In via Garibaldi, nel pieno del centro di Terni, lo scambio è durato pochi istanti, quanto è bastato però agli investigatori della Squadra Mobile per cogliere il passaggio di cocaina tra due uomini e intervenire. È da giorni che i poliziotti presidiano le zone più frequentate, osservano movimenti, annotano volti, incrociano orari, alla ricerca dei piccoli ma costanti segnali di un'attività di spaccio radicata sul territorio.
Quando scatta il controllo, il sospetto - un trentunenne di nazionalità colombiana - viene fermato e sottoposto a perquisizione personale e veicolare: addosso e in auto emergono un ulteriore involucro di cocaina, per un totale di circa 10 grammi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, insieme a due coltelli bifilari. Da qui la decisione di estendere gli accertamenti all'abitazione, dove gli agenti trovano hashish, altri coltelli intrisi di sostanza, un'ascia, una pistola a salve e uno storditore elettrico, elementi che confermano la necessità di un intervento immediato e strutturato da parte dell'autorità giudiziaria.

L'attività rientra in un più ampio dispositivo di controllo del territorio voluto dalla Questura di Terni per contrastare lo spaccio nelle aree della movida e nei luoghi ad alta densità abitativa e commerciale. Via Garibaldi, da sempre crocevia del centro storico, era stata inserita tra le zone sensibili: ieri pomeriggio gli agenti in borghese hanno notato un viavai sospetto attorno a un'auto parcheggiata. Pochi minuti e l'incontro con un acquirente, poi l'intervento.
Durante la perquisizione, l'uomo è apparso subito nervoso. Addosso aveva ancora parte della droga appena ceduta, mentre nel veicolo personale - un'utilitaria di media cilindrata - gli operatori hanno rinvenuto il kit completo per il taglio e il confezionamento dello stupefacente. I due coltelli bifilari, dalla lama affilata e sconosciuti all'uso domestico, hanno fatto scattare l'aggravante e allargato la perquisizione all'abitazione.
È stato però il domicilio dell'uomo a riservare il quadro più preoccupante. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno trovato ulteriori 20 grammi di hashish, già suddivisi in dosi, e un piccolo arsenale: due coltelli da taglio con tracce di stupefacente, un'ascia da lavoro, una pistola a salve priva del tappo rosso (quindi difficilmente distinguibile da un'arma vera) e uno storditore elettrico, strumento offensivo non giustificabile con alcuna attività lavorativa o hobby.
Il quadro indiziario ha portato all'arresto in flagranza, convalidato nella successiva udienza per direttissima. Il giudice, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana, ritenendo sussistenti sia il pericolo di fuga sia quello di reiterazione del reato, alla luce della quantità e varietà di materiale sequestrato.

Della vicenda si stanno occupando anche la Divisione Anticrimine e l'Ufficio Immigrazione della Questura. L'uomo, regolare sul territorio nazionale, potrebbe ora vedersi revocare o non rinnovare il permesso di soggiorno per la intervenuta condizionata. Pur non essendo ancora intervenuta una condanna definitiva, la legge italiana prevede che determinate fattispecie di reato, specie in materia di stupefacenti e armi, comportino una rivalutazione della posizione amministrativa del cittadino extracomunitario.
“Il procedimento - si legge in una nota della Questura - si trova nella fase delle indagini preliminari e per l'indagato vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva”. Tuttavia, la mole di elementi raccolti e la convalida dell'arresto da parte dell'autorità giudiziaria rendono il quadro probatorio solido, in attesa dei prossimi sviluppi processuali.