Sono giorni di ricerche senza sosta per i Carabinieri del Comando Provinciale di Terni. Non è ancora stato trovato l'autore dell'efferato tentato femminicidio avvenuto su un bus a Stroncone, all'altezza di Santa Lucia, nel primo pomeriggio di sabato scorso. Mentre la vittima ha subito un delicato intervento ed è ricoverata in rianimazione in condizioni gravissime, i militari stanno passando al setaccio tutta la zona, centimetro dopo centimetro. In campo in queste ore di dolore e disorientamento sono stati attivati anche i reparti specializzati dell'Arma.
Ad aggredire Fatiha El A. , 43 anni, è stato il marito Mohamed El M. , 42 anni, entrambi di nazionalità marocchina. Lui, arrivato in Italia da pochi mesi, lei da più tempo, una figlia adolescente, lavorava come badante. Quella di sabato pomeriggio sarebbe stata un'imboscata con lui salito sul bus 622 che collega Terni a Stroncone, dove l'ha presa a martellate al volto. Colpi violentissimi, uno dopo l'altro, che l'hanno ridotta in fin di vita davanti agli occhi terrorizzati degli altri passeggeri.
Dopo la feroce aggressione lui è sceso dal mezzo, si è disfatto del martello - non è del tipo "frangicristalli" in dotazione agli autobus - e si è inoltrato nelle campagne circostanti: da allora è caccia all'uomo in tutta Italia. L'ipotesi al momento più accreditata è che il 42enne abbia potuto sfruttare qualche conoscenza per far perdere le proprie tracce. L'uomo era già destinatario di misura restrittiva a causa di precedenti episodi di violenza nei confronti della moglie. Gli era stato applicato il braccialetto elettronico antistalking che però non ha generato l'allarme come avrebbe dovuto. Da capire se per una manomissione o per una mancata copertura di rete.
In queste ore in campo ci sono i reparti specializzati dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, gli elicotteristi e le unità cinofile. Sul territorio provinciale e nelle aree limitrofe è stata dispiegata una vasta operazione di ricerca condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni.
L’attività, che prosegue serrata dal momento del tragico evento, e si intreccia con quella d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni, vede un importante impiego di uomini e mezzi. L'obiettivo è di stringere rapidamente il cerchio attorno al fuggitivo e rintracciarlo quanto prima.
Il contesto morfologico della zona intorno a dove si è verificata la brutale aggressione è complesso e non è escluso che le campagne potrebbero aver offerto un nascondiglio all'uomo. Nell’area circostante al luogo dell'aggressione, per garantire la massima efficacia nelle operazioni, l’Arma dei Carabinieri ha subito schierato reparti d’élite e tecnologie avanzate.
Al lavoro c'è lo Squadrone Eliportato Carabinieri "Cacciatori di Puglia" composto da personale altamente specializzato nelle operazioni di ricerca in aree impervie e zone boschive, deputato alla saturazione del territorio e al controllo di casolari e rifugi isolati.
Dall'aeroporto militare di Roma Urbe è arrivato il Nucleo Elicotteri per il supporto aereo con il monitoraggio e coordinamento dall’alto delle operazioni nella zona d’interesse, in grado di segnalare immediatamente movimenti sospetti. Infine le indispendabili Unità Cinofile Molecolari con l’impiego di cani specializzati nella ricerca di persone, animali capaci di seguire tracce ematiche e olfattive anche a distanza di ore dall'evento.
L'azione dei militari sul territoro sta andando avanti con le battute di ricerca. Nel mentre sono stati predisposti numerosi posti di controllo per monitorare ogni possibile via di fuga e assicurare al più presto il presunto responsabile alla giustizia. Le ricerche, cui collaborano fin da subito tutte le Forze di Polizia sono state estese a tutto il territorio nazionale.