27 May, 2026 - 16:45

Scontro Pd-Lega sui posti letto del nuovo ospedale di Terni e sul rischio accorpamento delle ASL

Scontro Pd-Lega sui posti letto del nuovo ospedale di Terni e sul rischio accorpamento delle ASL

Torna ad accendersi lo scontro politico sulla sanità umbra, con posizioni sempre più distanti tra Patto Avanti e Centrodestra. E stavolta la battaglia vede in campo Partito Democratico e Lega sul futuro delle Asl e dell’Azienda ospedaliera di Terni. A intervenire è il segretario provinciale del Pd, Carlo Emanuele Trappolino, che difende il lavoro della Regione e rilancia un modello basato su integrazione tra ospedale e territorio, indicando per Terni un “Next Generation Hospital” da 450 posti letto, destinato alle alte specialità.

Una prospettiva che però apre interrogativi politici. Il rischio, denunciato dalle opposizioni, è che proprio il principale partito della coalizione di governo finisca per sostenere un ridimensionamento dell’ospedale ternano, con possibili ricadute sull’autonomia dell’azienda.

Di segno opposto, quindi, la posizione della Lega, con il capogruppo Enrico Melasecche che accusa la maggioranza di voler accorpare le Asl e togliere centralità a Terni, parlando di un progetto che penalizzerebbe il territorio e ne indebolirebbe il sistema sanitario.

“Un Next Generation Hospital da 450 posti letto pilastro per il futuro”: la visione del Pd di Trappolino

La presa di posizione di Trappolino arriva al termine dell’assemblea provinciale del Partito Democratico di Terni, che ha approvato all’unanimità un documento di politica sanitaria. Il testo - frutto del lavoro del forum salute coordinato da Mara Gilioni, responsabile Sanità della segreteria provinciale - mette al centro il rafforzamento della medicina territoriale, l’ammodernamento della rete ospedaliera e l’integrazione socio-sanitaria come architrave del nuovo piano sociosanitario regionale.

Per il segretario provinciale, il governo di Palazzo Donini sta operando “con lungimiranza e visione per invertire la rotta rispetto alla complicata eredità ricevuta dalle destre”Trappolino rivendica i conti tornati in ordine e l’avvio del percorso per il piano, atteso da anni, e difende il gruppo dirigente ternano e i consiglieri regionali, “troppo spesso bersaglio di attacchi strumentali della destra”, ai quali esprime pieno supporto. Quindi l’affondo diretto: “Non accettiamo provocazioni, soprattutto quando fatte sulla base di mere indiscrezioni come quelle di oggi, proprio da quella destra che ha spinto il sistema verso il privato e l’ospedalizzazione selvaggia, azzerando gli investimenti su prevenzione e territorio, mettendo in discussione l’universalità del servizio garantita dalla Costituzione e dalla legge 833 del 1978”.

Integrazione Azienda ternana-ospedale di Narni-Amelia spostano il baricentro del PD dal capoluogo

Il cuore della proposta dem per Terni è la realizzazione del Next Generation Hospital, un polo da 450-500 posti letto pensato per le alte specialità. Un numero di posti letto che non nasce a caso, ma che tiene conto anche dei 150 previsti per il nuovo ospedale di Narni-Amelia (arrivando così a 600 complessivi) anche per mediare con gli interessi di un'ala molto forte nel partito che ha in Narni il suo fortino.

Nel documento si legge che “questo investimento di straordinaria portata è un pilastro per il futuro della città e dell’intera regione” e che la rapida definizione di localizzazione, dimensionamento e costi consentirà di affrontare la restante programmazione con maggiore flessibilità. L’hub di Terni - spiegano i dem - dovrà integrarsi con il nuovo ospedale di Narni-Amelia e con il presidio di Orvieto, dove la Regione ha emesso bandi per circa venti medici per garantire i livelli essenziali di assistenza e scongiurare l’interruzione dei servizi.

Sul fronte organizzativo, Trappolino respinge con nettezza ogni ipotesi di accorpamento delle Asl o di modelli centralisti. Il documento approvato dall’assemblea provinciale punta con decisione sulle case di comunità e sugli ospedali di comunità come primo punto di accesso ai servizi, in una logica di prossimità che rifiuta tanto la frammentazione quanto l’accentramento. “Il testo approvato”, ha concluso il segretario, “è il frutto di un confronto largo e aperto, che ha potuto contare sul contributo di professionisti ed esperti. Rappresenta una proposta politica per una sanità equa e vicina alle persone, che mettiamo a disposizione di tutte le articolazioni del partito per contenuti e per metodo di lavoro. Metodo che conferma la vocazione del Pd della provincia di Terni al buon governo della cosa pubblica”.

