Il declino del calcio italiano e il successo globale del volley nazionale offrono uno spunto di riflessione profondo su come gestire i talenti nostrani. A lanciare la provocazione è Gino Sirci, presidente della Sir Perugia, un club che sotto la sua guida ha scalato le vette del volley mondiale, confermandosi recentemente campione in carica e conquistando nuovamente l'accesso alla Final Four di Champions League. Secondo Sirci, la crisi della Nazionale italiana di calcio, rimasta fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, trova una risposta chiara nella gestione dei vivai e nell'eccessivo ricorso a professionisti esteri.Il patron umbro propone una ricetta drastica ma necessaria: ridurre il numero di stranieri per dare spazio alla crescita dei calciatori locali. "Avremo forse uno spettacolo meno entusiasmante, ma così si ricominceranno a popolare gli stadi, perché giocheranno giocatori italiani che tirano di più, e poi secondo me tornerà a vincere la Nazionale che lo ha fatto quando c'erano gli italiani nel campionato", ha dichiarato Sirci all'ANSA. (Foto di copertina Sir Perugia)
Il confronto tra i due mondi è evidente. Se la pallavolo azzurra vive un’epoca d'oro, è anche grazie a regolamenti che tutelano l'identità nazionale in campo. Sirci sottolinea come la liberalizzazione "selvaggia" abbia finito per penalizzare il movimento calcistico: "Ci sono troppi stranieri che giocano in Italia, la liberalizzazione molte volte porta a sfavorire certe squadre. Abbiamo tanti ragazzi che vengono da Sud America, Africa, prendono il posto dei giocatori italiani. La pallavolo obbliga ad avere almeno tre nostri giocatori in squadra e sta facendo bene. A differenza del calcio riesce a percepire che gli atleti vanno fatti giocare, soprattutto quelli della nazione dove si gioca". La soluzione, dunque, risiederebbe nel ritorno a un sistema di quote più equilibrato, simile a quello del passato. Per Sirci, vedere il capitano azzurro Simone Giannelli trascinare la sua Sir è la prova che investire sul talento interno paga. Nel calcio di vertice, invece, gli italiani sono ormai una rarità. "Si dovrebbe secondo me tornare come prima, far giocare quattro o cinque giocatori stranieri, forse sei, ma almeno la metà devono essere italiani", ha concluso il presidente.
La Sir Sicoma Monini, unica rappresentante italiana rimasta nella competizione, sfiderà Varsavia nella prima semifinale delle ore 17, dopo aver travolto il Guaguas Las Palmas con un netto 3-0. La formazione polacca approda al turno successivo dopo aver eliminato i connazionali del Lublino, guidati da Leon, grazie a una vittoria per 3-2 che ha confermato il successo dell'andata. La Polonia dominerà le fasi finali a Torino portando ben due squadre: oltre al Varsavia, si è qualificato lo Zawiercie, autore di un doppio 3-0 ai danni di Civitanova. Avanza anche lo Ziraat, vittorioso nuovamente contro il Resovia.
I risultati dei quarti di ritorno di Champions League: Bogdanka LUK Lublin-PGE Projekt Varsavia 3-2; Sir Sicoma Monini Perugia-Guaguas Las Palmas 3-0; Aluron CMC Warta Zawiercie-Cucine Lube Civitanova 3-0; Ziraat Bankkart Ankara-Asseco Resovia Rzeszow 3-0.
Il programma delle Final Four di Torino: Sabato 16 maggio, ore 17: Sir Sicoma Monini Perugia-PGE Projekt Varsavia; Ore 20.30: Ziraat Bankkart Ankara-Aluron CMC Warta Zawiercie. Domenica 17 maggio, ore 17: finale.
Sir Sicoma Monini Perugia-Gaguas Las Palmas 3-0, il tabellino
(25-18, 25-21, 25-23)
PERUGIA: Giannelli 4, Ben Tara 13, Plotnytskyi 13, Semeniuk 12, Russo 7, Crosato 6, Colaci (L), Dzavoronok, Argilagos 1, Solé. Ne Cvanciger, Gaggini (L), Ishikawa. All.: Lorenzetti
LAS PALMAS: De Amo, Spencer 11, Juantorena 13, Bezerra Sousa 9, Ramos 8, Bruno, Larranaga (L), Rousseaux 4, Colito, Dimitrov. Ne Montesdeoca, Diedhiou,, Almansa, Perez (L). All.: Camarero.
ARBITRI: Cambré-Visan. durata: 24′, 28′, 30′. Tot 1h′ 22′. Note: spettatori 4.525.