Attimi di paura in un istituto scolastico di Spoleto, dove uno studente è entrato in aula durante una lezione con il volto coperto da una maschera (di Carnevale) e una pistola in mano (rivelatisi giocattolo). Nonostante fosse uno scherzo, sono dovuti intervenire i Carabinieri.
Nonostante fosse uno "scherzo" di Carnevale, c'è stato un giovane che entrato in classe con una pistola giocattolo. L'episodio si è verificato nella mattinata di ieri (4 febbraio) in un istituto scolastico di Spoleto, spaventando la docente che terrorizzata, ha messo in fuga il giovane. L’allarme lanciato dalla dirigenza scolastica ha fatto giungere sul posto i Carabinieri.
Da una prima ricostruzione dei fatti a piombare in aula, armato di pistola giocattolo, sarebbe stato un ragazzo del quinto anno che avrebbe pensato di mettere in scena uno “scherzo” legato al periodo di Carnevale, dato che l’arma pare fosse in realtà un giocattolo. Lo scherzo, però, era senza dubbio di cattivo gusto.
Dopo l’episodio di Spoleto si è riunito il comitato provinciale di Perugia per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alle scuole e convocato dal prefetto Francesco Zito d’intesa col direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia.
"Nell’incontro - si legge in una nota della Prefettura di Perugia - sono state definite le azioni ritenute più opportune per prevenire, in maniera coordinata ed efficace, il compimento di atti di violenza tra giovani, il porto di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché per contrastare fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti. Si punta sul rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il pronto coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile".
"Queste attenzioni - ha ricordato il prefetto Zito - rappresentano e devono continuare a costituire un elemento dirimente e non eludibile. La prevenzione resta la parola chiave, il valore e lo strumento su cui fare leva nell’immediato, affinché la scuola possa continuare a essere il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza".