Il cameriere afgano, accusato di avere sequestrato, picchiato e stuprato una studentessa 21enne di origini asiatiche lo scorso 19 luglio, resterà nel carcere di Perugia. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari al termine dell'udienza di convalida. Il fermo nei confronti del 45enne era stato emesso il 3 agosto.
Resterà detenuto in carcere il 45enne afgano arrestato domenica a Perugia, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 21enne, originaria della Mongolia e giunta nel capoluogo umbro per imparare l'italiano.
Secondo quanto riportato dai colleghi del Tgr Umbria, il gip, dati gli elementi raccolti dalla squadra mobile, ha confermato la misura cautelare presso la casa circondariale di Capanne.
Durante l’interrogatorio l’uomo avrebbe respinto le accuse, riferendo di un incontro nel locale (dove sarebbe avvenuta la violenza) di tipo consensuale, senza alcun tipo di costrizione, con i due che si sarebbero trattenuti a bere.
Il litigio sarebbe, poi, scaturito visto lo stato psicofisico alterato di entrambi, con percosse reciproche. L'uomo avrebbe, anche, negato di avere avuto rapporti sessuali con la giovane ragazza.
Il giudice per le indagini preliminari, però, durante l'udienza di convalida, non ha creduto al racconto dell'uomo. Il 45enne è stato messo spalle al muro, come nel momento dell'arresto, dai riscontri scientifici.
L'uomo sarebbe stato incastrato dalla corrispondenza del suo Dna con quello del materiale biologico trovato nell’ex bar dismesso e sui vestiti della ragazza.
La ragazza, inoltre, sarebbe riuscita, durante la violenza subita, ad attivare la telecamera del suo cellulare, riprendendo alcune fasi dell'aggressione, prima di potersi liberare e darsi alla fuga al mattino, quando l'uomo si è addormentato.
I frammenti di registrazione che confermano il rapporto "non consensuale" sono confluiti nel fascicolo del pm Mario Formisano.
La violenza sarebbe avvenuta tra il 19 e il 20 luglio in un vecchio kebab dismesso di via Pinturicchio, in centro storico a Perugia: la giovane sarebbe stata attirata dall'uomo, con una falsa promessa di lavoro (una volta riaperta l'attività).
L'uomo, di nazionalità afgana, classe 1980, aveva conosciuto la ragazza la sera prima e le avrebbe dato appuntamento, facendole credere che stava per aprire un nuovo ristorante (che era ancora "in costruzione") invitandola a visitare il cantiere (un vecchio kebab dismesso di via Pinturicchio) magari per un lavoro futuro che le avrebbe potuto offrire.
La giovane avrebbe accettato di visionare l'immobile, anche perché il posto indicato era sulla stessa strada che avrebbe dovuto percorrere per andare a casa. Così facendo, l'uomo ha condotto la ragazza in questo edificio, dove, poi, sarebbe avvenuta la violenza.
Nonostante i tentativi di divincolarsi e di scappare, l'uomo avrebbe afferrato la ragazza e sbattuta a terra, impedendole di gridare, coprendole la bocca con le mani e costringendola ad avere più rapporti sessuali durante la notte.
Solo dopo qualche giorno, ancora sotto shock per l'accaduto, la vittima ha sporto denuncia alle autorità, presentandosi poi presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove le hanno diagnosticato lesioni guaribili entro un mese.
Nel tardo pomeriggio del 3 agosto, il personale della squadra mobile ha rintracciato il cittadino afgano e lo ha condotto presso la casa circondariale di Perugia Capanne, dove resterà come confermato dal gip, al termine dell'udienza di convalida dell'arresto.
Nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori, nelle scorse ore, si era tenuto un vertice straordinario alla presenza della sindaca Vittoria Ferdinandi, affiancata dall’assessora Costanza Spera e dal consigliere Antonio Donato, insieme ai rappresentanti della Squadra Mobile della Questura di Perugia guidati dalla dirigente Maria Assunta Ghizzoni.
L’incontro – ha fatto sapere l’Amministrazione in una nota ufficiale – è stato “sentito, voluto per esprimere, a nome dell’amministrazione e dell’intera comunità perugina, un ringraziamento sincero per il lavoro svolto con professionalità, tempestività e umanità” dagli investigatori che hanno seguito il delicato caso di violenza sessuale perpetrato ai danni della giovane 21enne.
Nel corso della riunione la sindaca ha voluto rivolgere un ringraziamento sentito anche alla Procura della Repubblica di Perugia e al Procuratore Raffaele Cantone per l’azione celere e determinata che, in stretta sinergia con la Polizia, ha permesso di arrivare in tempi brevi all’individuazione e al fermo del presunto aggressore.