Il destino dello stadio Libero Liberati e il progetto della clinica privata a Terni non sono più soltanto una questione sportiva, sanitaria o urbanistica, ma una trincea legale e politica incandescente. A sparigliare le carte sul tavolo del tira e molla tra Comune di Terni e Regione Umbria è l'ultimo atto formale dei soci di Stadium S.p.A., rappresentati dalla curatela fallimentare, che hanno approvato il bilancio d'esercizio confermando la continuità aziendale. Una decisione arrivata ieri in assemblea degli azionisti che ha l'effetto di blindare l'autonomia della società di scopo e che spegne sul nascere le proteste di coloro che ne vorrebbero la liquidazione coatta, che parlano di società fantasma e che vorrebbero il ritorno della gestione dello stadio al Comune. La polemica, però, innesca la durissima reazione del sindaco Stefano Bandecchi contro la Regione Umbria e il Movimento 5 Stelle, che dopo le interrogazioni parlamentari ha scelto la strada di dare battaglia sui social.

L'approvazione del bilancio chiuso al 30 giugno 2026 rappresenta un passaggio tecnico fondamentale, che è arrivato con il pieno consenso degli azionisti al termine dell'assemblea di ieri. Azionisti particolari, perché si tratta dei curatori fallimentari della Ternana Calcio, il dottor Francesco Angeli e l'avvocato Renato Ferrara. Questo voto mette un punto fermo: la continuità aziendale di Stadium S.p.A. è il presupposto sulla base del quale viene dato il via libera a un bilancio che chiude un anno terribile.
Sul piano puramente giuridico, si tratta di una netta riaffermazione del fatto che la società sia in grado di proseguire l’attività per un prevedibile arco temporale, di norma almeno 12 mesi dalla data di bilancio. Inoltre, garantisce alla curatela fallimentare di preservare un asset che - una volta ricevuto il nulla osta sanitario regionale al permesso di costruire sulla base di quanto disposto dal TAR e comunicato dalla stessa direzione Salute e Welfare della Regione - potrà essere messo sul mercato generando dalla vendita della partecipazione moneta fallimentare da distribuire ai creditori, ristabilendo la normale dinamica tra controllata e controllante. Infine, l'approvazione del bilancio da parte degli azionisti riconferma anche l'indipendenza della società rispetto alla procedura di liquidazione giudiziale che ha colpito la controllante.
Insomma, come chiarito nella corrispondenza con Palazzo Donini dall'avvocato Marco Poli, legale che assiste la società nel contenzioso contro la Regione Umbria, ci si trova di fronte a un soggetto giuridico distinto, con una propria e definita personalità. Il pacchetto azionario del 100% detenuto dalla vecchia Ternana non è un guscio vuoto, bensì un asset patrimoniale strategico destinato alla tutela e al soddisfacimento dei creditori. Proprio l'avvocato Marco Poli non ha risparmiato critiche severe verso le ingerenze esterne, evidenziando come i creditori rischino di essere danneggiati da pressioni estranee al merito amministrativo, generate da dinamiche riconducibili a “malcelate conflittualità tra Enti ed Uffici”. Materie che nei prossimi giorni potrebbero essere al centro di ulteriori diffide.

La blindatura di Stadium S.p.A. arriva in un momento di massima tensione politica e suona come una risposta implicita ma perentoria al tentativo di mettere in discussione la continuità della società che ha lo scopo di costruire il nuovo stadio Liberati.
Sul fronte tecnico, la Direzione Salute e Welfare della Regione Umbria aveva scritto direttamente ai curatori per chiedere chiarimenti sul destino della società. Sul fronte politico, il segretario comunale del M5S, Daniele Pica, si era recato dal Prefetto di Terni, Antonietta Orlando, sollecitando la liquidazione della società, definita ormai “una società di scopo senza scopo”, con l'obiettivo di far ritornare lo stadio sotto il controllo del Comune di Terni.
A rincarare la dose si è aggiunto il presidente della Commissione sanità della Regione Umbria, Luca Simonetti (sempre in quota M5S), che ha commentato duramente le ultime vicende parlando di “minacce di improbabili esposti e a richieste di risarcimento bislacche, (...) segno che qualcuno è alla disperazione. Un po' come le foto delle ruspe allo stadio e altri 300 mila annunci disattesi. A me, però, vedere la città così debole, senza interlocuzioni affidabili forben del bene comune, mentre perde treni su treni per questa contrapposizione, ha anche stancato. Testa bassa per Terni e le sue vere priorità”. Lo scontro istituzionale si è esteso anche a livello nazionale con l'intervento della deputata pentastellata Emma Pavanelli, autrice di ben tre interrogazioni parlamentari mirate a bloccare l'operazione di fusione societaria.
La replica del primo cittadino di Terni non si è fatta attendere ed è arrivata con la consueta irruenza mediatica. Stefano Bandecchi, indossando la maglia con i colori sociali della Ternana in un videomessaggio su Instagram, ha risposto punto su punto all'onorevole Emma Pavanelli e agli attacchi dei pentastellati, ironizzando sulle accuse ricevute: “Prima di tutto, mi sono messo la maglia, già quella giusta, e quindi c'è poco da stare a ragionare” - ha attaccato, ironizzando sul nervosismo politico dei suoi avversari - “Mentre aspettiamo tutte le interpellanze parlamentari e tutta la sinistra affannata a parlare di conflitto di interesse. Il conflitto di interesse di questo uomo che farà dell'Italia stracci...”.
Ma il vero affondo riguarda l'iter burocratico dello stadio-clinica gestito da Palazzo Donini. Stefano Bandecchi ha annunciato battaglia proprio per il mese di luglio, intenzionato a scardinare l'immobilismo della Regione Umbria: “Comunque vabbè, nel frattempo domani una riunione per parlare di stadio clinica, per tentare di buttare due bombe, parlo di dialettica, in Regione, proprio nel mese di luglio, quando il caldo li attanaglia, mentre loro sono lì a pensare di aver vinto una partita persa".
Parallelamente allo scontro politico sulla clinica, si muove rapidamente anche il dossier prettamente sportivo. L'Avv. Fabio Giotti e il commercialista Fabio Moscatelli hanno depositato ufficialmente il progetto di fusione per la Nuova Ternana 1925 all'interno del portale telematico della Federcalcio. Trattandosi di un'operazione in cui l'ente incorporante è la Ternana Futsal, la complessa macchina burocratica segue un iter specifico che oinvolge inizialmente la Divisione Calcio a 5 della Lega Nazionale Dilettanti (LND), per poi passare al vaglio del Comitato Regionale Umbro (CRU Umbria) e approdare definitivamente sul tavolo di Giovanni Malagò.
Il vademecum della Divisione chiarisce che la struttura tecnica funge da primo filtro istruttorio attraverso l'Anagrafe Federale. Tuttavia, i regolamenti della FIGC parlano chiaro: la Divisione non ha il potere di approvare autonomamente la fusione. L'approvazione definitiva e la delibera finale spettano esclusivamente al Presidente Federale, dopo aver preso atto dei vari pareri territoriali. Saranno necessari ancora alcuni giorni di attesa, legati anche alle decisioni del Consiglio federale di domani sulle esclusioni dai campionati, prima che il dossier completo arrivi sulla scrivania del presidente della FIGC Giovanni Malagò per la firma decisiva che potrebbe sancire ufficialmente la nascita del nuovo club.