Una studentessa di 16 anni, originaria della provincia di Perugia, è precipitata questa mattina intorno alle 13 da una finestra del secondo piano dell’Istituto di istruzione superiore “Giordano Bruno”. La caduta è stata attutita da una tettoia sottostante, che le ha evitato conseguenze ancora più gravi. La ragazza è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove è attualmente ricoverata in rianimazione in prognosi riservata. I genitori l’hanno raggiunta in ospedale nel primo pomeriggio.
Secondo una prima ricostruzione fornita dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco, la giovane (classe 2010) è precipitata dal secondo piano dell’edificio scolastico. Nella caduta, ha impattato su una tettoia sottostante. La struttura ha assorbito parte del colpo, evitando conseguenze potenzialmente letali.
La ragazza, secondo quanto riferito dai soccorritori, è rimasta sempre cosciente durante le operazioni di recupero.
La sala operativa del Comando Vigili del Fuoco ha inviato immediatamente sul posto una squadra operativa dalla sede centrale con il supporto di un’autoscala. Contemporaneamente è stato allertato il personale sanitario del 118.
A causa della conformazione dell’area, i soccorritori hanno dovuto operare con particolare cautela. I Vigili del Fuoco hanno provveduto al recupero della studentessa utilizzando una barella Toboga e tecniche SAF (Speleo-Alpino-Fluviali), garantendo la massima immobilizzazione della giovane durante il trasporto a terra.
In tutte le fasi del soccorso, la studentessa è rimasta cosciente e collaborativa, rispondendo alle sollecitazioni dei sanitari e degli operatori.
Una volta raggiunto il piano stradale, la paziente è stata affidata al personale del 118, che ne ha disposto il trasporto immediato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.
La studentessa, originaria della provincia di Perugia, è stata accolta dal personale del pronto soccorso e successivamente trasferita nel reparto di rianimazione. I medici hanno disposto la prognosi riservata. Nel primo pomeriggio i genitori hanno raggiunto la figlia in ospedale.
Sul posto è intervenuta una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri per gli adempimenti di competenza e per la ricostruzione della dinamica dei fatti. Le indagini sono in corso. Al momento non sono state fornite indicazioni ufficiali sulle cause della caduta.

A poche ore dall’incidente, è intervenuta con una nota ufficiale la Uil Scuola Rua Umbria. Il sindacato esprime “profonda partecipazione e sincera vicinanza alla studentessa dell’Istituto di Istruzione Superiore Giordano Bruno di Perugia, rimasta vittima del drammatico incidente avvenuto all’interno del plesso scolastico”. Alla giovane viene rivolto “l’augurio più affettuoso di una pronta e completa guarigione” mentre a familiari, compagni e comunità scolastica va “tutta la nostra solidarietà in questo momento di grande apprensione”.
A parlare è la segretaria generale regionale della Uil Scuola Umbria, Loretta D’Aprile, che sposta immediatamente il piano sul contesto strutturale. “Siamo profondamente scossi da quanto accaduto” – ha detto Loretta D’Aprile – “In attesa che si faccia piena luce sulla dinamica dei fatti, non possiamo tacere sulle condizioni di estrema precarietà in cui il personale è costretto a operare. La sicurezza degli alunni non è un concetto astratto, ma si poggia sulla presenza fisica e costante di chi deve vigilare. Purtroppo, i continui tagli al personale ATA hanno ridotto il numero di collaboratori scolastici a livelli d’emergenza: oggi è tecnicamente impossibile garantire un presidio efficace in ogni ala e in ogni piano degli edifici scolastici”.
La segretaria prosegue analizzando la complessità del contesto educativo attuale: “Il problema non riguarda solo la sorveglianza fisica, ma anche la capacità della scuola di intercettare il disagio dei nostri giovani. Con classi sempre più numerose e un organico docente ridotto all’osso, il rapporto educativo viene sacrificato sull’altare del risparmio”. Secondo D’Aprile, la soluzione richiede un cambio di rotta immediato a livello ministeriale: “La scuola deve tornare a essere il luogo più sicuro della società, ma questo non accadrà finché essa sarà considerata un costo e non un investimento. È necessario investire sul personale per garantire non solo la vigilanza, ma anche il supporto umano e psicologico che, mai come oggi, è fondamentale”.
La Uil Scuola Umbria ribadisce che “la sicurezza nelle scuole non si fa con i proclami, ma con gli investimenti”. Le richieste sono due: “ripristinare gli organici ATA per garantire una vigilanza capillare e continua; ridurre il numero di alunni per classe per permettere un monitoraggio reale del benessere psicofisico dei giovani”. E conclude: “Non si può gestire l’istruzione con una logica puramente ragionieristica: la sicurezza dei nostri figli deve venire prima di ogni bilancio”.