Melasecche (Lega): “Progetto per svuotare Terni di servizi e posti di lavoro, non ci fermeremo”

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Di tenore opposto la replica del capogruppo della Lega in Assemblea legislativa, Enrico Melasecche. Per l’esponente del Carroccio, il comunicato del Pd ha “almeno un merito, quello di aver confermato definitivamente ciò che denunciamo da giorni, ovvero la volontà della presidente Proietti di cancellare entrambe le ASL Umbria 1 e 2, unificandole in una togliendo a Terni autonomia, funzioni e centralità sanitaria”.

Melasecche parla di sinistra “colta con le mani nel sacco” e di un tentativo maldestro di cambiare argomento attaccando il centrodestra. Alla coalizione che sostiene la governatrice riserva l’ironica definizione di “Patto per la poltrona”, accusandola di difendere equilibri interni di maggioranza mentre penalizza il territorio ternano. “Il centralismo democratico ha fatto danni enormi e non vogliamo che lo si scimmiotti”, attacca il capogruppo, che rivendica per la Lega la richiesta di una distribuzione equa dei centri direzionali sanitari in tutta la regione.

L’affondo si estende poi alle opere di cui oggi la giunta Proietti, a suo dire, si vanterebbe indebitamente. Melasecche elenca la riapertura di una palazzina dell’ospedale di Terni dopo i lavori che hanno interessato anche il Pronto soccorso, la nuova Terapia intensiva di Perugia, la risonanza magnetica di Città di Castello e i punti oncologici di Foligno e Spoleto. Per ciascuna, scandisce il medesimo refrain: “Opera decisa, avviata e finanziata dal precedente Governo regionale di centrodestra”. E incalza: “Nessuno dei nastri tagliati finora dalla presidente Proietti è in realtà opera sua, ma è tutto ereditato dal passato. In pratica, la sinistra critica il centrodestra sostenendo che non avrebbe fatto nulla e, per dimostrare il contrario, porta come esempi proprio le opere realizzate grazie al lavoro della precedente Amministrazione regionale. Si tratta di personaggi incapaci che pretendono di governare con arroganza raccontando sciocchezze alla gente”.

Centrodestra a testa bassa contro la Regione e il Patto Avanti: "Volontà di marginalizzare Terni"

Il passaggio più duro riguarda il futuro dell’ospedale di TerniMelasecche contesta l’idea stessa di un nuovo ospedale fuori da Colle Obito, citando il comunicato del Pd che accusa il centrodestra di “vagheggiare progetti per nuovi ospedali”“Ma sono seri?”, domanda il capogruppo leghista. “Ammettono di non avere la minima intenzione di realizzare l’ospedale di Terni, di non sapere dove farlo e di non avere fondi per avviare il progetto, visto che portarlo fuori da Colle Obito significherebbe spendere 600 milioni di euro che la Regione non potrà mai reperire”.

A suo dire, la sinistra regionale, “dopo mesi di silenzi e ambiguità, ha ormai scoperto le carte. Il progetto è quello di accentrare tutto, svuotando Terni di servizi, posti di lavoro, funzioni direzionali e capacità decisionale e lasciare la città priva di un ospedale moderno, visto che non c’è intenzione di realizzarne uno nuovo”. La chiosa è una promessa di battaglia politica: “Noi non ci fermeremo e continueremo a lottare per difendere Terni e tutelare il diritto dei ternani ad avere una sanità autonoma, efficiente e radicata nel territorio”.

La divaricazione tra i due fronti appare netta e difficilmente ricomponibile nel breve periodo. Da un lato il Pd costruisce un’impalcatura programmatica incentrata sull’integrazione ospedale-territorio e su un hub di alta specialità a Terni; dall’altro la Lega vede in quella stessa prospettiva la premessa per un ridimensionamento della città e una perdita di autonomia gestionale. Lo scontro è destinato a condizionare le prossime tappe del piano sociosanitario regionale e tiene aperto, dentro la maggioranza, l’interrogativo su quale linea prevarrà effettivamente per l’Azienda ospedaliera ternana e per l’assetto complessivo delle Asl umbre.

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Federico Zacaglioni
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