18 Mar, 2026 - 16:00

Stroncone, il questore chiude un locale per 15 giorni: “Era ritrovo di pregiudicati”. Scattano i sigilli al night

Stroncone, il questore chiude un locale per 15 giorni: “Era ritrovo di pregiudicati”. Scattano i sigilli al night

I sigilli sono arrivati in serata, quando il locale di Stroncone era pronto ad accendere le luci per la movida. Il provvedimento firmato dal questore di Terni Michele Abenante lascia fuori dalla porta clienti e personale: per i prossimi quindici giorni l'esercizio dovrà restare chiuso. È la misura estrema, prevista dall'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, scattata dopo che i Carabinieri hanno documentato come quel night fosse diventato un punto di ritrovo abituale per persone con precedenti penali e di polizia. Una situazione che, agli occhi dell'Autorità, aveva ormai superato la soglia di tolleranza, configurando un pericolo concreto per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il provvedimento, notificato nella giornata di oggi, è stato eseguito dagli agenti della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Terni insieme ai militari della locale Stazione dell'Arma.

L'istruttoria che ha portato alla chiusura del locale si basa su una serie di controlli serrati condotti dai Carabinieri negli ultimi mesi. Gli accertamenti hanno restituito un'immagine nitida di quello che accadeva tra le mura dell'esercizio e nelle immediate vicinanze: all'interno sono stati identificati avventori gravati da precedenti anche gravi, una presenza costante che aveva di fatto trasformato l'attività commerciale in un punto di aggregazione per soggetti ritenuti pericolosi. Non solo. Le verifiche hanno fatto emergere ulteriori criticità sotto il profilo della sicurezza e del rispetto della normativa vigente, elementi che, nel loro insieme, hanno convinto il questore a intervenire con la massima determinazione.

La decisione del questore Abenante: “Interrompere una situazione di pericolosità per la collettività”

La misura adottata da Michele Abenante ha natura squisitamente preventiva. L'articolo 100 del TULPS, infatti, non punisce un reato specifico già consumato, ma consente all'Autorità di pubblica sicurezza di intervenire quando un esercizio pubblico, per le sue frequentazioni o per le modalità di gestione, diventa un fattore di rischio per la comunità. “L'obiettivo è interrompere una situazione di pericolosità e tutelare la sicurezza dei cittadini” , hanno spiegato dalla Questura, “impedendo che il locale continui a rappresentare un punto di aggregazione per soggetti ritenuti pericolosi” . Una sorta di “spina staccata” temporanea per raffreddare un clima che i controlli dei Carabinieri avevano certificato come oggettivamente compromesso.

Il provvedimento, che impone la chiusura forzata per quindici giorni, è stato notificato direttamente al titolare dell'esercizio. Da questo momento e fino alla scadenza del termine, il night dovrà rimanere con le serrande abbassate. La violazione dell'ordine di sospensione comporterebbe conseguenze penali per il gestore, configurando l'ipotesi di reato di inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità. Nel frattempo, i Carabinieri continueranno a monitorare l'area, come prassi in questi casi, per prevenire eventuali spostamenti di frequentazioni o assembramenti alternativi nelle vicinanze.

Il locale era già finito nel mirino della Questura e dell'Ispettorato del lavoro

La chiusura disposta oggi dal questore Abenante non rappresenta un fulmine a ciel sereno per l'esercizio di Stroncone. Chi indaga ricorda bene che il night era già finito sotto la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine in passato. Era il luglio del 2025 quando scattò il primo provvedimento di sospensione, sempre per quindici giorni e sempre ai sensi dell'articolo 100 del TULPS. All'epoca, i controlli di Polizia di Stato e Carabinieri avevano già documentato come il locale fosse diventato un punto di riferimento abituale per persone con precedenti penali, inclusi il gestore e un collaboratore, entrambi gravati da numerosi pregiudizi di polizia. Una situazione che, nelle ricostruzioni degli investigatori, attribuiva al locale un ruolo di “catalizzatore di situazioni potenzialmente pericolose” , con un rischio concreto di degrado e turbativa dell'ordine pubblico. Ma la storia recente del locale non si ferma qui. Nel marzo del 2026, un controllo congiunto tra CarabinieriNucleo Ispettorato del lavoro e Ispettorato territoriale ha fatto emergere un'altra realtà: all'interno dell'esercizio furono trovati undici addetti tra sala e bar, di cui sette completamente in nero, pari al 64 per cento della forza lavoro impiegata. A questi si aggiungevano pagamenti in contanti anche per il personale formalmente assunto, in violazione dell'obbligo di tracciabilità delle retribuzioni. Per l'elevata quota di lavoratori irregolari scattò la sospensione immediata dell'attività imprenditoriale e sanzioni amministrative per circa 27 mila euro. Un cumulo di violazioni che, agli occhi della Questura di Terni, ha reso inevitabile l'ulteriore intervento di oggi, configurando una vera e propria recidiva su un esercizio già oggetto, in passato, di misure restrittive per ragioni di ordine e sicurezza pubblica.

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Federico Zacaglioni
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