Un appuntamento che si ripete, ma che non smette mai di emozionare. La Sir Perugia di Gino Sirci martedì sera si è riunita a tavola per celebrare una stagione semplicemente indimenticabile. La serata di quest'anno, però, ha un sapore ancora più dolce: festeggiare lo straordinario percorso, entrato di diritto nella storia del club e nel cuore di tutti i tifosi. Nello sport la gloria non si compra, si conquista. I bianconeri lo hanno fatto un'altra volta, portando la città sul tetto del mondo con i successi nazionali della Sir Susa Scai e quelli internazionali della Sir Sicoma Monini. Dietro alla "foresta di Coppe" che ha fatto da sfondo alla festa di fine anno, c'è però una storia fatta di volti, sacrifici e legami profondi. Il poker di quest'anno (Mondiale per Club, Supercoppa, Scudetto e Champions League) è un’impresa che il presidente Sirci definisce senza mezzi termini "immensa". Non si tratta solo di una superiorità tecnica schiacciante, come ha ricordato il DS Goran Vujevic durante la serata, ma di una forza morale unica: il GM Bino Rizzuto ha infatti lodato la capacità del gruppo di restare unito anche nei momenti difficili. A dare l'esatta misura di quanto questa stagione sia entrata sottopelle a tutti ci ha pensato il team manager Davide Candellaro che ha sottolineato: "a me non era mai successo di vedere le lacrime ad una cena di fine anno" a dimostrazione del fatto, che chi ha vinto, aveva dei valori morali e tecnici ben precisi. (Foto di copertina Sir/Benda)
I numeri certificano un ciclo leggendario: 10 trofei in soli tre anni. È il bottino che il tecnico Angelo Lorenzetti ha regalato alla Sir Perugia, arricchendo la bacheca dei Block Devils con 2 Scudetti, 3 Supercoppe, 1 Coppa Italia, 2 Mondiali per Club e 2 Champions League. Esprimendo la sua gratitudine a tutta la società, allo staff e alla squadra, l'allenatore ha rimarcato il valore del suo "cerchio", vero marchio di fabbrica della sua gestione. Si tratta di una filosofia di lavoro basata sulla solidarietà interna, un girotondo che richiama la purezza dello sport e capace di respingere ogni avversità esterna. Una serata densa di emozioni, orgoglio e gratitudine ha celebrato la stagione leggendaria dei Block Devils, un'annata così perfetta da superare la trama di un film.
A guidare il microfono è stato un presentatore d'eccezione, Massimo Colaci, che ha salutato la pallavolo giocata nel modo più memorabile, ammettendo che nemmeno nel copione più audace avrebbe mai sperato in un finale di carriera così straordinario. Tra applausi, sorrisi e comprensibile commozione, tutti i protagonisti hanno preso la parola fino all'intervento finale del capitano, Simone Giannelli. Nel mettere in bacheca altri quattro trofei al termine della sua quinta stagione a Perugia, il palleggiatore ha voluto ricordare i sacrifici nascosti dietro alle vittorie, ringraziando calorosamente ogni compagno, sia chi rimarrà a difendere i colori della squadra sia chi prenderà altre strade: "Quando si alzano i trofei è bello per tutti -ha detto il capitano- ma noi sappiamo le difficoltà che ci sono state. Un ringraziamento a tutti i ragazzi, da quelli che restano a quelli che andranno via”. Questo gruppo insomma, lascia un'eredità indelebile alla città, alla regione Umbria e all'intero movimento del volley. Ma la fame di vittorie del club guidato dal presidente Gino Sirci non si esaurisce mai e la mente è già proiettata in avanti. Non a caso, il sipario sulla serata si è chiuso con un unico, ambizioso imperativo per il futuro: "Ricominciamo".