La sicurezza sulla SS 219 Pian d’Assino continua a mobilitare cittadini, associazioni e istituzioni. Nei giorni scorsi, presso i locali della Proloco di Torre Calzolari, si è svolta la prima assemblea pubblica promossa dall’Associazione “Andrea Morganti”, nata con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della sicurezza stradale.
L’incontro ha registrato una partecipazione significativa di cittadini provenienti da diverse frazioni del territorio eugubino. Presenti, oltre al presidente dell’associazione Ubaldo Morganti, anche Luca Vinti, l’ex vice comandante della Polizia Locale di Gubbio Massimo Pannacci, l’avvocato Fabio Antonioli e l’ex ispettore capo della Polizia Stradale di Perugia Patacca.
Cronaca Eugubina ha seguito integralmente i lavori dell’assemblea, raccogliendo testimonianze, proposte e richieste provenienti sia dai relatori sia dai cittadini intervenuti.

Ad aprire il confronto è stato Luca Vinti, che ha ricordato come la riunione sia nata all’indomani delle recenti tragedie che hanno colpito il territorio.
“L’associazione è apolitica e vuole lavorare concretamente sul tema della sicurezza stradale. Serve sensibilizzazione, serve prevenzione e serve un impegno costante da parte di tutti”, ha affermato.
Vinti ha ricordato come il Comune di Gubbio debba gestire una rete viaria molto estesa, pari a circa 650 chilometri di strade comunali, una dimensione che rende particolarmente complessa la manutenzione e il monitoraggio continuo del territorio.
Tra le problematiche segnalate dai residenti figurano le condizioni di alcune strade secondarie, la necessità di nuovi marciapiedi e interventi di miglioramento della viabilità nelle frazioni.
Il presidente dell’associazione Ubaldo Morganti ha ribadito la missione del sodalizio.
“Il problema della Pian d’Assino riguarda tutto il tratto compreso tra Madonna del Ponte e Branca. La nostra missione è la prevenzione degli incidenti stradali. La sicurezza deve essere considerata un valore collettivo e richiede collaborazione tra cittadini e istituzioni”.
Morganti ha sottolineato la volontà di mantenere alta l’attenzione sul tema e di proseguire con iniziative pubbliche nei diversi centri del territorio.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Massimo Pannacci, che ha portato la propria esperienza maturata in anni di servizio nella Polizia Locale.
“Nel corso della mia carriera ho visto 33 persone perdere la vita in incidenti stradali. Oggi serve il contributo di tutti”, ha dichiarato.
Secondo Pannacci la variante di Gubbio nacque con l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante che attraversava il centro cittadino, ma nel tempo si è trasformata in una direttrice ad elevato flusso veicolare.
“La SS 219 non era stata concepita come una strada veloce. È diventata tale per effetto dell’aumento del traffico. Se in 35 anni si registrano 27 vittime non si può parlare di semplice fatalità”, ha osservato.
Tra le proposte avanzate figura l’introduzione di sistemi Tutor per il controllo della velocità lungo i tratti più critici.
Anche l’avvocato Fabio Antonioli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione.
“La sicurezza stradale deve diventare una priorità assoluta. Bene ragionare sulla quattro corsie, ma servono anche controlli e una presenza più costante delle forze dell’ordine”.
L’ex ispettore capo della Polizia Stradale Patacca ha invece posto l’accento sulle difficoltà operative maturate negli ultimi anni.
“La Polizia Stradale umbra oggi dipende da Roma e questo ha comportato una riduzione delle risorse disponibili. Le pattuglie non riescono più a garantire la copertura capillare del territorio come accadeva in passato”.
Secondo Patacca, tra gli aspetti da affrontare figurano il miglioramento della segnaletica orizzontale e verticale, l’illuminazione degli svincoli e l’installazione di bande sonore nei punti maggiormente critici.
Dal dibattito è emersa una richiesta precisa avanzata da numerosi cittadini: la convocazione di un Consiglio comunale aperto dedicato esclusivamente alla sicurezza sulla SS 219 Pian d’Assino.
Un’iniziativa che consentirebbe alla popolazione di confrontarsi direttamente con amministratori, tecnici, forze dell’ordine e rappresentanti di Anas.
Nel corso della serata sono stati ricordati anche gli incontri promossi anni fa da don Ubaldo Braccini, che definiva la vecchia statale 219 come la “strada della morte”, un’espressione che molti presenti hanno richiamato per evidenziare come il tema della sicurezza accompagni il territorio ormai da diversi decenni.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’incontro in programma tra il sindaco Vittorio Fiorucci e i rappresentanti di Anas.
Secondo quanto riferito nel corso dell’assemblea, il primo cittadino dovrebbe successivamente illustrare gli esiti del confronto direttamente nelle frazioni eugubine, in un percorso di ascolto e informazione rivolto alla cittadinanza.
Una scelta accolta favorevolmente dai presenti, che chiedono trasparenza, aggiornamenti costanti e soprattutto interventi concreti.
Mentre si svolgeva il confronto pubblico, un nuovo incidente si verificava proprio lungo la SS 219 all’altezza dello svincolo di Padule. Dell’episodio, che ha coinvolto un automobilista eugubino rimasto ferito, il nostro giornale ha riferito in altra pagina.
L’accaduto ha tuttavia contribuito a rafforzare il senso di urgenza emerso durante la riunione di Torre Calzolari.
Al di là delle dinamiche dei singoli sinistri, il messaggio emerso dall’incontro è stato unanime: la sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo le tragedie. Servono prevenzione, manutenzione, controlli, infrastrutture adeguate e una collaborazione stabile tra cittadini e istituzioni.
Un percorso lungo e complesso, ma che per molti partecipanti non può più essere rinviato.
(Foto: Cronaca Eugubina)