Al di là delle ultime uscite nelle quali si mostrava una coalizione compatta e pronta ai prossimi appuntamenti elettorali, il verdetto dei giudici amministrativi dell'Umbria su Stadio Clinica ha plasticamente delineato l'immagine di un centrodestra ternano diviso su tre fronti. Da un lato Fratelli d’Italia utilizza la sentenza del Tar sul progetto stadio–clinica per attaccare il sindaco Stefano Bandecchi, accusato di aver gestito l’operazione con “forzature procedurali” e per menare fendenti contro la presidente della Regione Proietti. Dall’altro, la Lega trasforma la stessa pronuncia in un atto d’accusa contro la giunta regionale e la squadra di governo del centrosinistra. Infine, Forza Italia, che nel giorno del giudizio più atteso da Terni, al momento non ha rilasciato alcun commento.
Sullo sfondo resta la scadenza dei certificati di staticità dello stadio Liberati, fissata per giugno 2026, con il rischio concreto che l’immobilismo possa compromettere la sede di gioco della Ternana Calcio.

Per Fratelli d’Italia, il dispositivo del Tar rappresenta la “certificazione giuridica” di un fallimento politico e amministrativo. In una nota congiunta, il coordinatore provinciale Alberto Rini e quello comunale Maurizio Cecconelli hanno puntato il dito contro il primo cittadino.
“Un’operazione complessa come questa, che prevede la realizzazione dei due interventi strategici, tra cui opere di urbanizzazione rilevanti, non può reggersi su forzature interpretative, scorciatoie procedimentali o letture parziali degli atti” , hanno dichiarato i due esponenti di Fdi. “Servivano rigore amministrativo, coordinamento istituzionale e chiarezza nei rapporti tra Comune e Regione. Tutto ciò è mancato e oggi ne vediamo le conseguenze” .
Secondo i meloniani, l’operato del sindaco Bandecchi è stato “non adeguato alla complessità del progetto” , innescando uno scontro istituzionale che la giunta di sinistra “non vedeva l’ora di instaurare” . Ma la critica si estende anche all’esecutivo regionale: “Ciò premesso non possiamo esimerci dal rilevare le responsabilità della Regione Umbria. Una Regione che ha scelto di intervenire con un ricorso all’ultimo giorno utile, quando invece una vicenda così delicata avrebbe richiesto un confronto tecnico preventivo, serio e risolutivo tra gli uffici. Si è preferita la via del contenzioso a quella della collaborazione istituzionale per mere questioni tra il Sindaco Bandecchi e la Presidente Proietti, con il risultato di bloccare un progetto strategico per la città” .
I coordinatori di Fdi hanno inoltre evidenziato il nodo dei certificati di staticità del Liberati: “In assenza di risorse finanziarie certe e immediatamente attivabili, si rischia seriamente di compromettere la stessa sede di gioco della nostra squadra, con conseguenze gravi per la città e per l’intero movimento sportivo ternano” .
Opposta la lettura di Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Regione Umbria, che ha trasformato la sentenza in un atto d’accusa contro la giunta di centrosinistra guidata da Stefania Proietti.
“La decisione del TAR dell’Umbria, che ha accolto il ricorso presentato dalla stessa Regione, certifica una verità politica inequivocabile: con le sue azioni la sinistra al governo regionale ha bloccato il progetto stadio-clinica e, con esso, una concreta opportunità di rilancio per Terni” , ha dichiarato Melasecche. “Si tratta di una scelta precisa e deliberata della Giunta a guida Proietti che ha impugnato un atto che consentiva di andare avanti con un investimento strategico, dimostrando ancora una volta di essere ostile allo sviluppo, agli investimenti e al futuro del territorio ternano” .
Il capogruppo leghista ha poi ricordato i numeri relativi alle prestazioni convenzionate: “La Regione eroga 34 milioni l’anno per le prestazioni convenzionate alle cliniche private per cui è facile dedurre che oltre 160 milioni nell’ultimo ventennio di competenza del territorio ternano è andato all’Umbria del centro nord. Non solo, avrebbe ben contribuito alla realizzazione dell’opera pubblica stadio di grande prestigio per l’intera Umbria” .
“La verità è semplice” , ha concluso Melasecche. “La sinistra ha deciso di fermare Terni, ha scelto di dire no allo sviluppo, no ai posti di lavoro, no a un’opportunità concreta per i cittadini. Una scelta gravissima che avrà conseguenze dirette sul futuro del territorio e probabilmente sulle prospettive della Ternana Calcio. Ancora più inaccettabile è il silenzio e la complicità degli assessori ternani che hanno votato in giunta per far prevalere una interpretazione giuridica politicamente devastante, ma anche dei tre consiglieri ternani che invece di difendere gli interessi della propria città hanno supportato una decisione che la penalizza pesantemente” .