03 Jun, 2026 - 17:00

Solitudine a Terni: oltre una famiglia su tre è un nucleo unipersonale. Cisl e istituzioni a confronto per il nuovo piano socio-sanitario

Solitudine a Terni: oltre una famiglia su tre è un nucleo unipersonale. Cisl e istituzioni a confronto per il nuovo piano socio-sanitario

A Terni la solitudine si misura nei numeri di un’anagrafe che ridefinisce i confini della fragilità sociale. Oltre una famiglia su tre è composta da una sola persona, un dato strutturale che incide profondamente sul tessuto della comunità e apre una riflessione complessa sull’isolamento, in particolare tra la popolazione anziana. Da questa evidenza demografica ha preso le mosse il confronto ospitato a Palazzo Primavera, promosso dalla Fnp Cisl Terni e dalla Cisl Umbria con il patrocinio del Comune di Terni. Al centro del dibattito, le risposte concrete da inserire nel nuovo piano regionale socio-sanitario per arginare un fenomeno che cresce con l’avanzare dell’età e si intreccia strettamente con i bisogni assistenziali, la vulnerabilità economica e la qualità degli spazi urbani. La solitudine, emersa non più come dinamica privata ma come questione di welfare e servizi collettivi, richiede secondo le sigle sindacali interventi mirati e costruiti attraverso l’ascolto diretto dei territori, obiettivo a cui punta il questionario avviato a Terni per tramutare i bisogni reali in azioni istituzionali concrete.

L'analisi demografica della conca ternana e il welfare culturale come strategia per contrastare l'isolamento delle fasce più deboli

L’analisi della realtà locale fotografa una tendenza allarmante e multifasettata. “A Terni, come in Umbria, oltre una famiglia su tre è composta da una sola persona (uno status che scaturisce da una scelta o da una necessità)”. Con questa affermazione il responsabile della Cisl Terni, Riccardo Marcelli, che ha moderato l'incontro, ha aperto la sessione dei lavori evidenziando come l’isolamento rischi di avvitarsi in un peggioramento progressivo con il subentrare di nuove esigenze assistenziali nel corso del tempo. Una dinamica che investe la sfera psicologica, sociologica, demografica e urbanistica della città.

Secondo il segretario generale della Fnp Cisl di Terni, Paolo Conti, che ha introdotto l'evento pubblico, ci troviamo di fronte a “un fenomeno che, stratificato per cicli di vita diversa, deve essere interpretato individualmente e sintetizzato per macroaree e al quale i luoghi nei quali si vive devono dare una risposta concreta”. La strategia indicata dal sindacato poggia sulla concertazione con le istituzioni locali e sullo sviluppo di quello che il professor Giancarlo Pocetta, docente dell'Università degli Studi di Perugia al Dipartimento di medicina e chirurgia, definisce come un imprescindibile “processo di consapevolezza della strategicità di un welfare culturale”. Per la Cisl, questo modello deve fondarsi sulla territorialità, assicurando una presenza costante anche nei piccoli centri e nelle periferie urbane.

Il benessere individuale, antitesi della solitudine, trova le sue radici nella prevenzione e nella socialità, come rimarcato dal segretario generale della Fnp Cisl Umbria, Dario Bruschi. Un concetto ripreso con forza dal segretario generale della Cisl Umbria, Angelo Manzotti, che ha ricordato come “nessuno deve essere lasciato da solo”. La complessità del fenomeno esclude l'adozione di risposte standardizzate: “Una sola ricetta non va bene in maniera universale, anche se da altre esperienze anche extra territoriali si può attingere per poi reinterpretare”, ha precisato nelle conclusioni il segretario generale nazionale della Fnp Cisl, Roberto Pezzani. Per dare gambe alle proposte, la Fnp Cisl sta portando avanti un questionario nel territorio di Terni, uno strumento d'ascolto per individuare le priorità d'azione e i servizi da rinforzare.

Dalle reti di prossimità dell'Emporio dei Nonni alla tutela legislativa dei caregiver per un nuovo modello di protezione sociale

Accanto alla riflessione teorica, il convegno ha messo in luce le buone pratiche già attive nel tessuto cittadino. È il caso dell’Emporio dei Nonni, un’esperienza virtuosa illustrata da Antonella Catanzani della Società di San Vincenzo de Paoli (Consiglio Centrale Terni), che dimostra l’efficacia delle reti di sostegno reciproco dal basso. Un valore, quello della sensibilità individuale, sostenuto anche dall'assessore al welfare e alle politiche sociali del Comune di Terni, Alessandra Salinetti, ritenuto fondamentale nel definire percorsi di supporto intergenerazionale capaci di coinvolgere giovani e anziani.

Il focus si è poi allargato alla dimensione psicologica e clinica dell'isolamento. “Perché il concetto di solitudine riguarda tutti, è un dovere collettivo”, ha spiegato Roberta Deciantis, psicologa dirigente dell’Asl 2 presso il Centro salute mentale di Terni. Il quadro si complica ulteriormente quando la solitudine incrocia la disabilità e la non autosufficienza. In questo scenario, i soggetti più fragili rischiano il definitivo isolamento relazionale. Proprio su questo aspetto si è concentrata la relazione di Silvia Stefanovichj della Cisl nazionale, che ha evidenziato come sia “ancora più urgente la normativa funzionale sui caregiver per curare in modo migliore le relazioni”.

L’istanza emersa da Palazzo Primavera delinea la necessità di un netto cambio di modello societario. Se il tessuto dei legami sociali si sfilaccia, l'intero sistema di protezione rischia di cedere sotto il peso dell'isolamento. La proposta concreta della Cisl mira ora a tradursi in impegni programmatici sia nel dialogo concertativo con i singoli Comuni, sia all'interno del tavolo di confronto per il nuovo piano regionale socio-sanitario, ponendo il contrasto alla solitudine come asse portante delle future politiche pubbliche in Umbria.

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Federico Zacaglioni
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