Nel calcio, certe storie d'amore nascono all'improvviso, accendendo quella scintilla che sembrava spenta. È esattamente quello che è successo tra la Salernitana e Serse Cosmi. Il tecnico perugino, arrivato lo scorso febbraio in corsa, nel momento più delicato della stagione, non ha solo rigenerato una squadra smarrita nel girone C della C, ma ha risvegliato l'anima di un'intera città, entrando in una profonda e viscerale empatia con la tifoseria granata. Quella che sembrava una scommessa disperata si è trasformata nella certezza che sia proprio lui l'uomo giusto per ricostruire il futuro. Questa ritrovata passione ha contagiato anche il presidente Danilo Iervolino, tornato a ruggire sui gradoni dello stadio proprio sotto la guida del mister. Ora, per suggellare questo legame, manca solo il timbro dell'ufficialità, atteso a brevissimo, con le parti pronte, da quanto fitra, a legarsi tramite un contratto biennale.
Nel segno della stabilità, salvo sorprese dell'ultimo minuto, verrà confermato anche il direttore sportivo Daniele Faggiano. La Salernitana sceglierà così di non azzerare tutto, ma di valorizzare l'ampio patrimonio di calciatori già di proprietà a disposizione. Ovviamente l'organico subirà dei ritocchi e non tutti i giocatori verranno confermati, ma l'ossatura portante è già solida e definita, oltre che ben conosciuta da Cosmi. Il nuovo corso granata si fonderà su due pilastri: ambizione sportiva e sostenibilità economica. Non ci saranno spese folli o colpi di testa sul mercato; la dirigenza sa bene che la rosa attuale custodisce già quei talenti di categoria superiore in grado di fare la differenza e dominare il prossimo campionato di Serie C.
Serse Cosmi da Ponte San Giovanni, è l’uomo delle rinascite, il tecnico capace di riaccendere il fuoco dove sembrano rimaste solo ceneri. Lo ha dimostrato ancora una volta a Salerno, dove è sbarcato a febbraio per rigenerare una Salernitana in piena crisi d’identità, portandola fino al terzo posto nel Girone C di Serie C e arrendendosi solo nella semifinale playoff contro il Brescia.
Una dote, quella di plasmare le squadre a sua immagine e somiglianza, che affonda le radici agli albori della sua carriera. Dopo le prime esperienze tra Pontevecchio e Arezzo, la grande occasione arriva sulla panchina del Perugia, la squadra del suo cuore. In quattro stagioni straordinarie, il suo Grifone diventa una certezza di metà classifica in Serie A e un incredibile trampolino di lancio per futuri campioni del mondo. Sotto la sua guida si consacrano giocatori, tanto per fare due nomi, del calibro di Fabio Grosso e Marco Materazzi; quest'ultimo, nella stagione 2000-01, stabilisce il record storico di 12 gol per un difensore in un singolo campionato. L’apice della favola umbra coincide con lo storico trionfo in Coppa Intertoto nel 2003, prima della dolorosa retrocessione in Serie B arrivata nello spareggio contro la Fiorentina, durante la transizione del campionato a 20 squadre. Da quel momento, Cosmi vive un lungo pellegrinaggio calcistico alla ricerca di stabilità, faticando a trovare la continuità di un tempo. Fino alla chiamata della Salernitana lo scorso mese di febbraio, la piazza ideale per far ruggire ancora l'allenatore con il cappellino. A Salerno a fine stagione centra un terzo posto, poi perde la semifinale playoff contro il Brescia. Ha lasciato però molti segnali positivi in tutti e la società campana è quindi pronta a ripartire da lui, per l’assalto alla Serie B.
L'era d'oro di Serse Cosmi alla guida del Perugia rappresenta una delle pagine più intense e romantiche del calcio italiano. Arrivato dalla Serie C1 nel 2000 per intuizione del presidente Luciano Gaucci, il tecnico perugino trasformò la squadra della sua città in una splendida realtà di Serie A. Con il suo inconfondibile cappellino, la grinta travolgente e un moderno modulo tattico, Cosmi valorizzò campioni come Marco Materazzi e Fabio Liverani. Il culmine di questo ciclo straordinario fu raggiunto nell'estate del 2003, con lo storico trionfo nella Coppa Intertoto che proiettò il club in Europa, regalando un sogno indimenticabile al'intera provincia.