07 May, 2026 - 11:29

Si fingeva affetto da mutismo per avvicinare turisti e fedeli ad Assisi: denunciato un 31enne per truffa e accattonaggio molesto

Si fingeva affetto da mutismo per avvicinare turisti e fedeli ad Assisi: denunciato un 31enne per truffa e accattonaggio molesto

Fingeva di essere affetto da mutismo per suscitare compassione tra turisti e pellegrini, avvicinava i passanti con insistenza e chiedeva offerte in denaro mostrando un documento riconducibile a una presunta raccolta fondi per persone non udenti e disabili. Una messinscena studiata per apparire credibile e fare leva sulla sensibilità dei visitatori che frequentano uno dei luoghi simbolo della spiritualità francescana.

Un 31enne cittadino rumeno è stato denunciato dalla polizia di Assisi per truffa e accattonaggio molesto, al termine di un controllo effettuato nell’area della Basilica di Santa Chiara, dove l’uomo stava operando. L’intervento degli agenti ha consentito di interrompere quella che, secondo la ricostruzione della questura di Perugia, era una condotta reiterata e mirata a ottenere denaro attraverso un inganno costruito ad arte, sfruttando il contesto religioso e turistico di uno dei luoghi più frequentati della città.

La falsa disabilità per ottenere denaro

Secondo quanto riferito dalla questura, il 31enne “avvicinava e molestava numerosi turisti” nei pressi della Basilica di Santa Chiara “simulando di essere affetto da mutismo e sollecitando offerte di denaro e ostacolando, di fatto, anche l’accesso dei fedeli al luogo di culto”. Una modalità che avrebbe creato disagio tra i visitatori e tra quanti si stavano recando all’interno della basilica per motivi di preghiera o raccoglimento.

Il contesto in cui si svolgeva l’attività non è secondario. La zona antistante Santa Chiara rappresenta infatti uno dei punti di maggiore afflusso turistico e religioso di Assisi, meta quotidiana di pellegrini provenienti da tutta Italia e dall’estero. È proprio in luoghi caratterizzati da forte passaggio e da un clima di particolare predisposizione all’ascolto e alla solidarietà che simili condotte riescono più facilmente a trovare terreno favorevole.

Il documento esibito ai passanti

A rendere ancora più credibile la messinscena sarebbe stato un documento che l’uomo mostrava alle persone avvicinate. Secondo quanto emerso, il 31enne “aveva con sé un documento, esibito ai passanti, attinente a una sospetta richiesta di donazione a favore di persone non udenti e disabili”. Si tratterebbe di un elemento utilizzato per conferire apparente ufficialità alla richiesta di denaro e per rafforzare l’idea di una raccolta benefica.

Una strategia che avrebbe fatto leva sul senso di solidarietà dei turisti, inducendoli a consegnare denaro convinti di contribuire a una causa sociale. Si tratta di una dinamica purtroppo già nota in numerose città italiane, dove forme di accattonaggio organizzato vengono talvolta camuffate da raccolte fondi o iniziative benefiche inesistenti.

Il controllo della polizia e la scoperta dell’inganno

A far emergere la reale natura della vicenda è stato il controllo effettuato dagli agenti del Commissariato di Assisi. Durante gli accertamenti, infatti, l’uomo ha risposto verbalmente ai poliziotti, smentendo così la condizione di mutismo che stava simulando davanti ai passanti. Un dettaglio che ha immediatamente fatto cadere la messinscena e che ha consentito agli agenti di procedere con ulteriori verifiche.

Gli accertamenti successivi hanno inoltre evidenziato come il 31enne fosse già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è infatti risultato gravato da precedenti per analoghi reati di truffa commessi in diverse città italiane, elemento che ha rafforzato il quadro indiziario delineato dagli investigatori. La presenza di precedenti specifici confermerebbe una modalità operativa consolidata e non riconducibile a un episodio occasionale.

Sequestrati gli 80 euro raccolti

Al termine del controllo, il 31enne è stato denunciato per truffa e accattonaggio molesto. Contestualmente, nei suoi confronti è stato emesso un ordine di allontanamento dal Comune di Assisi, misura finalizzata a prevenire la reiterazione di analoghi comportamenti sul territorio. La polizia ha inoltre proceduto al sequestro degli 80 euro che l’uomo aveva raccolto attraverso la presunta truffa.

Una somma relativamente contenuta ma significativa se rapportata al breve arco temporale in cui sarebbe stata ottenuta e al metodo utilizzato.

Un fenomeno che colpisce i luoghi di pellegrinaggio

L’episodio riaccende l’attenzione su un fenomeno che interessa i principali luoghi di culto e i centri storici a forte richiamo turistico. La simulazione di condizioni di fragilità fisica o sociale per ottenere denaro rappresenta una forma particolarmente insidiosa di truffa, perché si fonda sulla manipolazione della sensibilità e della buona fede delle persone. 

Ad Assisi, città universalmente riconosciuta come simbolo di spiritualità, pace e accoglienza, episodi di questo tipo assumono una rilevanza ancora maggiore

La particolare vocazione religiosa del territorio rende infatti fondamentale un presidio costante da parte delle forze dell’ordine, chiamate a tutelare non solo la sicurezza pubblica, ma anche il decoro e la serenità dei luoghi.

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Francesco Mastrodicasa
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