25 Mar, 2026 - 19:00

Stadio-Clinica: Terni si spacca, pioggia di reazioni sulla sentenza del TAR

Stadio-Clinica: Terni si spacca, pioggia di reazioni sulla sentenza del TAR

La bocciatura della determina comunale sul progetto stadio-clinica non chiude il confronto politico, lo esaspera. La sentenza con cui il Tar dell’Umbria ha annullato l’atto con cui il Comune aveva trasformato la conferenza di servizi del 2022 in titolo abilitativo anche per la clinica privata diventa terreno di scontro trasversale. C’è chi invoca un tavolo tra tutte le forze politiche per salvare lo stadio e garantire un percorso condiviso sul nuovo impianto e sui servizi sanitari, chi punta il dito contro la Regione e la presidente Stefania Proietti accusandole di avere difeso un impianto “peruginocentrico”, e chi imputa al sindaco Stefano Bandecchi la responsabilità di un iter forzato e giuridicamente fragile su un progetto che lui stesso aveva cavalcato come bandiera. Da Forza Italia ad Avs, dagli ex amministratori regionali e comunali ai rappresentanti di Provincia e centrodestra civico, le reazioni disegnano uno scenario frammentato in cui Terni rischia di pagare in solitudine gli errori di metodo. E ora la politica è chiamata a fare i conti con un verdetto che spacca gli schieramenti e rimette in discussione l’intera operazione.

“Un brindisi contro la crescita”: da Forza Italia accuse alla Regione

Il primo a rompere gli indugi è Francesco Maria Ferranti, vice presidente della Provincia di Terni e consigliere di Forza Italia. La sua reazione è durissima e punta dritto contro la maggioranza regionale: “Reputo l’esultanza delle sinistre che governano l’Umbria, per la bocciatura da parte del Tar del progetto stadio clinica, un atto gravissimo, lo definirei un brindisi contro gli interessi di crescita e sviluppo del capoluogo Terni”. Per l’esponente azzurro, in un contesto politico normale, “le amministrazioni dovrebbero lavorare congiuntamente a superare le eventuali criticità di una progettualità, per favorire la crescita di un territorio e creare posti di lavoro”.

Ferranti annuncia già la prossima mossa in Consiglio comunale: lunedì 30 marzo presenterà un documento per chiedere “un doveroso appello al Consiglio di Stato” e ribadire “la volontà della città a veder partire questa progettualità”. E lancia un messaggio provocatorio al centrosinistra locale: “Sarò curioso di vedere se il centro sinistra a Palazzo Spada, dopo il voto contrario all’accordo di programma tra Comune e Regione per velocizzare la realizzazione del nuovo ospedale, sarà contrario anche alla realizzazione della principale operazione economica ad oggi progettata per Terni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca Antonio De Angelis, segretario comunale di Forza Italia, che con il piglio del giurista evita di commentare nel merito la sentenza “senza conoscere tutti gli atti di causa”, ma non risparmia critiche alla Giunta regionale di centrosinistra guidata da Stefania Proietti, contestando “modi e tempi di proposizione del ricorso al Tar”. Per De Angelis“il progetto stadio-clinica, indipendentemente da chi sia il soggetto proponente, costituisce una importante occasione di crescita e sviluppo per la città di Terni”. Anche per lui la ricetta è un tavolo tecnico tra Regione e Comune per superare le criticità emerse in sentenza.

“Castello di carte” crolla: Sinistra Italiana attacca Bandecchi

All’opposto, la Segreteria provinciale di Sinistra Italiana di Terni non usa mezzi termini nel titolo del proprio comunicato: “Il Tar smonta il castello di carte del Comune di Terni e ristabilisce la verità degli atti amministrativi: la clinica era bocciata sin dal 2022”. Per i dirigenti del partito, la sentenza arriva a distanza di “tre anni e mezzo” da quando “la Conferenza di Servizi indetta dalla Regione dell’Umbria aveva negato l’approvazione della parte del progetto Stadio-clinica riguardante la clinica”. Una bocciatura, ricordano, “ampiamente motivata dal punto di vista amministrativo dalla Direzione Salute e Welfare della Regione dell’Umbria, allora governata dalla Giunta Tesei”.

