30 Aug, 2025 - 14:08

Stefania Proietti incontra la ministra palestinese: "L'Umbria riconosce la Palestina. E' una realtà che non può scomparire"

Stefania Proietti incontra la ministra palestinese: "L'Umbria riconosce la Palestina. E' una realtà che non può scomparire"

Nella sede istituzionale della Regione Umbria, la presidente Stefania Proietti ha incontrato la ministra degli Affari esteri e degli espatriati dello Stato di Palestina, Varsen Aghabekian. Un confronto dal forte valore politico e simbolico, che ha messo al centro il riconoscimento dello Stato palestinese, la difesa della dignità dei popoli e la necessità di costruire percorsi di pace in un Medio Oriente ancora lacerato dal conflitto.

Le parole della ministra palestinese

Varsen Aghabekian ha sottolineato la centralità del sostegno internazionale al popolo palestinese, ringraziando apertamente l’Umbria per le sue posizioni:
“Sono contenta di essere qui, contenta che l’Umbria abbia riconosciuto lo Stato palestinese. Questo aiuta molto il processo di pace. Anche altre regioni devono riconoscere lo Stato di Palestina, così si potrà rafforzare il percorso verso la pace. Non bisogna mai perdere la speranza: la speranza è un obbligo per il popolo palestinese, non è una scelta. Speranza di vivere in pace, con dignità, nella nostra terra”, ha dichiarato la ministra, rimarcando come la battaglia per il riconoscimento non sia soltanto diplomatica ma soprattutto umana.

Proietti: “La Palestina è una realtà che non può scomparire”

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha accolto la delegazione palestinese sottolineando il valore di un gesto politico che va oltre i confini regionali.
“Nella sede istituzionale della Regione Umbria è nostra ospite, con gioia e onore, la ministra degli Esteri dello Stato di Palestina. Abbiamo dichiarato con forza, esponendo la bandiera palestinese, che l’Umbria riconosce la Palestina. Oggi siamo qui ad accogliere la ministra insieme alla futura ambasciatrice presso le Nazioni Unite. Questa è una realtà che non può scomparire, deve essere riconosciuta: c’è la dignità di un intero popolo dietro questo gesto simbolico”, ha affermato Proietti.

La presidente ha voluto ribadire la vocazione di Perugia e dell’Umbria come terra di dialogo e di pace, ricordando il legame con San Francesco e l’impegno delle comunità francescane in Terra Santa:
“Abbiamo parlato di pace, e sottolineo che la rappresentante del governo palestinese parla di pace. Questa è casa sua, come abbiamo dichiarato insieme alla sindaca di Perugia. È casa degli uomini e delle donne costruttori di pace, lo è fin dai tempi di San Francesco. Ringraziamo padre Ibrahim e i francescani in Terra Santa che accompagnano questo percorso”, ha aggiunto.

Proietti ha quindi ricordato le iniziative concrete già avviate sul piano umanitario e accademico: “Abbiamo parlato di accoglienza delle famiglie provenienti da Gaza. L’assessore Barcaioli ha raccontato il protocollo di intesa con i Comuni per rendere strutturale la nostra accoglienza. Desideriamo fare sempre di più. Abbiamo parlato del futuro del popolo palestinese che passa anche attraverso l’iniziativa del magnifico rettore dell’Università di Perugia: portare studenti da Gaza per formarsi, studiare e poi tornare nel loro Paese a costruire la pace”.

Ferdinandi: “La pace nasce dalle comunità”

All’incontro ha preso parte anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che ha sottolineato l’importanza di un approccio dal basso:
“Un incontro prezioso, necessario, importante. Ringrazio la presidente Proietti e il magnifico rettore per essersene fatti promotori. Sono qui per ribadire che la pace non può essere soltanto il risultato di grandi trattati internazionali: deve partire dalle comunità, dai territori, dai gesti concreti di solidarietà. L’accoglienza e la difesa dei diritti umani fondamentali sono il cuore del nostro impegno, sostenuto anche dai protocolli che ci permetteranno di rafforzare il legame con il popolo palestinese. Questa Umbria riconosce lo Stato di Palestina”, ha dichiarato la sindaca.

Un gesto simbolico e politico: la Giornata di digiuno per Gaza

L’incontro istituzionale si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni. Nella giornata di ieri, infatti, Stefania Proietti aveva aderito alla Giornata nazionale di digiuno per Gaza, promossa da migliaia di operatori sanitari italiani. Una scelta che ha assunto un significato politico preciso, richiamando l’attenzione sulla tragedia umanitaria in corso.

Attraverso un post sui social, la presidente aveva scritto: “Questa è un’emergenza umanitaria che richiede anche una risposta concreta dalle istituzioni sanitarie. L’elenco delle denunce è lungo e drammatico: attacchi sistematici ai civili, la fame utilizzata come mezzo di guerra, bombardamenti su ospedali e scuole, bambini feriti e uccisi senza pietà”.

Un atto simbolico che si lega a gesti concreti: dall’accoglienza di bambini e famiglie provenienti da Gaza fino all’esposizione della bandiera palestinese fuori dalla sede della Regione. “Personalmente e come presidente della Regione Umbria non smetterò mai di dire che tutto ciò non può lasciarci indifferenti”, ha ribadito Proietti, richiamando la responsabilità delle istituzioni locali e nazionali.

Il digiuno, ha spiegato la governatrice, è stato anche un modo per esprimere solidarietà verso medici e volontari che continuano a operare in condizioni disperate:Con il digiuno abbiamo voluto sostenere chi, pur tra enormi difficoltà, resta accanto alle persone, curando con le poche risorse disponibili e testimoniando ciò che accade a Gaza. Non ci siamo voltati dall’altra parte e non lo faremo mai”.

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Lorenzo Farneti
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