Si accende il confronto politico in Umbria sul nuovo piano regionale dei rifiuti. A poche ore dalla presentazione delle linee guida da parte della Giunta, è l’opposizione a intervenire con una presa di posizione netta, denunciando quello che viene definito un impianto privo di concretezza e destinato a produrre effetti negativi sia sul piano ambientale sia su quello economico.
Nel mirino dei consiglieri regionali di centrodestra e civici finisce in particolare l’azione dell’assessore all’Ambiente, accusato di aver costruito una proposta più orientata alla comunicazione che alla risoluzione strutturale delle criticità del sistema umbro dei rifiuti.
"Il piano rifiuti dell'assessore De Luca produrrà solo il collasso delle discariche esistenti e una impennata del costo della Tari per famiglie e imprese. Il resto è solo aria fritta": lo sostengono i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d'Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei Presidente - Umbria Civica).
Il primo elemento contestato riguarda il linguaggio utilizzato dalla maggioranza per presentare il piano. Secondo l’opposizione, il tono adottato non rispecchierebbe la reale portata delle misure proposte.
"Il tono trionfalistico della Giunta regionale stride - affermano, in un comunicato congiunto diffuso dall'ufficio stampa dell'ente - con la realtà dei fatti, mentre l'assessore all'ambiente De Luca vuol far credere di aver risolto il problema dei rifiuti con delle linee guida e con un disegno di legge. Altro che 'passo decisivo', siamo di fronte all'ennesimo esercizio di propaganda, privo di basi concrete e destinato a scaricare costi sempre più pesanti sugli umbri. Dietro gli slogan sull'economia circolare e la sostenibilità si nasconde un piano fumoso, senza una reale strategia industriale e, soprattutto, senza una visione credibile su come gestire i rifiuti umbri".
Altro punto centrale dell’attacco riguarda le ricadute economiche del piano. Secondo i consiglieri di opposizione, il progetto comporterà un incremento significativo della Tari, aggravando ulteriormente il carico fiscale su cittadini e imprese.
"Dopo mesi di annunci roboanti e promesse elettorali, la Giunta - sostengono i consiglieri di opposizione - presenta un progetto che nei fatti si tradurrà in un aumento sconsiderato della Tari, già previsto per quest'anno nella misura dell'8% e nell'esaurimento delle discariche esistenti entro tre-quattro anni. Altro che risparmi, i costi di gestione continueranno a crescere e saranno, come sempre, famiglie e imprese a pagare il conto. Un aumento che si inserisce in un quadro già pesantissimo, segnato dalle scelte della sinistra di alzare la pressione fiscale, a partire da Irpef e Irap". Il tema della sostenibilità economica emerge dunque come uno dei principali elementi di frizione, con l’opposizione che lega direttamente le scelte impiantistiche al futuro delle tariffe.
Particolarmente critico, secondo la minoranza, è il quadro relativo alla capacità delle discariche umbre. Il piano, sostengono i consiglieri, non fornirebbe risposte immediate a un problema destinato ad aggravarsi nel breve periodo.
"Quando la Giunta - proseguono i consiglieri di opposizione - parla di innovazione e guarda a modelli teorici e futuristici, come la trasformazione dei rifiuti in idrogeno, evita di dire la verità. Si tratta, infatti, di tecnologie che al momento esistono solo a livello teorico sperimentale e che per essere pienamente operative su scala industriale, richiederanno almeno dieci anni. Nel frattempo cosa accadrà? Con un ritmo di conferimento in discarica che oscilla tra le 150 e le 180 mila tonnellate l'anno, nel giro di tre anni le discariche umbre saranno sature e quindi andranno inevitabilmente ampliate. E, come sempre, il conto arriverà puntuale nel peggioramento delle condizioni ambientali e nell'aumento delle bollette Tari".
Nel documento, i consiglieri richiamano anche le scelte della precedente legislatura, sottolineando come esistesse già una soluzione ritenuta più efficace per chiudere il ciclo dei rifiuti.
"Tutto ciò è ancora più grave - osservano ancora - se si considera che esisteva già un percorso concreto e immediatamente attuabile per chiudere il ciclo dei rifiuti, il piano predisposto nella precedente legislatura di centrodestra prevedeva la realizzazione di un termovalorizzatore, una scelta pragmatica, sostenuta anche da parte dello stesso Partito democratico, che avrebbe consentito di ridurre drasticamente il ricorso alle discariche, evitare il loro collasso e abbattere i costi di gestione, con conseguenti benefici diretti sulle tariffe. Quella scelta è stata cancellata, senza alcun confronto serio, nei primi atti della nuova maggioranza, per inseguire una visione ideologica estremista che rifiuta qualsiasi soluzione strutturale". Il riferimento al termovalorizzatore evidenzia una diversa visione strategica tra maggioranza e opposizione, che si riflette nella lettura complessiva del sistema di gestione dei rifiuti.
La nota si chiude con un giudizio complessivo sull’operato della Giunta, accusata di non avere una visione chiara né strumenti adeguati per affrontare una materia complessa come quella dei rifiuti.
"Sulla gestione dei rifiuti - concludono i consiglieri di opposizione - serve una politica basata su impianti efficienti, innovazione vera e sostenibilità economica, non su annunci e ideologia. La Giunta regionale, invece, sta dimostrando di non avere né una strategia né la capacità di governare una materia così complessa. Ed ecco che, ancora una volta, i cittadini saranno costretti a pagare a caro prezzo l'incompetenza della sinistra".