accesso. “Proseguiamo con la messa in sicurezza e il potenziamento infrastrutturale delle nostre principali arterie viarie, anche dotandole di segnaletica specifica per valorizzare e promuovere il territorio e le sue bellezze paesaggistiche e naturali”, ha spiegato Ferranti, richiamando la necessità di far conoscere a chi transita in autostrada le opportunità offerte dalla provincia.

Dalle Terme del Diavolo di Parrano alle gole del fiume Nera, dal porto fluviale di Otricoli a Carsulae, da Narni sotterranea al Duomo di Orvieto, fino alla Cascata delle Marmore, al lago di Piediluco, agli Studios di Papigno e al Palazzo Cesi di Acquasparta, senza dimenticare la Valnerina e Sangemini. Un elenco che diventa mappa identitaria e, insieme, dichiarazione d’intenti.

Due atti diversi, una stessa traiettoria politica: sviluppo e promozione del territorio non come slogan, ma come responsabilità istituzionale da esercitare con metodo, visione e controllo. In questo solco, la Provincia di Terni ha scelto di stare. Con attenzione, e senza deleghe in bianco.

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Federico Zacaglioni
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