Stefano Bandecchi arriva alla seconda cena con un clima diverso e con il cellulare sempre acceso, in attesa di un segnale da Roma che può cambiare i tempi del calcio ternano. Con lui ci sono circa 300 persone, tra curiosità politica e attesa sportiva, mentre l’amministratore della Nuova Ternana 1925, Fabio Moscatelli, resta in contatto continuo per capire se domani arriverà la firma attesa dalla FIGC.
Nella sede federale, oggi, Giovanni Malagò ha ricevuto le pratiche sulle fusioni in corso del calcio nazionale, passaggio che alimenta l’idea di una comunicazione diretta alla nuova società. Dentro quel percorso entrano anche Unicusano che resterà col 10%, Franco Fedeli con l'88% e Francesco Emanuele Tonel con il restante 2%, in una partita ancora sospesa ma ormai arrivata al momento decisivo. Bandecchi prova a tenere insieme attesa, pressione e messaggio politico, mentre Terni guarda Roma per capire se la nuova stagione può finalmente partire.
Il primo cittadino ha voluto chiarire immediatamente lo stato dell'arte burocratico, parlando direttamente a margine dell'incontro e uscendo dagli uffici della municipalità per fare il punto su una transizione sportiva e societaria che si preannuncia imminente, ma non priva di ostacoli tecnici ed estenuanti passaggi formali.
“Io esco dall'ufficio del Comune, sinceramente ancora non lo so, mi dicevano che tra oggi e domani dovremmo avere delle novità, noi abbiamo già avuto il numero provvisorio (la matricola federale con la quale è cominciato anche il percorso di iscrizione alla serie D, ndr) la scorsa settimana, ci è stato consegnato credo mercoledì e doveva arrivare entro martedì, entro domani penso che possa arrivare il numero definitivo”.
Il numero evocato da Bandecchi è l'immatricolazione federale. L'ok di Giovanni Malagò alla fusione che darà il via alla stagione, nonostante i tanti bastoni tra le ruote messi anche oggi da un pezzo di politica.
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La questione societaria resta al centro del dibattito, soprattutto a causa del forte ritardo accumulato rispetto alle altre compagini della categoria. Durante l'evento, lo stesso Stefano Bandecchi ha effettuato una telefonata in diretta a Fabio Moscatelli per verificare l'eventuale arrivo di comunicazioni ufficiali. Alla risposta negativa dell'amministratore, il sindaco ha rimandato il confronto a più tardi, spiegando la strategia di transizione che vedrà l'arretramento di Unicusano a una quota di minoranza.
“Per motivi tecnici noi resteremo sul 10%, giusto per garantire che quello che deve essere fatto sarà fatto, giusto per seguire Fedeli e giusto per non lasciarlo nemmeno solo in un momento in cui abbiamo detto che dovevamo fare”.
La preoccupazione principale, oltre ai passaggi notarili per i patti parasociali, riguarda la composizione della rosa a ridosso degli impegni ufficiali della stagione che sta per spalancare i battenti.
“Una volta che la federazione ha praticamente accettato questa cosa ci sarà la cessione a Fedeli, anche perché siamo parecchio in ritardo, la Coppa Italia inizia il 23 d'agosto, però tutti stanno facendo le squadre e noi non ci siamo ancora mossi, sinceramente ad oggi abbiamo un solo cacciatore in squadra, Pettinari”. Alla precisazione dei cronisti sulla presenza di quattro innesti provenienti dall'Orvietana, Bandecchi ha aggiunto: “Sì, oltre ai quattro dell'Orvietana, ma dopo di che voglio dire, stiamo così. Stiamo fermi. E invece bisogna stringere i tempi”.

Oltre alle vicende calcistiche, l'incontro con i trecento cittadini ha offerto lo spazio per tracciare un bilancio dell'amministrazione comunale, interpellata duramente sui problemi strutturali della città, emersi con forza anche a causa delle recenti precipitazioni che hanno messo in ginocchio la viabilità locale, in particolare in aree nevralgiche come via XX Settembre e via dello Stradio.
