11 Jul, 2026 - 14:00

Scontro a Terni sul piano strade da 30 milioni: l'attacco di Forza Italia e la durissima replica di Bandecchi

Scontro a Terni sul piano strade da 30 milioni: l'attacco di Forza Italia e la durissima replica di Bandecchi

A Terni lo scontro istituzionale sulla gestione delle infrastrutture urbane si infiamma a partire da una controffensiva social senza sconti. Il sindaco Stefano Bandecchi ha difeso a viso aperto lo strumento finanziario da circa 30 milioni di euro ottenuto da Cassa Depositi e Prestiti per il rifacimento radicale delle strade cittadine, respingendo le accuse di imminente dissesto sollevate dalle opposizioni.

Una replica durissima, destinata a scuotere i palazzi della politica locale, arrivata in risposta diretta all'affondo del segretario comunale di Forza Italia, Antonio De Angelis, che dalle pagine del Corriere dell’Umbria aveva bocciato il piano bollandolo come un azzardo economico per le future generazioni. Il primo cittadino rovescia la narrazione del partito azzurro, rivendicando la sostenibilità dell'operazione e spostando immediatamente il confronto dal terreno tecnico a quello dello scontro personale e politico.

La controffensiva manageriale di Bandecchi: i conti della linea di credito “a tiraggio”

La difesa della manovra da parte di Stefano Bandecchi si fonda su una precisa rivendicazione di competenza finanziaria e manageriale. Attraverso un intervento video sui propri canali social, il sindaco di Terni ha chiarito la natura tecnica dell'operazione con Cassa Depositi e Prestiti, specificando che non si tratta di un mutuo tradizionale ma di un'apertura di credito “a tiraggio”. Questa formula flessibile, secondo la linea della giunta, permette all'amministrazione di attingere ai fondi stanziati solo in base all'effettivo avanzamento dei cantieri, ottimizzando l'esborso e riducendo l'impatto immediato sulle casse del Comune di Terni.

Il primo cittadino ha voluto scardinare le critiche confrontando la situazione ereditata al momento del suo insediamento con le proiezioni dei costi futuri dell'ente. “Vorrei entrare nel dibattito che vedo a Terni, che sta prendendo molto piede, su quello che il sindaco può fare o non può fare rispetto alle strade, rispetto a tutte”, ha esordito Stefano Bandecchi. “Vedo che si stanno affannando a dire, da una parte, che hanno fatto tutto altri e da un'altra parte che certe cose non si possano fare. Sarò molto breve, quando io sono arrivato e ho cominciato a fare il sindaco si pagava una rata di mutuo esorbitante. Il comune di Terni pagava una rata di mutuo di 20 milioni l'anno, una rata insostenibile, ecco perché per tre anni non mi sono permesso di peggiorare questa situazione che avrebbe riportato al fallimento la città di Terni”.

Nelle previsioni del sindaco, l'operazione non comporterà un aggravio ma un alleggerimento dei costi annuali. “Adesso io ho fatto un'operazione che, più che a chiamarlo mutuo, è una disponibilità di 30 milioni di denaro, una apertura di credito che potrò reinvestire nelle strade, inutile che avvocati, commercialisti e persone che non hanno niente a che vedere con un concetto economico sfidino me dicendomi che non si può fare. Sapessero tutti, e lo sapessero in particolar modo i cittadini, che quando noi avremo rifatto tutte le strade con 30 milioni di euro e quando avremo utilizzato pienamente i 30 milioni di euro pagheremo ancora meno di ciò che paghiamo quest'anno, che è circa 10 milioni di mutuo di rata. Pagheremo 9 milioni complessivi per tutti i mutui attivati, compreso questo. Cioè un milione in meno. Ora, se non sapete fare i conti, se non sapete evidentemente gestire le cose, se non avete un'impronta manageriale, se non avete nemmeno un'impronta di comando e se non sapete, è inutile fare politica”.

Dalla finanza pubblica allo scontro frontale: l'affondo del sindaco sui redditi della politica

L'argomentazione economica del primo cittadino ha rapidamente ceduto il passo a una dura requisitoria rivolta contro l'interezza della classe politica locale che ne contrasta l'azione amministrativa. Stefano Bandecchi ha messo direttamente a confronto la propria solidità imprenditoriale con la trasparenza e la consistenza economica dei suoi detrattori, accusandoli di utilizzare l'impegno pubblico come unica fonte di reddito e stabilità personale.

Il tono del discorso si è fatto estremamente aspro nel momento in cui il sindaco ha spostato il focus sulle dichiarazioni fiscali dei membri delle minoranze. “Voi fate la politica per la seggiolina, basta guardare le vostre denunce dei redditi. Per guadagnare qualcosa dovete andare in politica”.

La rivendicazione della propria autonomia economica è diventata così il perno per respingere al mittente ogni accusa di opacità o cattiva gestione dei fondi pubblici destinati alla viabilità. “Ora, detto questo, avvocati, commercialisti, ricoglioniti vari, fatemi la cortesia. Quando dovete parlare con me di politica sciacquatevi la bocca, venite e io vi insegno cosa si può fare. Purtroppo il mondo, io non sono simpatico perché vi mando a cagare tutti i giorni perché non ho bisogno di rubare per mangiare meglio di voi. Voi invece siete personcine che hanno poco valore, tecnico, imprenditoriale, industriale e amministrativo”.

La radice dello scontro: l'allarme di Forza Italia sul rischio di un nuovo dissesto finanziario

Per comprendere l'origine di una reazione così vemente è necessario esaminare i contenuti del durissimo intervento firmato da Antonio De Angelis. Dalle colonne del Corriere dell’Umbria, il segretario comunale di Forza Italia aveva espresso un netto rifiuto nei confronti del piano strade, qualificandolo come una scelta amministrativa sproporzionata per una città di circa 106.000 abitanti. Pur riconoscendo la legittimità del ricorso al credito per gli investimenti pluriennali, l'esponente azzurro ha contestato la misura e la sostenibilità del piano di ammortamento nel lungo periodo.

Il timore esplicitato dalle opposizioni tocca lo spettro del dissesto finanziario, un'esperienza drammatica che il Comune di Terni ha già vissuto nel recente passato e da cui l'ente ha faticosamente cercato di riemergere. Secondo la tesi di Forza Italia, l'accensione di un debito di tale portata finirà per ipotecare le risorse comunali per i prossimi vent'anni, scaricando il peso delle rate sulle generazioni future e limitando la capacità di intervento in altri ambiti cruciali della vita cittadina.

Nel mio intervento sul Corriere dell'Umbria di oggi ho spiegato il mio NO al maxi mutuo di Bandecchi”, ha argomentato Antonio De Angelis, ponendo l'accento sull'impatto sociale della manovra. “Un mutuo di questa entità non riguarda solo chi oggi vive e paga le tasse a Terni. Un finanziamento di questa portata, restituito nell'arco di anni se non decenni, si scarica sulle prossime generazioni: sui ternani che oggi sono bambini, su quelli che ancora devono nascere. Significa impegnare per anni una parte consistente del bilancio comunale al solo pagamento delle rate, rinunciando ad effettuare investimenti su settori altrettanto importanti: scuole, servizi sociali, welfare, cultura, tutto ciò che serve a far vivere una città, non solo a tapparle le buche”. Per la minoranza di centrodestra, un simile azzardo finanziario espone la città a rischi sistemici senza che vi sia stato un confronto pubblico trasparente sulle reali alternative disponibili.

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Federico Zacaglioni
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