26 Jan, 2026 - 12:56

Sede dei non vedenti senza luce e riscaldamento a Perugia, l’Anpvi denuncia: “Così si lede la dignità delle persone”

Sede dei non vedenti senza luce e riscaldamento a Perugia, l’Anpvi denuncia: “Così si lede la dignità delle persone”

Una sede senza luce, senza riscaldamento e con le attività di supporto sospese: è la situazione denunciata dall’Associazione Nazionale Privati della Vista e Ipovedenti (ANPVI) di Perugia, che oggi si è trovata a fare i conti con la sospensione della fornitura di energia elettrica nei locali di via Lucida 10. Un episodio che arriva al termine di mesi già segnati da gravi difficoltà, legate al mancato funzionamento della caldaia e alle basse temperature che hanno reso complicato lo svolgimento delle attività associative.

Per i non vedenti e gli ipovedenti che frequentano quotidianamente la sede, spiegano i rappresentanti dell’associazione, la mancanza di luce e riscaldamento non è un semplice disagio logistico, ma un colpo diretto all’autonomia personale, alla sicurezza e alla dignità.

Utenze sospese senza alcun preavviso

Secondo quanto riferito dall’ANPVI, la sospensione della corrente elettrica sarebbe riconducibile al mancato pagamento delle bollette da parte dell’ACLI Circolo Penna Ricci, soggetto intestatario delle utenze. L’associazione sostiene inoltre di non aver ricevuto alcuna comunicazione preventiva circa il rischio di distacco, trovandosi improvvisamente con i locali al buio e costretta a interrompere le attività.

Una circostanza che, sottolinea l’ANPVI, assume un peso ancora maggiore se rapportata alla tipologia di utenti che frequentano la sede. Per chi vive una disabilità visiva, l’illuminazione adeguata è un requisito essenziale per muoversi in sicurezza, partecipare alle iniziative e mantenere una vita sociale attiva.

Attività bloccate e isolamento per gli iscritti

Il distacco dell’energia ha avuto effetti immediati: incontri annullati, sportelli di ascolto sospesi, percorsi di accompagnamento e sostegno interrotti. Un impatto che non riguarda soltanto la dimensione organizzativa, ma che incide sul benessere delle persone coinvolte. I locali di via Lucida rappresentano per molti iscritti un punto di riferimento quotidiano, un luogo di socialità e di supporto per affrontare le difficoltà legate alla disabilità visiva. La loro improvvisa inagibilità, denunciano i responsabili dell’associazione, accentua una sensazione di isolamento che si traduce in un ulteriore fattore di fragilità.

La contesa sui locali e il nodo amministrativo

La vicenda si si colloca all’interno di un quadro amministrativo complesso e tutt’altro che definito. ANPVI e ACLI risultavano infatti precedentemente assegnatarie congiunte dei locali di via Lucida; a seguito della rinuncia formale dell’ACLI, l’amministrazione comunale ha avviato una nuova procedura di assegnazione attraverso un bando pubblico, strutturato in due distinti lotti. Un passaggio che, secondo quanto ricostruito dall’associazione dei non vedenti, avrebbe aperto una fase di incertezza gestionale e dato origine a una vera e propria contesa sulla titolarità e sulla responsabilità dei locali.

In questo contesto, denunciano dall’ANPVI, il mancato pagamento delle utenze ha determinato la sospensione dei servizi essenziali, senza che venissero previste soluzioni transitorie o forme di tutela per garantire la continuità delle attività associative.

La presidente regionale dell’ANPVI, Simona Ambrosio, ha riferito di aver più volte sollecitato chiarimenti e avviato un confronto diretto con la controparte, nel tentativo di trovare una soluzione condivisa. Tentativi che, tuttavia, non avrebbero prodotto risposte ritenute adeguate alle esigenze delle persone che frequentano quotidianamente la sede. Un dialogo che avrebbe evidenziato una sottovalutazione delle ricadute sociali della vicenda, in una fase in cui sarebbe stata invece necessaria una maggiore assunzione di responsabilità a tutela dei soggetti più fragili.

Gli investimenti già sostenuti dall’Anpvi

A sottolineare la complessità della situazione è intervenuto anche il presidente dell’ANPVI di Perugia, Giovanni Inguscio, che ricorda gli investimenti sostenuti dall’associazione per rendere la sede pienamente funzionale e accessibile. Tra questi, il ripristino della cucina danneggiata da un incendio nel luglio 2024 e la realizzazione dei servizi igienici, interventi effettuati per garantire continuità e qualità alle attività rivolte agli iscritti.

Interventi che, evidenzia l’associazione, rischiano ora di essere vanificati da una gestione amministrativa che non ha tenuto conto delle ricadute concrete sulle persone più fragili.

Dal freddo al buio: un’emergenza che si acuisce

Alla lunga emergenza legata al riscaldamento si è ora sommata quella, altrettanto grave, della sospensione dell’energia elettrica. Per mesi la sede dell’ANPVI ha continuato a operare in condizioni di forte disagio, con ambienti freddi e difficoltà evidenti nello svolgimento delle attività quotidiane. Un primo, timido spiraglio di soluzione si era aperto nelle scorse settimane grazie a un confronto con l’assessore comunale Croce, che aveva manifestato disponibilità a individuare un percorso per il ripristino della caldaia.

La situazione, tuttavia, è precipitata ulteriormente. Con il distacco della corrente elettrica, anche le funzioni più elementari risultano oggi compromesse, rendendo di fatto impraticabile l’utilizzo dei locali. Un aggravamento che l’ANPVI giudica inaccettabile e che, secondo l’associazione, impone interventi urgenti e risposte immediate da parte dei soggetti responsabili, affinché venga ristabilito quanto prima un livello minimo di condizioni dignitose per lo svolgimento delle attività.

Preoccupazione per il ruolo sociale dell’associazione

La vicenda solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra istituzioni, associazionismo e tutela delle fragilità sociali. L’ANPVI svolge un ruolo riconosciuto sul territorio, offrendo supporto e orientamento a persone che affrontano quotidianamente ostacoli significativi. Il venir meno delle condizioni minime di operatività non rappresenta soltanto un problema interno all’associazione, ma un impoverimento per l’intera comunità cittadina, che perde un presidio di solidarietà e inclusione.

L’appello alle istituzioni: serve una soluzione rapida

L’associazione lancia un forte appello alle istituzioni, sollecitando un intervento urgente del Comune e di tutti i soggetti coinvolti per ripristinare senza ulteriori indugi luce e riscaldamento nella sede. L’obiettivo - spiegano i responsabili - è restituire agli iscritti un luogo sicuro, accessibile e dignitoso, dove poter continuare le attività senza ulteriori interruzioni. La speranza, aggiungono, è che la vicenda trovi una soluzione rapida ed equa, capace di superare i nodi burocratici e rimettere al centro le persone più fragili, garantendo la piena continuità dei servizi dell’associazione.

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Francesco Mastrodicasa
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