Un momento di raccoglimento, memoria e partecipazione civile per ricordare una delle pagine più dolorose della storia perugina. Sabato 28 marzo, nei pressi del piccolo sacrario di Ponte della Pietra-San Sisto, si è svolta la cerimonia in ricordo dei martiri del 28 marzo 1944, promossa dalla sezione Anpi “Martiri 28 marzo 1944” - Cgil provinciale Perugia.
Nel luogo in cui ottantadue anni fa si consumò l’eccidio, istituzioni, familiari delle vittime e cittadini si sono ritrovati per rendere omaggio agli otto giovani uccisi dalle forze armate nazifasciste perché renitenti alla chiamata alle armi della Repubblica sociale italiana.
La commemorazione ha riportato al centro della memoria collettiva una vicenda che continua a rappresentare una ferita profonda per Perugia e per l’intero territorio. I giovani uccisi il 28 marzo 1944 avevano tra i 19 e i 23 anni e si chiamavano Pietro Felice, Bruno Carletti, Mario Carletti, Corrado Bellucci, Amato Bocci, Enio Bianchini, Luigi Viola e un altro ragazzo rimasto ignoto. Erano poco più che ventenni quando persero la vita in uno dei momenti più drammatici della guerra e dell’occupazione nazifascista. La loro colpa fu quella di essersi sottratti alla chiamata alle armi imposta dalla Repubblica sociale italiana, scelta che li condannò alla morte.
Ancora oggi, a distanza di decenni, quei nomi rappresentano un simbolo di libertà, opposizione alla violenza e rifiuto della guerra. La cerimonia di Ponte della Pietra ha voluto riaffermare proprio questo: il dovere di non disperdere la memoria e di continuare a trasmettere alle nuove generazioni il significato di quel sacrificio.
Il piccolo sacrario di Ponte della Pietra-San Sisto è tornato a essere il centro di una commemorazione particolarmente sentita. La scelta del luogo non è stata soltanto simbolica: proprio lì, infatti, si consumò l’eccidio che costò la vita agli otto ragazzi.
Nel corso della mattinata si sono alternati momenti di raccoglimento, deposizioni commemorative e interventi istituzionali, in un clima di intensa partecipazione. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni erano presenti anche i familiari delle vittime, custodi di una memoria che continua a tramandarsi di generazione in generazione e che resta viva non soltanto nella dimensione pubblica, ma soprattutto in quella privata e familiare.
Tra i partecipanti anche il vicesindaco di Sigillo Giampiero Bocci, parente di uno dei caduti, e la presidente del Consiglio comunale di Perugia Elena Ranfa.
Uno dei passaggi più significativi della cerimonia ha riguardato il profondo legame tra la memoria storica e il presente. Nel corso dell’iniziativa è stato infatti posto l’accento sul ruolo delle giovani generazioni e sulla necessità di coinvolgerle sempre di più nella conoscenza della storia e dei valori democratici.
A sottolinearlo è stata la presidente provinciale dell’Anpi Perugia, Mari Franceschini, presente alla commemorazione, che ha richiamato l’attenzione sul contributo dei giovani alla vita democratica del Paese, facendo riferimento “al peso che hanno avuto nella vittoria del No al referendum costituzionale del 21 e 22 marzo, sebbene ci sia ancora molto da fare”.
Parole che hanno voluto evidenziare come la memoria del passato non debba trasformarsi in un rito formale, ma restare uno strumento vivo di consapevolezza civile, capace di parlare al presente e di costruire futuro.
A chiudere la commemorazione è stata l’esibizione del coro Anpi “Nella notte ci guidano le stelle”, che ha accompagnato il momento finale della cerimonia con canti dal forte valore simbolico e civile. Un finale carico di emozione, che ha suggellato una giornata di memoria condivisa e partecipazione, nel segno di un ricordo che continua a vivere attraverso le voci, le testimonianze e l’impegno di chi ogni anno sceglie di fermarsi, riflettere e rendere omaggio agli otto giovani martiri del 28 marzo 1944.