11 Jan, 2026 - 09:34

Spoleto, detenuto aggredisce medico e agenti in carcere: tre feriti. Sappe, Sinappe e Uspp: “Sistema al collasso”

Spoleto, detenuto aggredisce medico e agenti in carcere: tre feriti. Sappe, Sinappe e Uspp: “Sistema al collasso”

Un nuovo episodio di violenza si è verificato nel tardo pomeriggio di giovedì 8 gennaio all’interno della casa di reclusione di Spoleto. Un detenuto, descritto come giovane, di nazionalità extracomunitaria e inserito nel circuito di media sicurezza, ha aggredito il medico di guardia e, successivamente, due appartenenti alla polizia penitenziaria intervenuti per sedare la situazione. Il bilancio è di tre feriti - un medico, un ispettore e un agente - trasportati al Pronto soccorso con una prognosi complessiva di 13 giorni.

La dinamica è stata resa nota da un comunicato unitario delle organizzazioni sindacali Sappe, Sinappe e Uspp, che hanno ricostruito le fasi dell’accaduto e rilanciato l’allarme sulle condizioni operative all’interno degli istituti penitenziari umbri.

La ricostruzione dei sindacati

Secondo quanto riferito dalle sigle, il detenuto avrebbe chiesto di essere accompagnato in infermeria per ottenere una certificazione medica non urgente, tentando di bypassare le priorità stabilite dal personale sanitario. Di fronte al diniego, avrebbe dapprima compiuto atti di autolesionismo e poi minacciato di tagliarsi la gola. Condotto in ambulatorio per le cure, avrebbe improvvisamente aggredito il medico con uno sgabello di metallo, per poi scagliarsi contro gli agenti accorsi a contenere la protesta.

L'intervento della polizia penitenziaria ha evitato conseguenze più gravi, ma l’episodio - sottolineano i sindacati - riporta al centro dell’attenzione le criticità strutturali e organizzative del sistema carcerario regionale.

Il trasferimento e la gestione dell’emergenza

A seguito dei fatti, il detenuto è stato trasferito in un altro istituto, ma all’interno della stessa regione. Una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, conferma una prassi già denunciata: i trasferimenti per motivi di ordine e sicurezza da altre regioni (citata, a titolo di esempio, la Toscana) vengono spesso dirottati in Umbria, mentre i soggetti coinvolti in episodi violenti all’interno delle carceri umbre restano quasi sempre nel circuito regionale. Un meccanismo che, avvertono, “aggrava ulteriormente la pressione sul sistema”.

Sovraffollamento e carenza di spazi

L'aggressione di Spoleto viene letta come l’ennesimo segnale di un problema strutturale: il sovraffollamento, particolarmente acuto nel circuito di media sicurezza. In molti istituti umbri - ricordano Sappe, Sinappe e Uspp - la popolazione detenuta supera ampiamente la capienza regolamentare, con ricadute dirette sulla sicurezza e sull’organizzazione dei servizi. In alcuni casi, locali originariamente destinati ad attività ricreative sono stati riconvertiti in spazi detentivi, comprimendo ulteriormente le aree comuni e rendendo più complessa la gestione quotidiana.

L’allarme al nascente Provveditorato

Le sigle sindacali lanciano un monito al nascente Provveditorato di Perugia, chiamato a ereditare una situazione definita “al limite del collasso gestionale”. Senza un intervento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria per riequilibrare la distribuzione dei detenuti tra le regioni - avvertono - i margini di manovra resteranno ridotti, soprattutto nella fase di transizione verso il nuovo assetto organizzativo dei Provveditorati.

Sanità penitenziaria e tutela degli operatori

L'episodio ha riportato in primo piano anche la vulnerabilità del personale sanitario operante in carcere. Medici e infermieri - osservano i rappresentanti dei lavoratori - svolgono la propria attività in contesti ad alta complessità, con carichi di lavoro crescenti e un’esposizione a rischi che richiederebbe presidi di sicurezza adeguati, protocolli di gestione delle urgenze e un rafforzamento degli organici. La carenza di spazi e l’elevata densità di detenuti, aggiungono, aumentano la probabilità di tensioni e rendono più difficoltosa la prevenzione.

Le richieste: organici, capienza, redistribuzione

A valle dell’accaduto, Sappe, Sinappe e Uspp tornano a chiedere interventi strutturali: incremento degli organici della polizia penitenziaria, potenziamento dei servizi sanitari, misure per ridurre il sovraffollamento e un piano nazionale di redistribuzione dei detenuti che tenga conto delle reali capacità degli istituti. Senza questi interventi correttivi, avvertono, episodi come quello di Spoleto rischiano di ripetersi.

Attesi accertamenti e comunicazioni ufficiali

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte della direzione della casa di reclusione né del Provveditorato regionale. Sono in corso gli accertamenti interni per ricostruire puntualmente la dinamica dei fatti e valutare eventuali responsabilità, mentre le autorità competenti sono state informate. Nelle prossime ore sono attese comunicazioni sugli sviluppi dell’indagine e sulle eventuali misure organizzative immediate.

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Francesco Mastrodicasa
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