28 Mar, 2026 - 18:00

Stadio-Clinica Terni, la Lega attacca: “La sinistra ha penalizzato il territorio ternano”

Stadio-Clinica Terni, la Lega attacca: “La sinistra ha penalizzato il territorio ternano”

Il caso Stadio-Clinica continua a scuotere non solo il futuro della Ternana, ma anche gli equilibri politici di Terni. Dopo la sentenza del Tar dell’Umbria che ha annullato la determina legata al progetto, si è aperto un vero e proprio fronte di scontro istituzionale e territoriale. Al centro della polemica, questa volta, le dichiarazioni del segretario comunale della Lega di Terni, Devid Maggiora, che ha puntato il dito contro la sinistra locale accusandola di aver sacrificato gli interessi della città.

Maggiora all’attacco: “Sinistra ternana piegata agli interessi di Perugia”

L’affondo del rappresentante della Lega è diretto e senza sfumature. Nel suo intervento, Devid Maggiora delinea un quadro politico fortemente critico nei confronti della sinistra locale, accusata di non aver tutelato gli interessi del territorio ternano.

“La vicenda dello stadio-clinica conferma in modo evidente una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: la sinistra ternana non difende la città, ma risponde supinamente agli interessi di una Regione sempre più sbilanciata su Perugia e lontana dalle esigenze del territorio ternano”.

Parole che fotografano una frattura non solo politica ma anche territoriale, con Perugia indicata come polo privilegiato rispetto a Terni. Il tema della centralità regionale torna così al centro del dibattito, alimentando una contrapposizione storica tra le due principali città umbre.

Maggiora insiste poi sulla reazione politica seguita alla sentenza del Tar, sottolineando quella che definisce una vera e propria “subalternità”:
“La decisione del TAR dell’Umbria, arrivata dopo il ricorso della stessa Regione, è stata accolta con un atteggiamento di soddisfazione da parte del campo largo locale, che dimostra chiaramente questa subalternità politica”.

Secondo il segretario della Lega, la bocciatura del progetto rappresenta una occasione persa sotto molteplici punti di vista, non solo sportivi ma anche economici e sociali.

Il progetto e le accuse: “Occasione persa per lavoro e sviluppo”

Nel suo intervento, Maggiora entra nel merito dell’importanza strategica dello Stadio-Clinica, evidenziando le ricadute che avrebbe potuto avere per la città. Un progetto che, nelle sue parole, rappresentava una leva fondamentale per il rilancio del territorio.

“Siamo di fronte a un progetto che avrebbe portato lavoro, riqualificazione urbana e infrastrutturale, sviluppo economico, occasioni di crescita e un importante potenziamento dei servizi sanitari. Eppure, invece di difendere questa opportunità, la sinistra locale ha scelto di allinearsi, senza battere ciglio, a una linea politica che penalizza Terni e rafforza ulteriormente la centralità di Perugia, dove si concentra tutta l’offerta sanitaria privata regionale e la maggior parte degli investimenti”.

Un passaggio che sottolinea come la questione non riguardi soltanto il calcio o la Ternana, ma investa l’intero sistema economico e sanitario regionale. Il riferimento alla concentrazione degli investimenti su Perugia riaccende un dibattito che va avanti da anni e che ora trova nuova linfa proprio nella vicenda dello stadio-clinica.

Maggiora prosegue poi con un affondo sulla classe dirigente locale:
“Chi rappresenta Terni dovrebbe tutelarne gli interessi, non essere il terminale passivo di decisioni prese altrove”.

E rincara ulteriormente la dose, criticando la presunta mancanza di autonomia politica:
“Invece assistiamo a una classe dirigente che si adegua alle scelte imposte dai vertici regionali, seguendo la linea dei due assessori ternani della Giunta Proietti, rinunciando di fatto a qualsiasi autonomia politica e arrivando persino a esultare dopo lo stop del TAR a un investimento strategico per la città”.

Il messaggio finale è un atto d’accusa complessivo, che chiama in causa responsabilità politiche e scelte strategiche:
“Ancora una volta, gli interessi dei ternani vengono messi in secondo piano rispetto a equilibri politici che nulla hanno a che fare con il bene del territorio. E ancora una volta chi avrebbe dovuto difendere la città ha preferito scegliere la strada della subalternità e del silenzio, anteponendo logiche di partito al futuro di Terni”.

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Lorenzo Farneti
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