Ventiquattro ore di ricerche senza sosta, un territorio passato al setaccio da decine di militari, un elicottero in volo sopra le colline dello Stronconese e momenti di forte tensione che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi. Si è conclusa con l'arresto la fuga di un cittadino romeno di 34 anni che, nella giornata di giovedì 4 giugno, si è allontanato dagli arresti domiciliari ai quali era sottoposto da alcune settimane presso la parrocchia di Aguzzo.
La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso residenti e amministratori locali, alimentando apprensione soprattutto nelle ore notturne, quando dell'uomo non vi era più alcuna traccia. L'epilogo è arrivato nella tarda mattinata di venerdì 5 giugno, quando i Carabinieri sono riusciti a rintracciarlo e bloccarlo nei pressi del santuario della Madonna di Corvaiano, al termine di una complessa attività di ricerca coordinata sul territorio.
Secondo quanto riportato da Il Corriere dell'Umbria, il trentaquattrenne si trovava agli arresti domiciliari dalla fine di aprile. La misura era stata eseguita presso la chiesa parrocchiale di Aguzzo.
Nel pomeriggio di giovedì la situazione è precipitata. I militari dell'Arma, intervenuti per verificare quanto stava accadendo, si sono trovati di fronte a una reazione improvvisa e particolarmente violenta. L'uomo, infatti, avrebbe tentato di sottrarsi al controllo impugnando un lungo coltello che, secondo la ricostruzione, sarebbe stato prelevato dall'abitazione del parroco.
In quei momenti concitati avrebbe cercato di colpire uno dei carabinieri intervenuti. Un episodio che evidenzia la pericolosità della situazione affrontata dai militari e che ha immediatamente fatto scattare un dispositivo di ricerca straordinario.
Approfittando della confusione generata dall'intervento, il fuggitivo è riuscito ad allontanarsi rapidamente facendo perdere le proprie tracce nelle aree boschive e nelle campagne circostanti. Da quel momento è iniziata una vera e propria caccia all'uomo.
Le operazioni di ricerca sono proseguite senza interruzioni per circa un giorno. Sul territorio sono confluite pattuglie provenienti da diversi reparti dell'Arma, con il supporto dei militari delle compagnie di Terni e Amelia. Fondamentale anche il contributo dell'elicottero del Nucleo di Rieti, impiegato per sorvolare le zone più impervie e difficili da controllare da terra.
Le ricerche si sono concentrate in un'area particolarmente vasta, caratterizzata da sentieri, vegetazione fitta e casolari isolati. Un contesto che ha reso il lavoro degli investigatori ancora più complesso. La conoscenza del territorio e il coordinamento tra le diverse unità operative hanno però consentito di restringere progressivamente il cerchio attorno al ricercato. L'individuazione è arrivata venerdì verso l'ora di pranzo nei pressi del santuario della Madonna di Corvaiano. Anche in questa fase non sono mancati momenti di forte tensione. Alla vista dei militari, il trentaquattrenne avrebbe reagito nuovamente con aggressività, opponendo una strenua resistenza al fermo.
Secondo la ricostruzione, avrebbe sferrato calci e pugni, sputato contro i militari e tentato perfino di mordere alcuni degli operatori impegnati nell'arresto. Un comportamento che ha reso necessario l'intervento di più uomini per riuscire a immobilizzarlo in sicurezza. Una volta bloccato, il fermato è stato accompagnato presso il comando competente per gli adempimenti di rito e successivamente trasferito in ospedale per gli accertamenti sanitari necessari. Nei suoi confronti sono state contestate le accuse di evasione, resistenza a pubblico ufficiale, minacce, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale, reati aggravati dalle circostanze emerse durante la vicenda.
Il magistrato ha convalidato l'arresto eseguito dai Carabinieri, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Terni, rappresentata in aula dal vice procuratore onorario Catia Naldi. Per l'uomo è stata quindi disposta la misura cautelare della custodia in carcere.