08 Jul, 2026 - 19:00

Stalking a Città di Castello, perseguita la vicina di 28 anni: scatta il braccialetto elettronico per un 75enne

Stalking a Città di Castello, perseguita la vicina di 28 anni: scatta il braccialetto elettronico per un 75enne

La quotidianità di un piccolo centro può trasformarsi improvvisamente in qualcosa di molto diverso da ciò che appare. Rapporti di vicinato, incontri casuali davanti al portone, saluti scambiati quasi per abitudine: elementi ordinari che fanno parte della vita di ogni giorno e che spesso contribuiscono a creare un senso di sicurezza e familiarità.

In una frazione di Città di Castello, però, quella normalità si sarebbe progressivamente incrinata fino a diventare motivo di paura e preoccupazione per una giovane donna di 28 anni, costretta a rivolgersi alle forze dell’ordine dopo mesi vissuti con crescente disagio.

La vicenda ha portato all’intervento del commissariato di polizia e all’adozione di misure cautelari nei confronti di un uomo di 75 anni residente nella stessa zona. Per lui è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, accompagnato dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Contestualmente sarebbe stato predisposto anche un trasferimento in un altro territorio, con l’uomo che avrebbe lasciato la frazione tifernate per trasferirsi nel comune di Sansepolcro.

Come sarebbe nata l’ossessione nei confronti della vicina

Secondo quanto emerso dalla denuncia presentata dalla giovane e dalle successive attività investigative, la situazione non sarebbe esplosa improvvisamente ma si sarebbe sviluppata nel corso del tempo, attraverso comportamenti sempre più insistenti e invasivi. All’inizio il settantacinquenne sarebbe apparso semplicemente come un vicino di casa come tanti altri, una presenza abituale del quartiere con cui condividere gli spazi della vita quotidiana. Nulla, almeno inizialmente, avrebbe lasciato immaginare gli sviluppi successivi.

Con il passare dei mesi, tuttavia, il rapporto si sarebbe progressivamente trasformato in qualcosa di diverso. Stando alla ricostruzione riportata dal quotidiano La Nazione, l’uomo avrebbe sviluppato una vera e propria ossessione nei confronti della giovane residente della zona.

La ragazza avrebbe iniziato a notare attenzioni sempre più frequenti e una presenza costante nei propri spostamenti quotidiani. Una situazione che, secondo quanto denunciato, sarebbe degenerata fino a sfociare in episodi di pedinamento e comportamenti giudicati particolarmente invasivi e intimidatori.

Le accuse raccolte dagli investigatori parlano infatti di appostamenti e controlli continui delle abitudini della donna durante la giornata, fino ad arrivare a episodi ancora più gravi che avrebbero contribuito ad alimentare nella vittima un crescente stato di ansia e preoccupazione. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa locale, l’uomo avrebbe anche posto in essere comportamenti osceni in occasione delle uscite della giovane dalla propria abitazione. Una situazione che avrebbe progressivamente compromesso la serenità della ventottenne, inducendola a chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

L’intervento della polizia e le misure cautelari adottate

Di fronte al peggioramento della situazione, la donna ha deciso di rivolgersi al commissariato di polizia per formalizzare una denuncia e raccontare quanto stava accadendo. Da quel momento sono partiti gli accertamenti investigativi finalizzati a verificare la fondatezza delle accuse e a ricostruire nel dettaglio i comportamenti contestati all’uomo. L’obiettivo degli investigatori è stato soprattutto quello di garantire l’incolumità e la tranquillità della giovane, interrompendo qualsiasi possibile contatto con il presunto autore delle condotte persecutorie.

Nel corso degli approfondimenti, un ruolo importante sarebbe stato svolto anche dalla difesa del settantacinquenne. Il legale dell’uomo avrebbe infatti consigliato al proprio assistito di interrompere definitivamente ogni rapporto con i luoghi abitualmente frequentati dalla donna, suggerendo un allontanamento stabile dall’area interessata dalla vicenda. La scelta avrebbe contribuito a definire il quadro delle misure adottate dall’autorità giudiziaria.

Per il pensionato sono così scattati il divieto di avvicinamento alla ventottenne, l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico e il trasferimento in un altro comune, individuato in Sansepolcro. Si tratta di strumenti sempre più frequentemente utilizzati nei casi di presunti atti persecutori, con l’obiettivo di prevenire eventuali ulteriori episodi e garantire una distanza costante tra la persona offesa e il soggetto sottoposto alle restrizioni. Il braccialetto elettronico, in particolare, consente il monitoraggio del rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria e permette interventi rapidi in caso di eventuali violazioni.

La priorità resta quella di impedire qualsiasi nuovo contatto e assicurare condizioni di sicurezza alla persona che ha denunciato i fatti. La vicenda riporta inoltre l’attenzione sull’importanza della tempestività delle segnalazioni nei casi di presunti comportamenti persecutori. Rivolgersi alle forze dell’ordine ai primi segnali di disagio può infatti consentire l’attivazione di strumenti di tutela e protezione previsti dall’ordinamento.

In questo caso l’intervento delle autorità ha portato all’adozione di misure immediate e all’allontanamento del settantacinquenne dai luoghi abitualmente frequentati dalla giovane, nel tentativo di riportare serenità in una comunità rimasta profondamente colpita dalla vicenda.

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Lorenzo Farneti
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