Dopo un episodio che ha fatto scattare l’allarme e acceso l’attenzione di famiglie e istituzioni, il Comune di Terni imprime un’accelerazione decisa sul fronte della sicurezza scolastica. Il sopralluogo alla scuola primaria Mazzini, effettuato a seguito delle segnalazioni dei genitori, diventa il punto di partenza di un piano più ampio che coinvolge l’intero patrimonio scolastico cittadino. Le Commissioni consiliari Prima e Seconda, insieme all’assessore Marco Iapadre, al sindaco Stefano Bandecchi e al Direttore dell’Area Governo del Territorio Federico Nannurelli, hanno avviato una serie di interventi immediati e definito un nuovo metodo di lavoro, con l’obiettivo dichiarato di superare la gestione emergenziale e costruire un sistema di monitoraggio stabile e verificabile.
Al centro della vicenda c’è l’episodio verificatosi a fine novembre, quando la caduta accidentale di un vetro da una finestra dell’ultimo piano dell’edificio scolastico avrebbe potuto avere conseguenze gravi. Un fatto che, pur risolto tempestivamente dal dirigente scolastico con la messa in sicurezza della finestra, ha evidenziato la necessità di un controllo più stringente e continuo sulle condizioni degli edifici.
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Il sopralluogo alla Mazzini, avvenuto l’altro ieri, ha consentito di verificare non solo l’episodio del vetro, ma anche una serie di ulteriori criticità già segnalate in precedenza dal dirigente scolastico. Si tratta di problematiche che riguardano sia gli spazi interni sia le aree esterne, a partire dal cortile.
A distanza di appena un giorno, il Direttore del Territorio Federico Nannurelli ha comunicato che la sostituzione del vetro avverrà nel più breve tempo possibile e che sono già stati eseguiti diversi interventi di manutenzione. In particolare, sono stati completati i lavori nel giardino di via Carrara e nel chiostro di San Pietro, con la riparazione della recinzione, il riempimento delle buche mediante ghiaia e la messa in sicurezza dei viali in porfido. Gli angoli più pericolosi sono stati smussati con l’utilizzo di ciottoli e cemento, come documentato dalle immagini fornite agli atti.
Un intervento rapido, che le commissioni consiliari hanno indicato come esempio di un approccio operativo più efficace, fondato su tempi certi e responsabilità chiare.

Accanto agli interventi materiali, il Comune introduce una novità destinata a incidere sul metodo di gestione della manutenzione scolastica. È stato infatti avviato un nuovo sistema informatico per la gestione delle segnalazioni provenienti dagli istituti. La procedura strutturata sostituirà il precedente metodo basato sulle email, consentendo non solo una tracciabilità più puntuale delle richieste, ma anche un controllo rigoroso delle tempistiche di intervento.
Si tratta di un passaggio organizzativo che mira a ridurre le zone d’ombra e a rendere verificabile ogni fase del processo, dalla segnalazione iniziale alla chiusura dell’intervento. Un cambio di passo che le commissioni consiliari considerano indispensabile per affrontare in modo sistematico le criticità legate alla manutenzione ordinaria.
In questa direzione va anche l’annuncio dell’avvio di una serie di sopralluoghi su tutti gli edifici scolastici cittadini. I presidenti delle commissioni, Andrea Sterlini e Marina Severoni, hanno già richiesto ai dirigenti comunali l’elenco completo degli istituti scolastici e i contatti dei rispettivi dirigenti, così da organizzare verifiche congiunte insieme ai funzionari del Comune.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato verificare le segnalazioni già pervenute, dall’altro individuare eventuali criticità non ancora emerse, prima che possano trasformarsi in situazioni di rischio.

Sul piano politico, l’indicazione del sindaco Stefano Bandecchi, della Giunta comunale e dei consiglieri di maggioranza di Alternativa Popolare è netta. La linea è quella di “cambiare passo”, estendendo agli edifici scolastici lo stesso impegno già messo in campo sul fronte del decoro urbano.
Parallelamente, l’amministrazione intende approfondire i progetti già presentati per l’accesso a nuovi finanziamenti statali, destinati alla riqualificazione e alla ristrutturazione delle scuole. Risorse che andrebbero ad aggiungersi ai 16 interventi già avviati o conclusi negli ultimi due anni, rafforzando una strategia che punta a coniugare manutenzione ordinaria e investimenti strutturali.
Il caso della scuola Mazzini, in questo quadro, diventa un banco di prova e al tempo stesso un segnale politico. Un episodio circoscritto, ma sufficiente a far emergere la necessità di un sistema più solido, capace di prevenire i rischi prima che si traducano in emergenze. La sfida ora è mantenere la continuità di questo impegno, trasformando l’urgenza in metodo e la reazione in pianificazione.