L’affondo più pesante è per il sindaco Bandecchi“Ciò nonostante, l’allora Presidente della Ternana, poi assurto alla carica di Sindaco, ha pervicacemente ignorato quella conclusione e, certamente sotto consiglio imprudentemente seguito, ha costruito un castello di carte fatto di interpretazioni bislacche, di forzature procedurali, di intrecci societari per insistere nel considerare ancora fattibile quella proposta”. Il castello, secondo Sinistra Italiana“è però miseramente crollato al primo vaglio tecnico operato dall’organo di giustizia amministrativa di primo grado”.

I dirigenti di sinistra rivendicano con forza la posizione assunta dalla Regione, che nell’ottobre scorso aveva eccepito “più profili di illegittimità” nella determina comunale, “non perché è nemica di Terni, ma perché altrimenti si sarebbe resa corresponsabile di atti non conformi alle norme sanitarie, che sono di sua competenza”. E tornano a sollevare il nodo della presunta incompatibilità del primo cittadino, “tutt’ora irrisolta”, con la carica di Presidente del Cda della società che possiede il terreno su cui la clinica deve essere costruita.

Per Sinistra Italiana, il progetto non è altro che “un grande centro commerciale di 5800 metri quadri con annesso stadio di calcio, ridimensionato rispetto all’attuale, con nuova copertura, pagato in buona parte dal fondo sanitario regionale, cioè dalla sanità pubblica, attraverso una clinica privata convenzionata”. La richiesta finale è netta: “Tutte le risorse del fondo sanitario pubblico siano destinate alla sanità territoriale, alla lotta alle liste di attesa e alla realizzazione del nuovo Ospedale”, mentre per lo stadio si cerchi “una soluzione di ristrutturazione per salvare e migliorare il ‘Liberati’”.

L’ex sindaco Latini: “Irresponsabile seppellire il progetto sotto la sentenza”

A provare a ricucire lo strappo è Leonardo Latini, ex sindaco di Terni e oggi esponente di Fratelli d’Italia. La sua reazione ha il peso di chi ha governato la città e ha seguito da vicino la genesi dell’operazione: “Non posso nascondere l’amarezza nel leggere una sentenza che, purtroppo, sembrava nell’aria”Latini ricorda il suo impegno di allora: “La mia amministrazione e gli uffici tecnici si sono spesi costantemente per accompagnare questo progetto fondamentale per lo sviluppo di Terni”.

Ma l’ex primo cittadino non si arrende all’esito giudiziario e lancia un appello che suona come un monito: “Le sentenze si rispettano, ma è da irresponsabili pensare che i nostri sforzi, i bisogni vitali di una città, possano essere vanificati da un atto giudiziario, se vi sono alternative legittime”Latini lamenta la mancata “strada del buon senso e della responsabilità politica”“È stata scelta la via dello scontro, accantonata la via del dialogo, oggi a perdere è l’intera comunità ternana”. La sua ricetta è un tavolo tra Regione e Comune, abbandonando “logiche di campanile e preclusioni ideologiche”“La strada tecnica c’è. Percorretela, per il bene di Terni”.

“Basta con lo scaricabarile”: Orsini e la politica che deve riprendersi il ruolo

Un appello che riecheggia in termini simili in quello che lancia Valdimiro Orsini, consigliere comunale della Lista Masselli Sindaco. Per Orsini, la sentenza “non può e non deve essere l’ennesima pietra tombale sulle speranze di rilancio della nostra città”. Davanti al bivio tecnico-giuridico, “la politica ha il dovere di riprendersi il suo ruolo guida: basta con lo scaricabarile e con le battaglie di carte bollate”. I cittadini, ammonisce, “non sono spettatori di un contenzioso amministrativo, ma beneficiari di diritti fondamentali — salute e sviluppo — che oggi rischiano di restare ostaggio della burocrazia”.

