Una scopertura d’organico che ha raggiunto il 66%, un solo magistrato rimasto in servizio e un intervento straordinario per scongiurare il rischio di paralisi dell’attività giudiziaria. È il quadro che emerge dall’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, una delle articolazioni più delicate della giustizia italiana, chiamata quotidianamente a gestire procedimenti che riguardano l’esecuzione della pena, le misure alternative alla detenzione, i permessi, i programmi trattamentali e le istanze provenienti dagli istituti penitenziari del territorio.
Una situazione che rappresenta uno degli effetti più evidenti della progressiva carenza di magistrati che da tempo interessa il distretto umbro e che era già stata segnalata pubblicamente in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sia dal presidente della Corte d’Appello di Perugia sia dal Procuratore Generale.
A determinare l’attuale emergenza sono stati i trasferimenti di due dei tre magistrati previsti nella pianta organica dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto. Una riduzione che ha lasciato la struttura nelle mani della sola dottoressa Debora Spinelli, chiamata a garantire la continuità dell’attività giudiziaria a fronte di un carico di lavoro rimasto invariato.
La situazione, stando a quanto riportato da su Perugia Today, è stata giudicata talmente critica da richiedere un intervento immediato da parte della presidenza del Tribunale di Sorveglianza di Perugia. Per evitare rallentamenti incompatibili con la natura stessa dei procedimenti trattati dall’ufficio spoletino, è stato infatti attivato uno strumento previsto dall’ordinamento penitenziario per fronteggiare situazioni eccezionali.
Si tratta dell’articolo 70 bis, norma che consente al presidente del Tribunale di Sorveglianza di disporre temporaneamente l’impiego dei magistrati del distretto in altri uffici nei casi di "assenza, impedimento o urgenti necessità di servizio". Una misura raramente utilizzata ma che, in questo caso, è stata ritenuta indispensabile per garantire la continuità dell’attività giudiziaria e assicurare la trattazione delle pratiche più urgenti.
Il provvedimento prevede l’applicazione temporanea di tre magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Perugia. Dal 5 giugno al 15 luglio 2026, con un sistema di rotazione settimanale, saranno impegnati a supporto dell’ufficio spoletino i giudici Delia Anibaldi, Claudia Dentato e Antonio Minchella, quest’ultimo anche presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia.
L’intervento è stato progettato come una forma di sostegno operativo straordinario e non comporterà lo svolgimento di udienze ordinarie. I magistrati applicati saranno infatti chiamati a concentrarsi esclusivamente sulla gestione di una parte selezionata dei procedimenti, con l’obiettivo di alleggerire il carico di lavoro che grava sulla giudice rimasta in servizio.
Il piano predisposto individua con precisione gli ambiti di competenza affidati ai magistrati provenienti da Perugia. In particolare, essi si occuperanno delle istanze presentate dai detenuti della Casa Circondariale di Terni con cognome compreso tra la lettera A e la lettera L, di una parte delle pratiche riguardanti soggetti ammessi a misure alternative alla detenzione e di alcuni procedimenti relativi ai detenuti reclusi nell’istituto penitenziario di Spoleto.
Restano esclusi dall’intervento i fascicoli riguardanti detenuti appartenenti ai circuiti di media sicurezza e quelli sottoposti a particolari regimi di protezione. Una ripartizione studiata per distribuire il lavoro senza compromettere l’organizzazione complessiva dell’ufficio.
Particolare attenzione sarà riservata ai procedimenti considerati più urgenti e delicati.
Tra questi figurano le richieste di permessi di necessità, le istanze di differimento della pena per motivi sanitari, le procedure relative all’applicazione provvisoria delle misure alternative alla detenzione e la gestione dei programmi trattamentali.
Si tratta di pratiche che incidono direttamente sui diritti dei detenuti e che, proprio per la loro natura, richiedono tempi di risposta particolarmente rapidi.
Per tutte le altre attività, il decreto prevede una trattazione compatibile con le risorse disponibili, specificando che verranno affrontate "nei limiti del ragionevole", formula che fotografa efficacemente le difficoltà organizzative che l’ufficio sta attraversando.
Tra gli aspetti più significativi del piano predisposto figura anche la possibilità per i magistrati applicati di operare senza necessariamente trasferirsi fisicamente a Spoleto.
Il provvedimento consente infatti ai giudici di scegliere se lavorare direttamente presso l’ufficio spoletino oppure svolgere l’attività da Perugia, dove saranno trasferiti i fascicoli necessari alla trattazione dei procedimenti. Una soluzione organizzativa pensata per ridurre gli spostamenti e garantire maggiore efficienza nella gestione dell’emergenza.
Proprio per rendere operativo questo sistema è stata inoltre prevista l’individuazione di un autista dedicato al trasporto dei fascicoli tra Perugia e Spoleto, elemento che evidenzia la complessità logistica dell’intervento e la necessità di mantenere costante il flusso documentale tra i due uffici.
Il provvedimento è stato trasmesso ai magistrati interessati, all’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, agli avvocati del distretto, al presidente della Corte d’Appello e al Procuratore Generale di Perugia. Nel decreto si precisa che "Non viene intaccata l’organizzazione generale - si legge nel decreto - ma solo una applicazione che rispetterà la predetta organizzazione".
Una precisazione che ribadisce il carattere straordinario e temporaneo della misura, adottata esclusivamente per garantire la continuità del servizio in una fase di particolare criticità.
L’intervento varato dalla presidenza del Tribunale di Sorveglianza di Perugia costituisce, nell’immediato, una risposta concreta all’emergenza, ma non affronta il problema strutturale della scopertura di organico. La misura resterà valida fino al 15 luglio, data individuata come scadenza del piano straordinario.
Il decreto lascia però aperta la possibilità di proroghe "in attesa delle contingenze future", confermando che l’andamento della situazione resta sotto costante osservazione.