20 Aug, 2025 - 21:48

Spoleto, il Teatro Lirico Sperimentale apre la stagione con Gino Negri

Spoleto, il Teatro Lirico Sperimentale apre la stagione con Gino Negri

La 79ª stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto si apre con un evento inconsueto: un trittico di opere del compositore milanese Gino Negri. La programmazione prevede tre atti unici – Giorno di nozze, Vieni qui Carla e Il tè delle tre – che fanno parte del repertorio sperimentale e sono stati definiti "eleganti e originali". Le opere, ambientate nella Milano di fine anni ’50 e permeate di "comicità amara, black humor e tragicomico", saranno rappresentate al Teatro Caio Melisso venerdì 29 e sabato 30 agosto alle 20.30, e domenica 31 alle 17.00 (con anteprima giovedì 28 alle 20.30).

Il trittico di Gino Negri inaugura la stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

La rassegna propone un trittico inusuale sia per la rarità dei testi sia per la cifra stilistica del compositore. Le singole opere – tutte scritte da Negri che ne curò anche i libretti – sono accomunate da un’irresistibile verve teatrale. In sintesi:

  • Giorno di nozze (1959) – Un monologo scenico con protagonista unica, Marina, intorno alle cui riflessioni quotidiane si dipana una commedia amara. Contiene la celebre “Canzone del coccodrillo”: in questa parte registrata la voce è prestata da Stefano Belisari (Elio).
  • Vieni qui Carla (1956) – Dramma borghese a due personaggi (Carla e Leo) tratto da Gli indifferenti di Moravia, pervaso da un umorismo nero e surreale.
  • Il tè delle tre (1958) – Farsa musicale tragicomica, composta di brani cantati in varie lingue e situazioni assurde, che dipinge un quadro grottesco della società anni ’50.

Giorno di nozze, Vieni qui Carla e Il tè delle tre: gli atti unici in scena a fine agosto

Il trittico offre una panoramica degli anni Cinquanta milanesi vista attraverso l’originalità di Negri: atti unici di rara rappresentazione che mischiano assurdo e quotidiano. Un’occasione unica per il pubblico di Spoleto, che potrà riscoprire opere spesso escluse dalle grandi programmazioni, ma di altissimo valore artistico.

Marco Angius torna a dirigere lo Sperimentale con i solisti vincitori dei concorsi

La parte musicale è diretta da Marco Angius, che ritorna al Lirico Sperimentale dopo esperienze passate. Angius, noto per la profonda conoscenza del repertorio, guida un ensemble di giovani talenti formatisi presso il Teatro spoletino. I cast sono interamente composti dai solisti vincitori dei tradizionali concorsi del Teatro, affiancati da un’ospite d’eccezione: il cantante Stefano “Elio” Belisari, che partecipa al progetto prestando la propria voce alla scena della Canzone del coccodrillo in Giorno di nozze.

Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento

La regia, le scene e i costumi sono affidati a Pier Luigi Pizzi: grande maestro del teatro italiano, Pizzi firma un allestimento elegante e suggestivo, al suo esordio con lo Sperimentale. Tutto l’allestimento è un lavoro originale del Teatro Lirico Sperimentale, con luci di Eva Bruno e supporto tecnico interno.

Gino Negri, il compositore eclettico che unì musica colta e ironia grottesca

Gino Negri (Perledo 1919 – Montevecchia 1991) fu un compositore eclettico attivo nel secondo dopoguerra. Diplomato in composizione al Conservatorio di Milano, era un “intellettuale aperto a innumerevoli interessi”. Dopo il 1945 si fece conoscere nel panorama musicale milanese sia come autore di musica per teatro – collaborò a lungo con il Piccolo Teatrodi Giorgio Strehler e Paolo Grassi – sia come compositore di balletti, commedie musicali, colonne sonore cinematografiche e musica da scena. Fu anche critico musicale e conduttore radio-televisivo, traducendo e adattando numerosi libretti classici (da Weill a Strauss).

Negri partecipò perfino al Festival di Sanremo 1961 e contribuì al repertorio delle “canzoni della mala”, a dimostrazione della sua curiosità per generi diversi. Lo stile di Negri è stato definito «davvero singolare»: poliedrico e coerente, ammiratore del grottesco ma con una scrittura rigorosa e a tratti implacabile. Le opere presentate a Spoleto riflettono appieno questo carattere innovativo: scritte su piccole formazioni strumentali con voce, seguono spesso percorsi dodecafonici o cabarettistici e mescolano dialoghi parlati a canto e recitazione.

In esse la vena surreale emerge chiaramente, come nel Tè delle tre dove canzoni in più lingue invitano gli interpreti a giocare con stili diversi. La rassegna spoletina offre quindi una rara occasione per riscoprire un compositore che seppe distinguersi per originalità, inserendosi nel fervore creativo degli anni Cinquanta in cui ogni musicista seguiva strade nuove.

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Francesca Secci
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