Orsini chiede un tavolo tecnico-politico immediato tra Comune e Regione con “un unico mandato: trovare la soluzione, non l’ostacolo”. E indica tre risultati “non negoziabili”: il nuovo ospedale, la clinica privata d’eccellenza come “volano di sviluppo che integra, potenzia e completa i servizi pubblici”, e il nuovo stadio“Le sentenze si rispettano, ma le necessità di un territorio si governano”, incalza. “Se la strada finora percorsa ha trovato un intoppo giuridico, è compito di chi guida Comune e Regione trovarne una alternativa, solida e inattaccabile. Non accetteremo che la burocrazia diventi l’alibi per l’immobilismo”.

Paparelli: “Sette anni dietro alla fuffa, nessuno ha voluto ascoltare”

La voce più critica sul merito della vicenda arriva da Fabio Paparelli, ex assessore regionale uscito di recente dal Partito Democratico. Con il senno di poi, Paparelli rivendica un’opposizione di lunga data: “È dal 2019, quindi almeno sette anni fa, che ho detto e scritto in tutte le sedi che il progetto stadio-clinica per come era stato formulato presentava questioni di legalità”. Il Tar, sottolinea, “lo certifica dopo sette anni, ma nessuno ha voluto ascoltare ragioni di carattere giuridico che nulla avevano di politico”.

Il suo giudizio è spietato: “La città di Terni ha perso sette anni dietro alla fuffa, mentre ha grandi problemi dal punto di vista economico e sociale del tutto inaffrontati”Paparelli mette in guardia su un punto che ritiene centrale: “È legittimo voler costruire una clinica privata come qualsiasi altra impresa, ma si debbano tirare fuori i soldi di tasca propria e non pensare di poter remunerare un investimento privato con fondi pubblici. Questo è l’errore di fondo”. E lancia una stoccata all’opposizione regionale: “È paradossale che alcuni consiglieri regionali di minoranza a partire dall’ex assessore Melasecche non si siano mai resi conto che la loro/sua stessa giunta e i suoi stessi dirigenti avessero certificato l’impossibilità di realizzare il progetto, come proposto”.

Batini (AP): “La sinistra festeggia contro la propria gente”

Se da un lato c’è chi invoca il confronto, dall’altro lo scontro appare destinato ad aggravarsi. Il Patto Avanti Umbria, la coalizione di sinistra nata per sostenere la candidatura della presidente Proietti, viene attaccato frontalmente da Claudio Batini (AP), presidente della terza commissione consiliare del Comune di Terni. “Vedere dei rappresentanti ternani che esultano perché la propria città riceve un ‘No’ è la manifestazione più chiara di cosa rappresentano per loro i cittadini. Praticamente nulla”.

Il comunicato rovescia l’accusa: “Non è una vittoria della legge, è la vittoria del pregiudizio politico contro lo sviluppo di un territorio. Mentre a Perugia si contano le cliniche, qui la sinistra festeggia le porte chiuse in faccia ai ternani. Avete gettato la maschera, il vostro unico obiettivo è tenere Terni al palo, genuflessi al potere perugino. Complimenti! Avete festeggiato contro la vostra gente”.

Ravasio (Umbria Civica): “La città è stanca, servono fatti non slogan”

A intervenire è anche Marco Ravasio, segretario comunale di Umbria Civica, che prova a spostare l’attenzione sulle conseguenze pratiche per i ternani. Secondo Ravasio, la sentenza non deve diventare l’ennesimo alibi per una politica che, da anni, “si perde in ricorsi e contro-ricorsi mentre la città aspetta risposte concrete”. Per il rappresentante civico, “non si può continuare a litigare sulle carte mentre Terni perde posti di lavoro e opportunità”. La sua richiesta è chiara: “Se il progetto così com’era è stato bocciato, si trovi subito una soluzione alternativa. I cittadini sono stracolmi di slogan, vogliono fatti. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, senza se e senza ma”.

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Federico Zacaglioni
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