Il drammatico episodio, risalente tra il 19 e il 20 luglio ma emerso solo nelle scorse ore, che ha visto una 21enne di origini asiatiche essere vittima di lesioni e violenza sessuale da parte di un 45enne afgano in un edificio in disuso a Perugia ha scosso la comunità. Una vicenda terribile che continua a far discutere ma secondo il Commissario della Lega Perugia, Lorenzo Mattioni, il silenzio della sindaca, Vittoria Ferdinandi, è incomprensibile.
“Colpisce che la sindaca di Perugia abbia scelto di scrivere alla Presidenza del Consiglio per chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina - lo dichiara Lorenzo Mattioni, commissario della Lega Perugia - mentre non abbia ritenuto opportuno esprimersi pubblicamente in merito a un fatto gravissimo riportato dalla stampa, che vedrebbe una giovane donna vittima di una presunta violenza sessuale nel pieno centro della nostra città. Un silenzio che lascia perplessi e che suscita più di una riflessione”.
“È comprensibile che un sindaco voglia esprimersi anche sul contesto internazionale, ma questo non può diventare motivo per mettere in secondo piano le questioni più urgenti che riguardano Ia città - osserva Mattioni in un comunicato stampa - riteniamo che la priorità di un’amministrazione comunale debba essere quella di affrontare le questioni che toccano da vicino la vita delle persone: la sicurezza urbana, il degrado, la tutela delle fasce più vulnerabili”.
“Di fronte a episodi così drammatici - conclude Mattioni - il primo messaggio da dare dovrebbe essere quello della vicinanza alla vittima e dell’impegno concreto per prevenire e contrastare ogni forma di violenza. Perugia ha bisogno di attenzione, fermezza e presenza: la politica estera compete al Governo, ai sindaci spetta invece il compito, non meno importante, di garantire che ogni cittadino si senta protetto e ascoltato, soprattutto quando si verificano fatti che mettono in discussione il senso di sicurezza nella nostra città”.
L'uomo, di nazionalità afgana, classe 1980, dopo aver conosciuto la ragazza la sera prima, le avrebbe dato appuntamento, facendole credere che stava per aprire un nuovo ristorante (che era ancora "in costruzione") invitandola a visitare il cantiere (un vecchio kebab dismesso di via Pinturicchio) magari per un lavoro futuro che le avrebbe potuto offrire.
La giovane avrebbe accettato di visionare l'immobile, anche perché il posto indicato era sulla stessa strada che avrebbe dovuto percorrere per andare a casa. Così facendo, l'uomo ha condotto la ragazza in questo edificio, dove, poi, sarebbe avvenuta la violenza.
Nonostante i tentativi di divincolarsi e di scappare, l'uomo avrebbe afferrato la ragazza e sbattuta a terra, impedendole di gridare, coprendole la bocca con le mani e costringendola ad avere più rapporti sessuali durante la notte.
La ragazza, nonostante la violenza subita, sarebbe riuscita ad attivare la telecamera del suo cellulare, riprendendo alcune fasi dell'aggressione, prima di potersi liberare e darsi alla fuga al mattino, quando l'uomo si è addormentato.
Dopo qualche giorno, ancora sotto shock per l'accaduto, la vittima ha sporto denuncia alle autorità, presentandosi poi presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove le hanno diagnosticato lesioni guaribili entro un mese.
A seguito della querela sporta, è partito un lungo lavoro di indagini da parte del personale della Squadra Mobile: l'uomo sarebbe stato incastrato dalla corrispondenza del suo Dna con quello del materiale biologico trovato nell’ex bar dismesso e sui vestiti della ragazza.
Nel tardo pomeriggio del 3 agosto, il personale della squadra mobile ha rintracciato il cittadino afgano e lo ha condotto presso la casa circondariale di Perugia Capanne, in attesa dell'udienza di convalida.
Il Giudice per le indagini preliminari fisserà oggi l’udienza e con ogni probabilità già domani, o giovedì al massimo, il sospettato, potrà fornire la propria versione dei fatti nel corso della convalida del fermo.
Il 45enne afgano, detenuto nel carcere di Capanne, è accusato di avere sequestrato, picchiato e stuprato la studentessa 21enne di origini asiatiche, giunta a Perugia per studiare l’italiano.