Un antico tessuto, custodito nel monastero di clausura di Vallegloria a Spello, è tornato alla luce riportando al centro dell’attenzione una tradizione che attraversa i secoli e lega il luogo alla figura di San Francesco d’Assisi.
A dare notizia del ritrovamento è la diocesi di Foligno, che parla di un momento di particolare gioia ed emozione per la comunità monastica, per le parrocchie, per la diocesi e per il Comune di Spello.
Secondo una consolidata tradizione locale, il tessuto sarebbe stato lasciato da San Francesco alla beata Balbina durante una visita all’antico cenobio sul Monte Subasio.
La diocesi mantiene però un approccio prudente e rigoroso: questa tradizione, viene precisato, non trova conferma nelle più antiche fonti francescane.
Il valore del ritrovamento, dunque, non viene affidato a una certezza storica ancora da dimostrare, ma alla continuità di una memoria custodita nel tempo.
Il cuore della vicenda è proprio questo racconto tramandato per generazioni.
Le monache di Vallegloria hanno mantenuto viva la memoria di un incontro tra il Poverello di Assisi e la comunità monastica. Il tessuto rinvenuto sarebbe, secondo la tradizione, il dono lasciato da Francesco alla beata Balbina.
È una narrazione che appartiene al patrimonio spirituale del luogo e che, pur non essendo suffragata dalle fonti francescane più antiche, ha continuato a essere trasmessa all’interno del monastero e nel territorio circostante.
La diocesi sottolinea come proprio questa continuità conferisca al reperto un rilevante interesse storico, spirituale e identitario.
In altre parole, anche prima che la scienza chiarisca l’età esatta del tessuto e la sua provenienza, il manufatto rappresenta già una testimonianza importante della memoria religiosa locale.
Il passaggio decisivo sarà quello delle indagini.
L’antichità e la provenienza del tessuto saranno infatti sottoposte ad approfondite analisi scientifiche, storico-artistiche e diagnostiche, necessarie per definirne con precisione la datazione, la composizione e il contesto di appartenenza.
È questo il punto che potrà stabilire quanto la tradizione sia compatibile con i dati materiali.
La diocesi invita dunque a mantenere un atteggiamento prudente, evitando conclusioni anticipate.
«L’antichità e la provenienza del manufatto saranno oggetto di approfondite indagini», viene sottolineato, proprio per arrivare a una valutazione rigorosa.
Il ritrovamento, comunque, viene già considerato un’occasione importante per approfondire la conoscenza del patrimonio culturale e religioso legato ai luoghi francescani e alla figura della beata Balbina.

Il monastero di Vallegloria è un luogo carico di storia e spiritualità.
Le monache clarisse che lo abitano custodiscono una tradizione religiosa antica e negli ultimi anni il monastero era tornato più volte all’attenzione anche per le visite a sorpresa compiute da Papa Francesco.
Questo elemento aggiunge un ulteriore valore simbolico a un luogo già profondamente intrecciato con la spiritualità francescana.
Il ritrovamento del tessuto avviene quindi in un contesto dove la memoria del santo di Assisi non è soltanto un dato storico, ma una presenza ancora viva nella vita quotidiana della comunità monastica.
Le clarisse hanno già espresso la volontà di promuovere un accurato intervento di restauro e conservazione.
L’obiettivo è duplice: da una parte preservare l’integrità materiale del tessuto, dall’altra garantire che la sua testimonianza storica possa essere studiata e valorizzata nel tempo.
Il restauro sarà quindi parte di un percorso più ampio, che comprenderà anche la ricerca scientifica e la possibile valorizzazione culturale del reperto.
In questa fase, ogni intervento dovrà essere guidato dalla massima cautela, proprio per evitare di alterare elementi che potrebbero rivelarsi preziosi ai fini della datazione e dell’analisi.
Il ritrovamento sarà presentato pubblicamente venerdì 4 settembre alle 17, nella chiesa del monastero di Vallegloria.
A presiedere la celebrazione eucaristica sarà monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Foligno e di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
Al termine della liturgia si terrà la presentazione ufficiale del rinvenimento alla presenza delle autorità religiose e civili.
In quella occasione verranno illustrati il significato storico e spirituale del tessuto e il percorso che accompagnerà le prossime fasi di studio, restauro e valorizzazione.
Il fascino della vicenda sta proprio nel punto di incontro tra storia e tradizione.
Da una parte c’è una memoria locale antica, che collega il tessuto a San Francesco e alla beata Balbina. Dall’altra c’è la necessità di affidarsi agli strumenti della ricerca per capire davvero che cosa sia stato ritrovato.
«La tradizione racconta, la scienza dovrà verificare» potrebbe essere la sintesi più corretta di questo momento.
Nel frattempo, il monastero di Vallegloria torna al centro di una storia che unisce Spello, il Monte Subasio e la grande eredità francescana dell’Umbria.
E già questo, prima ancora degli esiti delle analisi, rende il ritrovamento un fatto di grande interesse per il territorio.