Il sipario si è alzato, le luci del PalaBarton hanno illuminato il primo atto di una battaglia che promette scintille e i Block Devils della Sir non hanno tradito le attese. Sotto le volte del palazzetto di Perugia, trasformato in una vera e propria arena, ieri è andato in scena lo spettacolo puro della semifinale scudetto di Superlega. Una gara 1 che i padroni di casa hanno saputo mettere in cassaforte con autorità, imponendosi per 3-1 su una Piacenza mai doma e portandosi immediatamente sull'1-0 in questa serie al meglio delle cinque che mette in palio il pass più ambito: quello per la finale.
Ma in casa Sir Perugia non c’è spazio per i festeggiamenti prolungati. Il gruppo è consapevole che il traguardo è ancora lontano e che la strada è disseminata di trappole. Lo sa bene l'uomo del match, l'opposto tunisino Wassim Ben Tara, che ieri sera ha letteralmente dominato il taraflex. I numeri parlano chiaro: 19 punti a referto, un muro granitico e un’efficacia in attacco da urlo (64%). Prestazione da vero MVP, condita però da un'analisi lucida e operaia a fine gara. "È stata una battaglia durissima, come ogni sfida di playoff che si rispetti", ha commentato Ben Tara. "Avevamo di fronte una squadra tosta, fisica, nonostante l'assenza pesante di un giocatore chiave come Mandiraci. Vincere subito in casa era fondamentale per l'inerzia della serie, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Loro hanno campioni capaci di girare il match in ogni momento, con il servizio o con colpi d’esperienza. Per Gara 2 la ricetta è una sola: mantenere lo stesso focus e la stessa cattiveria agonistica, restando solidi nel sideout perché nel loro palazzetto saranno ancora più carichi."
Il messaggio è arrivato forte e chiaro ai compagni. Neanche il tempo di smaltire l'acido lattico infatti, che la truppa di Perugia si è già ritrovata in palestra agli ordini del preparatore Sebastian Carotti. Una sessione pomeridiana dedicata al potenziamento muscolare in sala pesi, seguita dal lavoro tecnico con la palla. Il ritmo è quello delle grandi occasioni: allenamento domattina e poi via, partenza immediata verso Piacenza. In questi momenti, il tempo per la tattica è poco, conta la testa.
Ben Tara non si accontenta e rilancia la sfida, guardando ai propri margini di miglioramento con l'umiltà dei campioni: "Abbiamo tenuto bene il cambio palla, ma so che possiamo alzare ancora l'asticella in fase break. Io per primo voglio dare di più al servizio per aiutare la squadra a staccare gli avversari. Gara 1 ci ha dato spunti tattici preziosi: loro cambiano ritmo con variazioni in battuta che possono far male, dovremo essere pronti a soffrire".
La serie è appena agli inizi, ma l'aria che si respira è quella delle grandi imprese. Perugia non fa calcoli sulla lunghezza della serie o su possibili scenari futuri. Il mantra dello spogliatoio è il day by day. Ogni set è una finale, ogni pallone è quello decisivo perchè "ogni partita ha la sua storia", ha concluso Ben Tara, "dobbiamo resettare tutto e pensare solo alla prossima battaglia. Passo dopo passo, colpo su colpo". La caccia alla finale quindi continua e sarà avvincente fino all'ultimo secondo del match decisivo. I Block Devils intanto hanno affilato le unghie, ma a Piacenza servirà sicuramente un'altra prestazione da fuoriclasse per mantenere il vantaggio e continuare a sognare il tricolore, sfuggito l'anno scorso proprio in semifinale.