04 Apr, 2026 - 13:20

Spoleto, fugge alla vista della Polizia. Arrestato 26enne già espulso dall'Italia e rientrato con false generalità

Spoleto, fugge alla vista della Polizia. Arrestato 26enne già espulso dall'Italia e rientrato con false generalità

Alla vista della Polizia, anzichè fermarsi come gli era stato richiesto, si è dato a una folle fuga tra le strade di Spoleto. Bloccato al termine di un breve inseguimento, durante il quale era stato anche visto gettare un involucro dal finestrino, è stato infine identificato. Si tratta di un 26enne di nazionalità albanese che è stato infine arrestato per violazione della normativa sull'immigrazione e denunciato per falsità documentale. Era infatti stato espulso dall'Italia per poi rientrare con documenti falsi. A suo carico sono state anche contestate una serie di gravi violazioni al Codice della Strada.

L'inseguimento folle fra le strade di Spoleto. Visto mentre gettava un involucro dal finestrino

L'episodio si è verificato durante uno dei tanti controlli sul territorio messi in campo dagli agenti del Commissariato di Spoleto. Nel corso di un pattugliamento il personale in servizio aveva notato un'auto sospetta, già nota alla Polizia. Il conducente aveva reagito in modo ancor più sospetto, accelerando bruscamente nel tentativo di eludere la verifica dandosi a manovre pericolose e sorpassi azzardati che hanno creato pericolo per gli altri utenti della strada. Nel corso della fuga, l'uomo è stato anche visto lanciare un involucro dal finestrino nel tentativo di disfarsene. 

Aveva fatto rientro illegalmente in Italia a marzo utilizzando il cognome della moglie

Dopo un breve inseguimento, il conducente è stato bloccato e sottoposto a controllo. Dagli accertamenti è emersa una situazione ancora più grave. Il soggetto, classe 2000, era infatti stato espulso dal territorio nazionale nel giugno 2024. Nonostante ciò e senza alcuna autorizzazione, aveva fatto rientro in Italia nel mese di marzo. Un elemento che ha portato all'arresto immediato da parte degli operatori di polizia. 

Ulteriori verifiche hanno consentito di accertare che il 26enne aveva fatto ingresso utilizzando generalità diverse, riconducibili al cognome della moglie. Ma la lista delle violazioni non era ancora finita. Durante l’identificazione l'uomo ha esibito una patente di guida che, da un controllo più accurato, presentava evidenti difformità, documento che è stato quindi sottoposto a sequestro.

Arrestato: tutte le violazioni contestate

Per questi motivi, al termine delle attività di rito, il 26enne è stato tratto in arresto per reingresso irregolare sul territorio nazionale. Su disposizione del Pubblico Ministero, l'uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Commissariato di Foligno, in attesa dell’udienza di convalida. Nei suoi confronti è partita anche la denuncia per reati in materia di falsità documentale oltre alle sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della Strada poste in essere durante la fuga. 

Un episodio simile a febbraio a Perugia

Un paio di mesi fa, al principio di febbraio, a Perugia si era verificato un episodio per certi versi simile a questo. Durante un controllo di routine i Carabinieri avevano fermato un trentenne tunisino trovato in possesso di uno  uno spray al peperoncino non rientrante tra quelli di libera vendita. Fatto che gli era valso una denuncia per porto illegale di armi o di oggetti atti ad offendere. 

Dalle verifiche successive erano emersi però ulteriori dettagli. Gli accertamenti effettuati attraverso la Banca dati delle Forze di polizia avevano permesso di ricostruire la posizione dell’uomo che era rientrato in Italia, nonostante fosse destinatario di un provvedimento di divieto di reingresso nel territorio nazionale della durata di cinque anni, emesso dal Prefetto di Perugia nel febbraio 2021. Arrestato, era stato quindi accompagnato presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), dove sono state attivate le procedure di espulsione dal territorio nazionale. L’uomo è ritenuto responsabile di inottemperanza al divieto di reingresso in Italia, condotta prevista e punita dall’articolo 13 del Testo Unico sull’Immigrazione. Una violazione che, secondo la normativa vigente, si configura come reato penale.

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Sara Costanzi
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