28 Apr, 2026 - 19:19

Lavoro e prevenzione, siglato il protocollo Inail-Usr Umbria: obiettivo diffondere la sicurezza tra studenti e docenti

Lavoro e prevenzione, siglato il protocollo Inail-Usr Umbria: obiettivo diffondere la sicurezza tra studenti e docenti

Rafforzare la cultura della sicurezza e della prevenzione partendo dalla scuola, con un’azione strutturata e condivisa tra istituzioni, sistema educativo e mondo del lavoro.

È questo il perimetro del nuovo protocollo d’intesa sottoscritto tra Inail Umbria e Ufficio scolastico regionale per l’Umbria (Usr), firmato nel corso di un seminario dedicato alla promozione di politiche integrate per la tutela dei lavoratori, organizzato in occasione della Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro.

L’accordo, siglato dal direttore regionale Inail Alessandro Pastorelli e dal direttore dell’Usr Ernesto Pellecchia, consolida una collaborazione già attiva e la proietta in una dimensione più ampia e sistemica, con l’obiettivo di rendere la prevenzione un elemento strutturale dei percorsi educativi e formativi.

Una strategia condivisa tra scuola e istituzioni

Il protocollo rappresenta un passaggio operativo significativo nel rafforzamento delle politiche di prevenzione in ambito regionale, puntando a costruire una rete stabile tra scuola e istituzioni. L’intesa mira a sviluppare iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte non solo agli studenti, ma anche al personale docente e amministrativo, riconosciuti come attori fondamentali nella diffusione di una cultura della sicurezza consapevole e duratura.

L’obiettivo è quello di superare una visione episodica della prevenzione, trasformandola in un processo educativo continuo, capace di incidere sui comportamenti e sulle scelte future dei cittadini-lavoratori. In questo senso, la scuola viene individuata come il primo luogo in cui si costruisce la consapevolezza del rischio e della responsabilità individuale e collettiva.

Il seminario e il coinvolgimento del territorio

La firma dell’accordo è avvenuta nell’ambito di un seminario che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, operatori del settore e una delegazione di studenti, a conferma della volontà di coinvolgere direttamente le nuove generazioni nel percorso di sensibilizzazione.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del prefetto di Perugia Francesco Zito e del questore Dario Sallustio. Un parterre che testimonia la centralità del tema e la necessità di un approccio integrato, capace di tenere insieme sicurezza, formazione, legalità e sviluppo.

Nel corso dell’incontro è emersa l’esigenza di costruire un sistema di prevenzione condiviso, in grado di adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro contemporaneo, sempre più segnato da innovazione tecnologica, trasformazioni organizzative e nuove tipologie di rischio.

Proietti: “La sicurezza come priorità strategica”

Nel suo intervento, la presidente Proietti ha richiamato con forza la necessità di un cambio di passo, sottolineando come i dati relativi agli infortuni sul lavoro in Umbria impongano una riflessione profonda e un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni.

"È la cultura della sicurezza e della salute sul lavoro che noi dobbiamo promuovere. Esiste una consapevolezza diffusa che i dati dell'Umbria non sono confortanti e non sono tra i migliori: noi dobbiamo fare di più. Questo fattore negativo, che ci vede da molti anni essere tra le regioni più colpite dagli incidenti sul lavoro, dobbiamo farlo diventare il nostro tema di riscatto, dobbiamo far diventare l'Umbria la regione per eccellenza dove la sicurezza e la salute sul lavoro sono la priorità di tutti".

Investimenti e rafforzamento dei controlli

Oltre alla dimensione culturale ed educativa, la Regione ha avviato anche una serie di interventi concreti sul piano operativo. Proietti ha infatti ricordato le misure messe in campo per rafforzare le attività di prevenzione e vigilanza nei luoghi di lavoro.

"La Regione ha previsto un investimento di circa 1 milione di euro da destinare al rafforzamento delle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, attraverso due direttrici. Il potenziamento del personale attraverso l’assunzione di nuove figure, includendo profili specialistici come ingegneri, chimici e biologi, e un piano straordinario di vigilanza attuato attraverso prestazioni aggiuntive del personale, garantendo controlli extra rispetto all'orario ordinario, specialmente in edilizia e agricoltura".

Un piano che punta a intervenire sia sul fronte delle risorse umane sia su quello dei controlli, con particolare attenzione ai settori maggiormente esposti al rischio infortunistico.

Formazione e cultura della prevenzione

Tra le azioni previste rientrano anche percorsi formativi specifici rivolti a operatori e imprese, oltre a campagne di comunicazione e progetti educativi destinati alle scuole. L’obiettivo è quello di costruire un sistema integrato in cui formazione, informazione e vigilanza operino in modo coordinato.

In questo contesto, il protocollo tra Inail e Usr assume un valore strategico, perché interviene a monte del problema, agendo sulla formazione delle future generazioni e contribuendo a creare una base culturale solida e condivisa.

Un patto per il futuro della sicurezza

L’intesa siglata a Perugia si configura dunque come un vero e proprio patto per la prevenzione, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e sulla centralità della scuola come luogo di formazione e crescita civile. Un modello che punta a rendere la sicurezza parte integrante del percorso educativo, superando la logica dell’emergenza per costruire una consapevolezza diffusa e duratura. In un contesto in cui il tema degli infortuni sul lavoro continua a rappresentare una criticità rilevante, la scelta di investire su educazione e prevenzione appare come una delle leve più efficaci per incidere nel lungo periodo.

L’obiettivo, nelle intenzioni dei promotori, è chiaro: trasformare la sicurezza da obbligo normativo a valore condiviso, capace di orientare comportamenti, scelte e politiche pubbliche. Un percorso che parte dalla scuola, ma che ambisce a coinvolgere l’intera comunità, in una prospettiva di responsabilità collettiva e sviluppo sostenibile.

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Francesco Mastrodicasa
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