Nell'ultimo periodo si è addensata qualche incertezza sull'ospedale di Spoleto. Questo quanto sostenuto dal consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) che ha voluto vederci chiaro. Sul piatto una serie di nodi cruciali, che ruotano intorno al mantenimento della qualifica di Dea di I livello e alla riapertura del punto nascita, chiuso nell'ottobre 2020 quando il nosocomio venne temporaneamente riconvertito in Covid Hospital. Arcudi ha presentato un'interrogazione in cui ha chiesto chiarezza e tempi certi. A rispondere, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti che ha rassicurato sul fatto che il San Matteo degli Infermi sia al centro di un'operazione di rilancio da parte del governo regionale.
Il consigliere di opposizione ha incalzato la presidente sulle promesse di rafforzamento del presidio ospedaliero fatte in campagna elettorale e, soprattutto sul tema del Punto nascita che ad oggi però non ha ancora riaperto. A pesare, ha osservato, ci sono anche "la carenza di personale e una piena operatività non ancora coerente con le funzioni di un Dea di I livello".
Nel mezzo, ha ricordato Arcudi, le dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, "secondo cui il sistema sanitario regionale non potrebbe sostenere più di un numero limitato di ospedali Dea di I livello, hanno incluso anche il presidio di Spoleto tra quelli potenzialmente oggetto di ridimensionamento". Affermazioni, ha detto, che hanno provocato preoccupazione sul territorio tanto più in questo momento in cui è in corso di definizione il nuovo Piano socio-sanitario regionale.
La presidente Proietti ha rassicurato: "questa Giunta sta lavorando concretamente per un vero rilancio dell’ospedale di Spoleto. Ricordo che il piano sociosanitario è in fase di definizione. Ma alcune misure qualificanti sono state già avviate e sono in fase di attuazione. Come per esempio l'aggiornamento della rete oncologica regionale, dei percorsi preventivi diagnostici terapeutici per le patologie del maggiore impatto, l'introduzione di innovazioni come il Polo, e più in generale il passaggio ad una visione ‘one health’".
L'attuale Giunta, ha spiegato la governatrice, con l'ospedale di Spoleto sta "a fatica" ripristinando le funzioni che erano state riconvertite durante il periodo dell'emergenza pandemica. All'operazione di rilancio del nosocomio di Spoleto, ha affermato Proietti, l'amministrazione regionale si sta adoperando "a partire dalla piena operatività H24 della cardiologia, dal potenziamento della robotica, dall'implementazione dei servizi presenti nonché dagli interventi di edilizia per l'ampliamento dell'ospedale, a partire dall'attivazione dei lavori per togliere l'impalcatura del porticato che sta lì da innumerevoli anni".
Infine, sul punto nascita, ha ribadito la "volontà di questa amministrazione di chiederne la riapertura. E ci sono atti concreti: abbiamo formalmente presentato istanza per la riapertura del punto nascita al Comitato percorso nascita locale, e poi a quello nazionale del Ministero della Salute. L'istanza della quale attendiamo risposta non è una richiesta di mantenimento in deroga - ha specificato -, ma un complessivo ed organico progetto di riapertura del servizio basato su un mutato quadro programmatore, su una rinnovata analisi del fabbisogno del territorio, con particolare attenzione alla zona del cratere e alle aree interne. Istanza corredata di una completa documentazione, visto che nelle precedenti richieste fatta dalla precedente amministrazione era incompleta".
Arcudi non si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta, "dalla quale emerge la complessità del governo di una comunità e di un territorio. Cosa che conosciamo tutti. Ne eravamo consapevoli anche in campagna elettorale". Il consigliere ha parlato delle "aspettative gigantesche create in campagna elettorale dalla sinistra" che "stiamo pagando in credibilità della politica".
"Aspettative - ha concluso - che non vengono concretizzate e il risultato sono le delusioni pazzesche in tutta l’Umbria. Dobbiamo dare atto che le cose dette in campagna elettorale non si stanno realizzando e gli umbri e gli spoletini in particolare si stanno accorgendo di questo. Speriamo ci sia un’inversione di tendenza".