Un giovane spoletino fu aggredito da tre ventunenni italiani, di origine marocchina pakistana e furono arrestati nel giugno 2024, in quella che fu ritenuta una vera e propria spedizione punitiva. A distanza di quasi 18 mesi si sono chiuse le indagini: è stato contestato ai 3 responsabilii dell'aggressione il reato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.
La spedizione punitiva risaliva al 2024. Lo riporta in anteprima Umbria24.it. L'accusa che la Procura di Spoleto ha rivolto ai tre 21enni è di tentato omicidio in concorso aggravato dalla premeditazione.
La Polizia di Spoleto arrestò i tre ventunenni italiani, di origine marocchina pakistana, per la spedizione punitiva, avvenuta il 28 aprile, ai giardini della scuola Pianciani ai danni di un coetaneo, che venne, poi, abbandonato davanti al Pronto soccorso di Spoleto.
Sui fatti di Spoleto, la Procura di Spoleto e i giudici del Riesame di Perugia hanno avuto visioni distanti, dato che i secondi avevano rimesso in libertà due degli indagati, riqualificando il reato di tentato omicidio in lesioni.
Tale provvedimento, però, è stato impugnato in Cassazione dal procuratore capo Claudio Cicchella, che ne ha ottenuto l’annullamento. Uno degli indagati, però, una volta scarcerato era stato nuovamente fermato con un chilo di hashish, a gennaio 2025, nei pressi di Roma Nord sull'Autostrada del Sole.
Per uno degli indagati pende anche l'accusa di minaccia aggravata dall’uso di una pistola, usata (durante la spedizione punitiva) per minacciare la vittima e colpirla allo sterno col calcio dell’arma. Nel corso dell'attività investigativa è stato accertato che tale pistola, sequestrata a casa del giovane, era in realtà una pistola a salve scacciacani.
Secondo gli inquirenti la spedizione punitiva avvenne tra i giardini della scuola media Pianciani e un capannone abbandonato mai, però, localizzato. A far scattare il tentato omicidio premeditato, sarebbe stata una lite avvenuta poche ore prima tra due gruppi di giovani davanti a un locale di Spoleto.
I tre indagati, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero telefonato durante la notte al 22enne, facendolo pervenire nei giardini della scuola parlando di un possibile un chiarimento pacifico. Si trattava, però, di una trappola, visto che il giovane sarebbe stato colpito con un oggetto di metallo e col calcio della scacciacani (poi sequestrata).
La vittima, poi, sarebbe stata caricata su una Fiat Panda, portato nel capannone dove sarebbe proseguito il pestaggio, fino al trasporto alle porte del Pronto Soccorso. Il giovane, secondo la Procura di Spoleto, attraverso anche la consulenza medico legale, sarebbe sopravvissuto riuscendo a parare alcuni colpi al capo con le braccia.