Un potenziale di sviluppo in gran parte inespresso, frenato da percentuali di adesione ai bandi che raramente superano la soglia critica del 20 per cento. È la situazione emersa con chiarezza dall'audizione, tenutasi ieri nel corso della seduta del Consiglio provinciale di Terni, dell’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci. Davanti al presidente Stefano Bandecchi e ai rappresentanti dei Comuni del territorio, i numeri presentati hanno tracciato un quadro di opportunità non colte per il tessuto economico e produttivo ternano. L’incontro, richiesto dopo l’approvazione con prescrizioni del piano di sviluppo dell’agenzia regionale, è servito a stabilire una nuova rotta di collaborazione istituzionale. Ferrucci ha indicato la priorità: allargare in modo significativo la platea dei beneficiari. Bandecchi ha recepito l’urgenza, assumendo l’impegno della Provincia come snodo informativo cruciale, ma non ha risparmiato una netta analisi politica sulle cause della situazione.

Il punto di partenza è costituito dai dati sulle adesioni ai bandi, che Luca Ferrucci ha illustrato senza edulcorazioni. “I dati ci dicono che la percentuale delle adesioni ai bandi non va oltre il 20 per cento”, ha dichiarato, confermando come in molti avvisi la partecipazione effettiva oscilli tra il 9% e il 18% delle imprese potenzialmente interessate. Un divario enorme tra l’offerta di strumenti finanziari e la loro concretizzazione, sintomo di un problema di conoscenza e penetrazione delle informazioni. La strategia di comunicazione di Sviluppumbria, come spiegato dall’amministratore, punta a sfruttare tutti i canali digitali: “Noi stiamo già lavorando per diffondere di più le informazioni sui bandi stessi. Lo stiamo facendo lavorando sui social e pubblicando tutti i bandi sull’app “Umbria Facile””.
Tuttavia, è emerso chiaramente che la sola comunicazione digitale non può bastare per un territorio dalle caratteristiche articolate come quello ternano. Il presidente Stefano Bandecchi ha posto l’accento sulla necessità di una rete istituzionale solida e proattiva. “Dobbiamo creare una nuova sinergia con Sviluppumbria per informare puntualmente tutti i comuni del territorio sull'esistenza dei bandi”, ha affermato, sottolineando il “ruolo chiave” che la Provincia di Terni intende svolgere nel rapporto con i Comuni. La sua analisi è andata oltre la logica operativa, scavando nelle responsabilità politiche: “Questo territorio è stato penalizzato negli ultimi 10 anni da una politica sbagliata. Anche le associazioni di categoria hanno avuto le loro responsabilità”. Un riferimento diretto a un sistema che, a suo giudizio, non ha funzionato come propulsore delle opportunità di sviluppo.

Oltre alla critica costruttiva, l’audizione ha servito a delineare i settori prioritari sui quali concentrare gli sforzi futuri. Luca Ferrucci ha indicato con precisione due ambiti in cui la provincia di Terni può ambire a un ruolo di primo piano. Il primo è il vasto capitolo dell’energia, sia in termini di riduzione dei costi per le imprese che di sviluppo delle nuove energie. “Terni deve diventare un campione nazionale per ricerca, innovazione, formazione e sviluppo. Le condizioni ci sono tutte, come ad esempio la presenza storica di aziende energivore”, ha sostenuto. In questo solco, ha reso noto un impegno concreto: “Per il settore della chimica è pronto un bando da 7 milioni di euro”.
Il secondo pilastro è il cicloturismo, identificato come un mercato in fortissima crescita. “Sviluppumbria sta lavorando su settori specifici e inediti come le ciclovie e gli eventi ciclo amatoriali in tutta la regione”, ha spiegato Ferrucci. Una visione condivisa con forza dal presidente Bandecchi, che ha portato dati sul cicloturismo a supporto della bontà della scelta: “Il giro d’affari è passato dai 5 miliardi del 2023 ai 9,5 del 2024”. Il presidente ha anche aggiornato l’aula su un progetto concreto per il capoluogo: “Si sta infatti concretizzando il progetto proposto da un privato di una stazione cicloturistica”.

L’audizione è stata anche l’occasione per diversi consiglieri provinciali di intervenire, portando specifiche istanze e preoccupazioni. Marsilio Marinelli (NPT) ha espresso una preoccupazione centrata sulla dimensione territoriale, chiedendo “una maggiore e più incisiva azione di Sviluppumbria anche per i territori più lontani e marginali”. Nel suo intervento ha evidenziato rischi imminenti come “la fine degli incentivi del 110 e la prossima scadenza del Pnrr”.
Da una posizione diversa è intervenuto Marco Bruni (FdI), che ha fornito una chiave di lettura del voto di astensione del suo gruppo. “C'eravamo astenuti... per verificare le azioni concrete sul territorio. Le parole di Ferrucci ci hanno confortato”, ha precisato, mostrando un atteggiamento di attesa fiduciosa condizionata ai fatti.
L’intervento di Cinzia Fabrizi (Gruppo Misto) ha allargato il panorama delle priorità, toccando temi cruciali come lo sviluppo industriale e “l’importanza del rapporto con il mondo della scuola”, a ricordare come la formazione sia un tassello fondamentale per qualsiasi politica di sviluppo futura.
Il filo conduttore dell’intera seduta è stata la ricerca di un nuovo patto operativo tra istituzioni. Il presidente Bandecchi ha ribadito che “Comuni e Province debbano diventare veri e propri snodi di divulgazione delle informazioni” e ha auspicato “la costruzione di un sistema stabile” con Sviluppumbria.
Il clima tra i due vertici, Bandecchi e Ferrucci, è apparso costruttivo, lasciando intendere la volontà di tradurre l’intesa in azioni coordinate. La sfida ora è rendere permanente questo canale di collaborazione, superando le diffidenze del passato. L’obiettivo comune dichiarato è uno solo: far sì che quei dati sulle adesioni ai bandi, oggi così deludenti, comincino a raccontare una storia diversa di partecipazione e crescita per l’intera provincia di Terni. La partita si giocherà sulla capacità di fare rete, coinvolgendo finalmente in modo efficace comuni, associazioni e imprese.