“È un problema che si ripete da molto tempo ed è un problema che deve essere affrontato è un fattore delle fogne che succede quando c'è caldo e poi si ferma tutto, quando è inverno non succede normalmente, succede in questi moments, lo stanno affrontando, i tecnici li stanno lavorando e purtroppo a queste bombe d'acqua questa città come tante altre città italiane non è ancora abituata”.
Rispetto alla precedente cena pubblica, tuttavia, la prospettiva economica per gli interventi stradali appare radicalmente mutata grazie alla certezza di risorse finanziarie prima soltanto ipotizzate.
“Io credo che la disquisizione sia sempre quella delle strade dove abbiamo tante buche e tanta roba che non funziona e questo è stato il cuore delle varie domande, sulla sicurezza ci siamo trovati d'accordo, la novità è che lì pensavamo dovessero arrivare dei soldi, ora sappiamo che il Comune di Terni ha a disposizione 30 milioni di Euro. E sappiamo che questi 30 milioni di Euro sono a disposizione del Comune per poter rifare strade, quindi le cose sono abbastanza diverse, sono passate due settimane, tre e in queste tre settimane prima ipotizzavamo che dovessero arrivare e ora sappiamo e ci hanno detto che i soldi sono nostri, quindi io penso che spenderemo circa 6 milioni di Euro nell'arco di quest'anno e credo che poi spenderemo invece 15 milioni nel 27 e il residuo nel 28, perché non credo che si possano mettre a lavorare tutte insieme strade per 30 milioni”.

Il quadro politico e giudiziario locale completa la complessa parabola del sindaco di Terni, che ha commentato con sarcasmo i risultati della recente governance poll de Il Sole 24 Ore, considerata un punto di svolta rispetto alle rilevazioni demoscopiche precedenti.
“Mi viene un po' da sorridere, lei ha visto quanti sondaggi sono usciti nell'ultimo periodo? Sembrava che io fossi precipitato all'1%. Ora esce fuori un sondaggio serio e stabilisce le cose come stanno e quindi io sinceramente credo che si dovrebbero vergognare tutti quelli che hanno buttato in pasto alla città una serie di sondaggi che non hanno né capo né coda, questo è un sondaggio serio e dimostra come la gente vede le cose quando le cose sono chiare. Le persone vedono che il lavoro si fa, si porta avanti e basta, quello che si deve fare, io credo che il prossimo anno andrà anche meglio perché adesso, come ho già detto anche l'ultima volta che abbiamo cenato insieme, le cose importanti stanno arrivando tutte in fila”.
La serenità sul fronte del consenso contrasta tuttavia con la durezza dello scontro sul piano legale e mediatico. Stefano Bandecchi ha ricordato l'offensiva giudiziaria a cui è sottoposto. Ma anche l'azione di risposta, coordinata dai propri legali, per fare luce sulle indiscrezioni relative a una presunta ipotesi di corruzione che avrebbe originato l'indagine, respingendo fermamente ogni accusa e attaccando duramente la condotta di alcuni operatori dell'informazione.
“Sinceramente quello che è accaduto negli ultimi giorni non mi è piaciuto, non mi è piaciuto tutto l'impianto, non mi sono piaciuti certi comportamenti. Oggi i miei avvocati sono andati in Procura della Repubblica e hanno chiesto come mai è iniziata questa storia. In Procura non hanno risposto, io penso di avere un'idea, faremo gli accessi agli atti e vedrem. Perché secondo me qualche giornalista ha parlato troppo e ha parlato troppo male e ha insinuato cose che non mi stanno bene. Io avrei corrotto alla fine qualcuno risparmiare 25.000 euro. Sinceramente se mi dovessi spurcare per questo motivo lo farei per milioni di euro, diversi milioni di euro. Non per 25.000 euro”.